Mondo
Corano in fiamme: la guerra degli idioti
di Alessandra Maiorino[10 set 2010]
«Quanto è accaduto l’11 settembre ha rivelato il vero volto dell’Islam. Ci siamo chiesti cosa potevamo fare per dimostrare davvero la pericolosità di quello che era successo. Abbiamo pensato che l’importante non era tanto mostrare cosa era successo quel giorno: dovevamo mostrare quello che l’Islam fa in tutto il mondo. E abbiamo pensato che bruciare il corano sarebbe stato un gesto della grandezza adeguata».
Scandendo con lentezza le parole e fissando la telecamera, il pastore evangelista Terry Jones, divenuto in poche ore famoso in tutto il mondo, ha così motivato la decisione sua e della cinquantina di anime che compongono la sua chiesa a Gainesville, in Florida, di bruciare pubblicamente il libro che gli islamici considerano sacro.
Puntuali, le reazioni dei mussulmani non si sono fatte attendere: da Teheran, il ministro degli Esteri Mottaki ha detto che «il governo americano dovrebbe garantire i diritti fondamentali dei musulmani negli Stati Uniti e impedire che questi atti blasfemi abbiano luogo», aggiungendo, come di prassi, che si tratta di un gesto «di propaganda dei sionisti contro i musulmani».
Susilo Bambang Yudhoyono, presidente dell’Indonesia, il paese islamico più popoloso al mondo, ha esternato in una lettera al presidente Obama la sua preoccupazione che tale gesto possa vanificare gli sforzi che Indonesia e Stati Uniti stanno compiendo per costruire relazioni tra l’Occidente l’Islam e – ha aggiunto – teme che il rogo inneschi un conflitto tra le religioni.
Ma le parole più chiare sono venute da Mohammad Mukhtar, un esponente religioso afghano, candidato alle prossime elezioni al parlamento: «È dovere dei mussulmani reagire. Quando il libro sacro, il corano, viene bruciato in pubblico, non c’è niente altro da fare. Se questo succede, la prima reazione che seguirà sarà che dovunque ci saranno americani, non importa in quale posto del mondo, essi saranno uccisi».
In occidente, chiunque doveva parlare ha parlato. Dal presidente Obama, che ha definito il gesto «un regalo ad Al Quaeda», a Hillary Clinton, che ha parlato di atto «sventurato e vergognoso», al generale Petreus, comandante delle truppe americane in Afghanistan, che ha affermato che sarebbe «peggio della pubblicazione delle foto di Abu Ghraib».
Nelle ultime ore, però, si è avuta notizia che il reverendo Jones (che pare sia un tipo che gira con la pistola al cinturone, considera G. W. Bush l’unico politico americano degno del suo rispetto e, sia detto per inciso, somiglia terribilmente al capo secondino del film Arancia Meccanica) sia sceso a più miti consigli, annunciando di rinunciare al suo proposito. L’FBI, intanto, aveva già fatto visita un paio di volte alla tranquilla cittadina della Florida.
Sabato mattina pare che il signor Jones si recherà a New York per discutere con un imam l’eventuale delocalizzazione della moschea che doveva sorgere a Ground Zero. Donald Trump, il ricco imprenditore americano, si è proposto come acquirente dell’immobile che doveva accogliere il luogo di preghiera islamico e avrebbe già offerto una somma in contanti che supera del 25 per cento il valore del palazzo.
Tutto bene quel che finisce bene, dunque.
No. Questa grottesca vicenda, degna della fantasia incendiaria e demenziale di un Monty Python o di un Woody Allen prima maniera, ha almeno un paio di morali, e proprio come nei film del regista americano, esse sono difficilmente conciliabili. La prima potrebbe essere dedicata a quanti sostengono che noi dovremmo comportarci come loro: loro bruciano le nostre bandiere, danno della prostituta alle nostre premier dame, impediscono la costruzione di luoghi di culto diversi dal loro, e via dicendo. Noi dovremmo fare altrettanto. Ecco, un idiota che l’ha fatto c’è appena stato. Non ne abbiamo guadagnato molto in autostima, e l’unica ovvia conseguenza sarebbe stata quella di innescare una spirale di violenza senza fine.
La seconda morale invece è quella che ha involontariamente rivelato un afghano comune cui il giornalista chiedeva cosa avrebbero fatto se Jones avesse davvero bruciato il corano. L’afghano, magro, con il viso segnato da rughe, accerchiato da ragazzi e bambini urlanti, in mezzo alla polvere e accanto a un camioncino che trasportava galline ha risposto: «Se non difendiamo il corano, allora cos’altro possiamo fare?» Esatto. Problema centrato.
