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Donne Pensanti, svegliatevi! Intervista a Francesca Sanzo

di Eloisa Morra
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[7 set 2010]
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il-conforto-delle-parole-scritteNel suo nuovo libro sulla creatività intitolato ‘La trama lucente’  Annamaria Testa scrive: ‘ La creatività è mix di tenacia, competenza e storia personale. Esiste sia la creatività geniale che quella del quotidiano; la prima sorprende, la seconda  serve a vivere meglio’.

Francesca Sanzo è proprio un ottimo esempio di donna attiva e creativa: dopo una Laurea in Lettere ed un Master in Comunicazione ed Informatica nel 2005 ha aperto un blog, Panzallaria, dove raccontava ( e racconta tuttora) con parole taglienti ed ironiche le avventure della sua vita di donna- mamma- scrittrice.

Cinque anni dopo quel blog è uno dei più visitati del panorama italiano e Francesca ha ampliato i suoi progetti dando vita a ‘Donne Pensanti. Resistenza attiva 2.0’, uno dei siti più utili per chi  voglia partecipare e discutere attivamente di donne e resistenza agli stereotipi.

Come e perché è nata l’idea di creare il sito Donne Pensanti?

E’ nata durante la primavera del 2009, nei mesi di “Papi” e delle candidate veline. Ero blogger da alcuni anni e quel senso di nausea, impotenza, svilimento che sentivo crescere per come l’Italia rappresenta le donne ha trovato naturale sfogo e un momento di riflessione sul mio blog. Mi sono sentita in sintonia con molte persone che commentavano e ho percepito una comune necessità di uscire dal silenzio e fare qualcosa: ho pensato che bisognava usare le potenzialità della Rete ma per uscirne, per trovare lo stimolo di incidere positivamente sulla realtà.

Poi ho pensato a mia figlia, mi sono chiesta che cosa le avrei risposto quando in futuro mi avesse chiesto: “Mamma, perché hai lasciato che ci facessero questo?” e la responsabilità personale e civile nei suoi confronti ha dato la spinta finale.

Quali sono i vostri obiettivi?

Donne Pensanti ha come obiettivo primario quello di contrastare l’omologazione del femminile e la naturalizzazione della sua mercificazione, contribuendo ad aumentare la consapevolezza sulla grave regressione in atto e ridando voce alla complessità del reale. Cerchiamo innanzitutto di offrire rappresentazioni alternative a quelle egemoni per configurare uno spazio stratificato e ricco di stimoli, una società complessa e in grado di accogliere la molteplicità e di propugnarla come un valore.

Semberà utopico, ma noi di DP vorremmo tornare a fare politica orizzontalmente, dando forma al pensiero attraverso (narr)azioni concrete, per una “democrazia ad alta intensità” , rideclinare la politica come relazione, scambio, resistenza alle prepotenze del potere.

Cosa ne pensi dei recenti episodi (non solo le violenze, ma anche l’uso di un linguaggio sessista) che dimostrano uno scarso rispetto per le donne?

La violenza sulle donne si combatte non solo con le leggi ma prima di tutto con un cambiamento profondo di percezione. Il rispetto per le donne si ottiene se le donne si rispettano esse stesse e sanno far emergere le proprie differenze valorizzando scelte coraggiose e non succubi a una logica che trasforma tutta la realtà in mercato.

Quali le vostre iniziative?

Stiamo terminando di editare la pubblicazione “Svegliatevi bambine” nata dal progetto Testimonia il femminile, che durante lo scorso inverno ha raccolto testimonianze dei molteplici modi di essere e rappresentare la donna. Stiamo inoltre per costituirci come associazione e organizzeremo gruppi territoriali per azioni locali, abbiamo in programma alcuni moduli dedicati alle scuole medie per smontare le pubblicità sessiste e allenare lo sguardo dei giovani alla critica di ciò che vedono e stiamo tessendo una rete proficua di contatti per creare momenti di approfondimento (reading, eventi, dibattiti) da portare nelle città. Inoltre, a breve, in collaborazione con una web radio, inizieremo a curare un programma radiofonico dedicato ai giovani.

Hai fondato il sito con il tuo compagno. Della reazione maschile ai programmi e le pubblicità svilenti per le donne si parla relativamente poco, ci puoi dire secondo te cosa ne pensano gli uomini?

Ci sono alcuni uomini che esattamente come le donne si sentono sviliti dalla rappresentazione univoca, granitica e unicamente votata alla strumentalizzazione del corpo femminile. Si sentono sviliti perché come le donne sanno che siamo tutte persone e perché una rappresentazione che svilisce la donna ha come contraaltare una visione univoca dell’uomo.

Ci sono uomini (ma anche donne) che invece non capiscono nemmeno dove sia il problema, invitano a cambiare canale, a non guardare quella pubblicità  e accusano chi solleva il problema di perbenismo e bigotteria, oppure di essere delle femministe (che pare essere diventata un’offesa!).

Mi è capitato anche che qualcuno dicesse che questi problemi mi stavano tanto a cuore perché sono brutta.

Secondo te quali potrebbero essere dei rimedi ‘operativi’ per riuscire a dare delle donne una immagine più veritiera in tv?

Basterebbe lasciare spazio alla donna reale e non al modello che sembra andare di moda, essere vincente oggi ma che – in realtà – non rappresenta né le donne né il desiderio maschile. Credo che gli autori televisivi dovrebbero cominciare a scendere in strada e guardare alle persone che non masticano solo pane e tv: ci sono dei personaggi bellissimi in Italia, che potrebbero ridare complessità e molteplicità al nostro Paese.

Ma non sono convinta che questi siano oggi gli obiettivi della televisione che è in realtà solo uno specchio della cultura dominante: quello che dobbiamo cambiare sta prima di tutto dentro noi stessi e parte da un maggior rispetto per l’altro e dalla voglia di mettersi in gioco senza semplificare le cose.

Eloisa Morra

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