Attualità
L’Italia? O è cristiana o non è
di Cecilia M. Calamani[1 set 2010]
All’indomani del suo rimpatrio, la visita del leader libico Gheddafi continua a far discutere. Tra chi fa spallucce divertite come se avesse assistito a uno spettacolo circense (forse perché ormai assuefatto agli imbarazzanti show del premier?) e chi si indigna per l’”amicizia” italiana nei confronti di un dittatore che propugna inaccettabili valori di sessismo e violazione dei diritti umani, arrivano le reazioni istituzionali ed ecclesiastiche all’auspicio di islamizzazione dell’Europa del nostro ospite.
Per monsignor Mogavero, presidente del Consiglio Cei per gli Affari giuridici, “è una battuta propagandistica a effetto, ma anche un’utile provocazione per ricordare all’Occidente agnostico che nega le proprie radici cristiane l’importanza della religione nella formazione dell’identità nazionale”. Al contrario di tanti altri porporati, che si sono scagliati contro le dichiarazioni di Gheddafi perché offensive verso il papa e l’Italia, approfitta con intelligenza della ghiotta occasione per stigmatizzare il vero nemico della Chiesa: non la diffusione dell’islamismo in Europa, che sa benissimo essere un pericolo inesistente, ma quella dell’agnosticismo e dell’ateismo, che potrebbero seriamente compromettere il sistema di potere della Chiesa, almeno in Italia.
Intervistata dala Stampa in proposito, Giorgia Meloni, ministra della Gioventù, le spara invece davvero grosse: “Tutto ciò che siamo, il nostro punto di vista sulla vita e sul mondo è qualcosa che si riferisce alle radici cristiane della nostra civiltà. La separazione della sfera laica da quella religiosa nella vita politica della nazione è stata codificata dal Vangelo”. Scambiando clamorosamente la Costituzione italiana con i testi sacri (un lapsus?), la ministra si riallaccia al discorso di monsignor Mogavero e continua: “Non solo l’Europa, anche l’Italia o è cristiana o semplicemente non è”.
Senza riportarle una per una, di analogo tenore sono tutte o quasi le reazioni della compagine governativa italiana: l’Italia è cristiana, su questo non ci piove! Uno per tutti, il titolo di ieri della Padania riassume bene gli umori: “L’Europa sia cristiana“.
Eppure la risposta corretta ai deliri (italici) del dittatore (libico), non era poi così difficile e, ancora una volta, l’Europa ha dovuto darla al posto nostro: l’Unione Europea “non è uno spazio fondato sulla religione ma sui valori”, come ha semplicemente dichiarato la portavoce della Commissione europea, la romena Angela Filote.
Dopo le odalische prezzolate, che ci hanno fatto vergognare davanti all’intero mondo civilizzato, ecco qui un’altra gaffe tutta italiota. Eppure, rispondere nel modo corretto alla provocazione di Gheddafi non era così difficile. Ma poi chi glielo avrebbe spiegato al Vaticano che la Costituzione italiana non è il Vangelo?
Cecilia M. Calamani








































Per odalisca prezzolata inten di Meloni, O no?
Non capisco perché dia così fastidio accettare il fatto che l’Italia abbia radici cristiane. E’ una realtà, non un’opinione. E anche se si è laici fino al midollo, bisognerebbe avere la capacità di non chiudere gli occhi davanti alla storia.
Erika
Ps. non credo che per “odalische prezzolate” si riferisse alla Meloni, piuttosto alle ragazze che hanno partecipato alla serata. In proposito, prenderei la cosa piuttosto alla leggera. In Italia i giovani non hanno lavoro se, senza fare nulla di male, per una sera si vanno ad ascoltare le stronzate di un esaltato e si guadagnano un po’ di euro mentre sonnecchiano su una sedia, non vedo il dramma. Oppure per la sinistra ormai sono brave ragazze solo quelle che con le frequentazioni riescono a farsi intestare gli appartamenti?
Erika, se per te (s)vendere la propria dignità per 30 denari (70 euro) non vuol dire niente (“senza fare nulla di male”) allora vuol dire che la mercificazione delle persone ha raggiunto il punto più alto (o più basso, dipende dal luogo di osservazione). Diciamo che 20 anni di berlusconismo ci hanno abituati a ridere della dignità umana e a trasformare tutto in un gigantesco “grande fratello”.
Il termine “odalische prezzolate” è un modo elegante per definire quelle che una volta avremmo soprannominato “pu…ane di stato”.