Alessandra Maiorino








































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Eppure bisognerà capire cosa passa per la testa a questa gente, capire il meccanismo psico-sociale della fede allucinata e ossessiva
Un rimedio a questa ed altre follie simili c’é: vivere senza religioni.
Ci risiamo, vogliamo fare dei resoconti non sulla base dell’emotività, ma da laici, se volete anche cinici.
Vengo al punto:
il cosidetto reverendo è una figura marginale negli Stati Uniti, o vi siete scordati le varie sette religiose che hanno indotto i loro seguaci a suicidi di massa. Con ben altra influenza di queto uomo sconosciuto.
L’interrogativo da porsi è come mai una figura così marginale nella cultura americana, abbia assunto in pochissimo tempo gli onori mediatici, se volete più rilevanti di capi religiosi e politici seguiti da milioni di persone.
Viene da sospettare che dato il rilievo mondiale dei media, la storia sia stata artatamente costruita e gonfiata.
Possiamo avere il piacere di qualche riflessione più appropriata sulla questione ed un servizio di informazione più rispettoso della nostra laicità.
Qualcuno mi sa dire chi ha dato per prima la notizia riferendosi ad un reverendo insignificante di cui ci sono centinaia di migliaia di persone simili negli Stati Uniti? E’ come se in Italia la casalinga di Voghera diventasse un guru peggio del nostro Papa.
L’altra domanda da porsi è chi ha interesse a distogliere l’attenzione dai reali problemi dell’america ed usare questi sistemi per condizionare la popolazione?
Ripeto siamo laici, non cretini!
Gentile Gianfranco,
onestamente trovo la sua richiesta di fornire “riflessioni appropriate” in quanto “siamo laici, non cretini”, un tantino eccessiva e fuori luogo.
Le spiego: lei evidentemente è convinto che vi sia una spiegazione altra a tutta questa grottesca e paradossale vicenda. Spesso in effetti alcune notizie marginali vengono gonfiate (o si cerca di farle gonfiare) per distrarre da problemi ben più rilevanti. Noi qui in Italia ci siamo piuttosto abituati.
Disgraziatamente, non credo sia questo il caso. Nella società dell’informazione e della globalizzazione, quale la nostra è, la notizia che uno sperduto parroco di campagna (il quale ha egli stesso caricato il video su Youtube nel quale annunciava il suo proposito già a luglio)
sarà certamente rimbalzata di utente in utente, da lì alle redazioni dei giornali amricani, che si sono tuffati sulla notizia, e alle tv di tutto il mondo.
Mi pare che l’iter sia piuttosto piano e non c’è motivo di fare della dietrologia: siamo davvero così stupidi (intendo noi esseri umani) da dare importanza a simili idiozie. La stessa cosa accadde con le vignette di Maometto.
E’ la società dell’informazione globalizzata.
Quanto a noi di Cronache Laiche, per quanto è possibile ai nostri medesimi intelletti, ci sforziamo in ogni modo di trattare il lettore con il massimo rispetto della sua intelligenza. Purtroppo, non sempre i fatti che accadono nel mondo ne sono all’altezza. Ma questo non dipende da chi li riporta.
Saluti laici a lei.
Alessandra Maiorino
I credenti di qualsiasi religione dovrebbero smetterla di preoccuparsi di cosa fanno gli altri e pensare unicamente alla propria salvezza. Il loro dio, qualsiasi esso sia, soprattutto se è “l’unico vero dio”, o “il più grande”, o “l’onnipotente”, non ha bisogno di trasformare i fedeli in assassini o giustizieri. Vivi e lascia vivere.
Io mi aspettavo che l’afghano comune dicesse: “Loro ci bruciano il Corano… e noi gli bruciamo la Bibbia”. Fosse stato così, nessuno si sarebbe fatto male, al massimo qualche scottatura lieve. E ricordiamoci che prima di nascere nessuno di noi era, non si capisce perché dovremmo continuare ad essere anche dopo morti.
Voglio dire che nessuno si è mai lamentato perché non esiteva prima di nascere, perché allora ci lamentiamo di non esistere dopo la morte?