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Discriminazioni    Mal/Costume   

Offendere qualcuno fa parte della libertà di espressione

di Nicoletta Rocca
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[9 set 2010]
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omosessualiSecondo il giudice Corrado Carnavale, schieratosi negli anni Ottanta apertamente contro il pool antimafia da lui definito il pool dei “giudici sceriffo”, e soprannominato l’Ammazzasentenze per aver cancellato circa cinquecento sentenze di mafia per vizi di forma, dare del depravato a un omosessuale non è un reato.

Il giudice, oggi presidente di sezione alla Corte di Cassazione, intervistato da Bruno Volpi, direttore del sito cattolico Pontifex, ci spiega che parlare di omosessualità come di una pratica “aberrante e depravata” faccia, in realtà, parte della libertà di espressione di ogni singolo cittadino. Così come sancito dall’articolo 21 della nostra Costituzione. A meno che non si offenda, dunque, ognuno di noi è libero di dire ciò che vuole.

Naturalmente “aberrante” e  “depravato” non sono considerate offese dal momento che, sempre secondo la visione leggermente di parte del giudice, più che di insulti questi sono veri e propri giudizi di valore e come tali rientranti nelle libertà espressive dei singoli. Un giudizio di valore, però, è cosa ben diversa da un ragionamento scientifico equilibrato, razionale e oggettivo, perché si basa su un sistema di valori, più o meno esplicitati, che si avvicinano piuttosto a un punto di vista personale, parziale, opinabile e come tale degno di sospetto.

Ma c’è ancora un altro motivo, per il giudice Carnavale, che annulla l’offesa degli epiteti usati per definire l’omosessualità, il fatto cioè che tale pratica è contraria alla fisiologia, innaturale e anormale. È giocoforza che per fisiologico, naturale e normale si intenda, dunque, il sesso che abbia il solo intento di procreare, così come professato dalla religione cattolica; e che la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha definito l’omosessualità una “variante naturale del comportamento umano” non sia cosa da prendere in considerazione. D’altra parte un giudizio scientifico non è nulla rispetto a un giudizio di valore.

Nicoletta Rocca

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3 commenti
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  1. [...] l’articolo integrale: Offendere qualcuno fa parte della libertà di espressione Post correlati21 agosto 2010 — Piccola Ketty: ‘o femminiello camorrista
 (0) «Pronto Ugo?» [...]

  2. Carnevale, un nome un perchè. E tra le varie forme di carnevalate non poteva mancare quella della chiesa. Allora se tanto mi da tanto, se depravazione non è un’offesa, anch’io sarò autorizzato a chiamare pubblicamente i preti con quest’epiteto, perchè anche la presunta astinenza è una forma di depravazione che ha lo scopo di aumentare ed alimentare la propria libido. Fino a portarli a quelle aberrazioni violente che sono la pedofilia, ma che per la chiesa si tratta solo di reato contro il costume.

  3. Da un po’ di tempo noto che più che spesso ci si difende con riferimento all’articolo 21 della Costituzione. Prendo atto che esso vale sempre per coloro che sono in qualche modo al vertice di qualcosa ma non per me fermato, in provincia di Rovigo, solo per avere espresso il mio pensiero ateo con dei manifesti…