Quanto al fatto che l’Italia ha radici cristiane, io direi che ha radici in tante cose. Ti ricordo, comunque, che l’unità di Italia è stata fatta contro la volontà dello Stato Pontificio, visto che si appropriava di Roma elevandola a sua capitale. Il 20 settembre 1970 nei pressi di Porta Pia il Generale Cadorna aprì una breccia di 30 metri. Il Papà scomunicò Vittorio Emanuele II, si ritirò in Vaticano, si dichiarò “prigioniero politico” e ordinò ai cristiani di ritirarsi dalla vita politica con il decreto “Non expedit”. Quindi, in fondo, l’Italia è nata contro il volere del mondo cattolico. Siamo quindi sicuri che Italia è sinonimo di cattolicesimo?
Erika,
Red Passion, che ringrazio per la lucidità del commento, mi ha tolto le parole di bocca.
Mi rimane solo da aggiungere – anzi da ribadire – a quanto da lei/lui scritto che, al di là di tutte le radici (religiose, culturali, antropologiche, ecc.) l’unica risposta seria da dare ai deliri di Gheddafi l’ha data l’Unione europea e non noi.
@Red Passion
però le radici cristiane si vedono pure da uno che parla di trenta denari.
Mi sembra che la cosa piùà grave dell’accordo di Gheddafi (oltre ai diritti umani ovvio) sia la questione di mancanza di etica nell’economia. Ci si è focalizzti troppo solo sulla’aspetto folclore di cui le agazze (ma c’erano anche duecento maschi) erano la parte più evidente.
@ Giulia
Il linguaggio usato nella comunicazione porta con se immagini e significati che affondano nella storia, ma non solo e usa termini utili per stuzzicare l’immaginario collettivo. Poi ognuno li utilizza come preferisce. Faccio notare che dall’odio cristiano verso gli ebrei accusati di essere deicidi, nasce quel sentimento antiebraico che ha avuto il sua massima espressione nell’olocausto. Anche in quella follia le radici erano cristiane. Se vi fa piacere …
Quanto alla mancanza di etica nell’incotro B.-G. hai ragione solo a metà. Si trattava sì di mancanza di etica ma non nell’economia, ma in politica. In 20 di berlusconismo si è arrivati ad una politica spregiudicata in tutti i settori. Se cerchi l’assenza di etica nell’economia, allora ti invito a fare un giro nelle agenzie interinali e nelle cooperative di lavoro. Ormai la dignità di un prestatore d’opera è quotidianamente svilita. I diritti dei lavoratori, che sono principalmente diritti di garanzia della dignità di un essere umano sul posto di lavoro sono ormai un bel ricordo di tempi lontani che furono. Fino a far dire all’uomo forte di questo governo, il ministro Tremonti, che le politiche di tutela dei lavoratori costano troppo e sono un fardello di cui l’Italia si deve liberare. E tutto ciò in un’Italia che conta mediamente quasi 3 morti al giorno sul lavoro. E Comunione e Liberazione che applaude!
@Red Passion… che c’entra l’unità d’Italia con le radici cristiane? Qui si parla di come si sia formata una civiltà, e in questo non possono esserci dubbi. Mi ripeto, ma non è una questione di essere più, meno o nulla credenti: è una questione storica. Negarla non ha senso. O almeno ha senso solo dal punto di vista ideologico.
Per quanto riguarda “svendere la propria dignità”, io trovo sicuramente meno dignitosi i pennivendoli che giornalmente svendono il proprio pensiero per l’editore di turno, i politici che vengono meno al mandato dei propri elettori, gli industriali che evadono le tasse, gli operai che manomettono le catene di montaggio nel nome dell’ideologia del sindacato di turno, i sindacalisti che difendono gli addetti degli aeroporti beccati a rubare nelle valigie e i giudici che obbligano le aziende a riassumerli anche davanti a video che provano i furti… e potrei andare avanti così per ore, citando a esempio anche tutti quelli che timbrano i cartellini degli altri, e sono migliaia in Italia ogni giorno. Tutto questo scandalo su un po’ di ragazzette che si sono guadagnate 70 euro solo per sbadigliare due orette su una sedia, mi sembra la solita ipocrisia italiana. Noi siamo bravissimi a montare le stronzate come si monta la panna, e siamo anche bravissimi a far finta di nulla davanti a schifezze megagalattiche, tipo la mancata sottoscrizione alle convenzioni di Marrazzo che è costata alla sanità laziale 241 miliardi di euro nel silenzio distratto di media e bloggettari più o meno ispirati.
Certo, andare ad ascoltare le farneticazioni del beduino rintronato, non dovrebbe rientrare tra i progetti per l’avvenire… ma è come andare a fare la clac al teatro dell’opera, o il pubblico in un programma televisivo.
@Giulia… davvero penso che in 20 anni di berlusconismo si è arrivati a una politica spregiudicata in tutti i settori? E come definiresti allora la politica di quelli che scatenarono gli anni di piombo, e camparono sui loro vellutati scranni mentre intere generazioni di giovani si scannavano per le strade? Come definiresti coloro che per decenni hanno costruito strade che finivano nel nulla, palazzi abbandonati nel niente, fabbriche che non hanno mai prodotto una vite sotto l’ombrello comodo della famosa Cassa del Mezzogiorno che certo non è un’idea di Berlusconi? E come mi definisci 45 anni di consociativismo, di spartizioni, di voti di scambio, di mafia e camorra mai così prospere anche senza la droga.
Io capisco benissimo che possiate odiare Berlusconi perché vi ha rotto il giocattolo subito dopo che l’avevate creato spazzando con mani pulite dc e psi, e aprendovi una strada trionfale al potere, ma non posso credere che siate davvero convinti che sia lui il male dell’Italia.
@Erika
Quando io dico che tutte le religioni e le filosofie di vita (compreso l’ateismo) meritano lo stesso rispetto, dico qualcosa che NON è cattolico. Duemila anni di storia di conversione forzata e annientamento di popolazione a noi lontane nel tempo e nello spazio stanno lì a dimostrarlo. Così come lo dimostra il fatto che, sebbene in teoria la religione cattolica non sia più religione di stato, lo rimane ancora nei fatti (8×1000, esenzione ICI, ingenti risorse economiche per l’ora di religione e per le scuole private cattoliche, e mi scuso se mi sono dimenticato altri privilegi economici e sociali). Quando si parla di pedofilia, reato gravissimo per la sua carica di violenza fisica e psicologica nei confronti dei minori e vedo che per il Vaticano è solo un reato “contro il costume”, allora il mio pensiero è opposto a quello cattolico. Quando vedo la forte carica omofobica essere presente nei pensieri e nelle azioni della chiesa cattolica (e molti importanti esponenti hanno dichiarato su “pontifex” che per la pedofilia c’è il perdono, per l’omosessulaità no), allora i miei pensieri e le mie azioni sono diametralmente opposte a quelle della chiesa. Quando penso alle battaglie civili relative a divorzio ed aborto che gli italiani (che per un attimo hanno smesso di prendere lezioni e ordini dal Vaticano) hanno voluto prima e difeso poi dagli attacchi del vaticano, allora NON sono/siamo cattolici. Quando dico che la difesa della vita passa anche dall’idea di una morte dignitosa, cosa che la chiesa non può accettare, allora NON sono cattolico. Quando difendo il diritto delle coppie sterili ad avvalersi delle nuove terapie mediche e in Italia tutto ciò è bloccato a causa della sciagurata legge berlusconiana 40/2004, costringendo le persone ad una migrazione sanitaria verso Francia, Svizzera, San Marino, Albania, Russia, Inghilterra, Germania, ecc.., allora il mio pensiero è distante da quello cattolico. Quando penso all’istruzione che per me deve essere pubblica e non discriminante, allora ho un pensiero che NON è cattolico. Quando penso a Galileo e a questo Papa che ha detto che la chiesa ha fatto bene a fare ciò che ha fatto nei suoi confronti, allora NON sono cattolico. Quando penso che l’Italia è un paese moderno anche perché ha introiettato dentro di sé l’idea che fra uomini e donne non vi debbano essere privilegi o discriminazioni, allora NON sono cattolico (le donne, per la chiesa devono occupare gli spazi inferiori, per questo non possono esplicare il sacerdozio).
Quando penso alla carica di sofferenza causata nei secoli dalla chiesa, sempre alleata con potenti e feroci dittatori (l’imperatore Costantino in primisi e poi giù, giù fino a Mussolini, Franco, Pinochet), allora NON sono cattolico.
Quando penso ai cappellani dell’esercito che benedicevano le armi prima della battaglia (dovrai ammettere che la differenza fra il loro operato e quello di antichi sciamani o stregani stava solo nella divinità da invocare), allora NON sono cattolico.
Io, e con me la maggior parte degli Italiani nonostante la potenza mediatica del Vaticano, nei fatti abbiamo pensieri e azioni esattamente opposte a quanto va diffondendo la chiesa cattolica. Direi quasi che le nostre radici di Italiani siano nei fatti quotidiani più anticattoliche che cattoliche. A questo aggiungo che è il cattolicesimo ad avere radici nel paganesimo preesistente (per esempio, il 25 dicembre festeggiato come dies natalis era una festa antecedente al cristianesimo, e riguardava il Sol Invictus e non Gesù Cristo. Ma poiché i contadini si rifiuvano di smettere di festeggiare quel giorno, fu sufficiente cambiare il nome della divinità per non perdere la faccia).
Quanto a Berlusconi è difficile capire se sia lui responsabile della distruzione dei valori democratici (a tal proposito vorrei ricordare che era iscritto alla loggia P2, che certo non aveva a cuore i principi della democrazia) o piuttosto ne sia il prodotto principale. E’ un po’ come domandarsi se è nato prima l’uovo o la gallina. Fatto sta che in un paese normale, in una normale democrazia occidentale, un uomo del genere, sarebbe finito direttamente in galera per la quantità e la qualità dei reati da lui commesso.
Quanto ai reati di collusione politica-affari-mafia dell’era pre-Berlusconi, diciamo che erano niente in confronto a quelli di oggi. Il politico di allora, beccato con le mani nella marmellata, finiva in galera e a testa bassa e quelli che ancora provavano un po’ di vergogna per ciò che avevano fatto arrivavano in casi estremi a togliersi la vita. Oggi, invece, alzano la testa e gridano “giudici comunisti!” stesso insulto che gridava Totò Riina durante i suoi processi, dimostrando la cultura comune fra questi personaggi, come se “comunista” possa essere, poi, considerato davvero un insulto. Ma per i mafiosi è proprio così.
Quanto all’idea che l’obiettivo dei lavoratori di sinistra sia quello di bloccare la produzione, non rispondo neanche perché non può che essere una stupida provocazione. E alle provocazioni stupide non si può rispondere in modo intelligente e quindi mi fermo.
Non so se Giulia lo ha notato con ironia o altri intenti, però se si cambiasse il linguaggio, o meglio si usasse un linguaggio corretto , non sarebbe male. L’uso del termine buon cristiano, nome di battesimo, sarò fatto secondario ma è scorretto.
Per completare -se possibile- quanto detto da Red Passion, direi che se l’Italia ha una “cultura cattolica”, è anche vero che quest’ultima ha saccheggiato abbondantemente da ciò che c’era prima del cristianesimo: l’ultima religione ad aver preso piede nel nostro paese non è altro che l’ultimo strato di una somma di altri culti e culture. Se l’espressione “vendersi per trenta denari” nel suo significato di tradire, viene senz’altro da un episodio raccontato nella bibbia, ci sono un’infinità di altre espressioni che vengono -ad esempio- dal paganesimo dell’era classica greco-romana: quando ci scambiamo gli “àuguri” o facciamo degli “auspici” stiamo citando delle figure sacerdotali del paganesimo che operavano a Roma molto prima di cristo. Dunque, quali sono le nostre radici?
Ringrazio Felipe per quanto riportato nel suo post. E’ molta bella l’immagine della cultura di un popolo (quello italiano nella fattispecie, ma può essere generalizzato ed esteso a tutti) come un processo, mi si passi il termine, geologico, di strati che si sovrappongono e si sommano.
Secondo me le radici cristiane – e peggio declinate nel cattolicesimo – sono reali.
Il Risorgimento e l’Unità d’Italia infatti hanno avuto l’esito che è sotto i nostri occhi. L’Italia, dal 29 con i Patti lateranensi e successivamente con l’art. 7 della Costituzione è un Paese a sovranità limitata.
Quanto al linguaggio dominato dal cattolicesimo, ho un episodio familiare che se non fosse negativo sarebbe pure divertente. Alcuni miei famigliari dopo parecchi anni dalla fine della guerra hanno visto riconosciuto un piccolissimo indennizzo perchè estromessi dal lavoro, nello specifico mio nonno dalla cattedra universitaria, e dalla scuola in seguito alle leggi razziali. Per ottenerlo bisognava riempire un modulo nel quale era specificato : nome di battesimo. Mia madre ha cancellato con uno sbrego di penna che voleva essere minaccioso la parola battesimo, ma ho saputo poi che molti anziani italiani si sono messi perfino paura a leggere quel nome dfi battesimo. Lo stesso recentemente per visionare delle argenterie recuparate e in mostra per gli eventuali possessori presso la Banca d’Italia.
Potete dire quelle che vi pare ma l’attuale Italia, e in parte Europa, ha origini – forzate- di stampo cristiano!
Ma le REALI origini sono pagane! Il cristianesimo ha saccheggiato il paganesimo prendendo quello che gli pareva e storpiandolo rimanendo ferma non andando più avanti(difatti é sempre con la riscoperta delle culture precristiane che rifacciamo passi avanti).
Dobbiamo ricollegarci con il nostro vero spirito.