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Comunione e Liberazione, deriva tribale

di Bruno Vergani
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[1 set 2010]
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preghieraConclusosi il meeting di Rimini, si legge da più parti che la politica, le scelte partitiche, la prassi e gli obiettivi di Comunione e Liberazione sono determinati dalla ricerca di potere; gentaglia cinica disposta a tutto per raggiungere il potere ed esercitarlo a proprio vantaggio.

Il giudizio è banale. Chi conosce CL sa che la stragrande maggioranza di loro sono persone oneste e intelligenti che con abnegazione rischiano in proprio per promuovere la società, partendo da chi ha più bisogno. Non è escluso che con loro si mimetizzati qualche mandrillo che cavalca l’onda bramoso di potere personale, ma è una minoranza.

La domanda è dunque questa: come e perché persone che seguono lealmente Cristo fatto uomo nella Chiesa, desiderosi di promuovere l’umanità, che osservano precetti e tradizione divina dal libro della genesi all’apocalisse di San Giovanni, di fatto poi perseguono politiche, prassi e alleanze partitiche agli antipodi del vangelo?

Perché, disinvolti, glissano se un proprio membro ruba, o fa carte false e invece lo considerano immorale se pur onestissimo si permette di contestare le scelte partitiche del movimento, o cambia sponda politica?
Risulta evidente che per gli appartenenti a Comunione e Liberazione l’essere morali non è il comportarsi rettamente e onestamente ma un’altra cosa. Cosa? Che etica perseguono? Enucleiamo in sintesi l’etica politica ciellina.

Punto di partenza è l’uomo; le sue necessità ontologiche, spirituali e pratiche, ideali e corporali. Da qui l’urgenza di trovare direzione, senso e assoluta realizzazione in una consapevolezza integrale: il senso religioso, questo è il valore e da qui i valori. Il potere è morale se permettere e sostiene tale umano desiderio altrimenti si riduce ad un pre-potente, ideologico ed anonimo, quindi disumano, desiderio di consenso di massa. L’urgenza che quindi avvertono i ciellini è che il potere sia innanzitutto al servizio di questo senso religioso integrale che coinciderebbe con la completa realizzazione umana. Questo è il valore politico degli appartenenti a CL e francamente, in linea teorica, si può condividere perché pensiero dignitoso e giusto specialmente quando si constata l’anestesia della libertà di coscienza procurata, oggi più che mai, dal potere attraverso i media.

Non abbiamo quindi a che fare con faccendieri spregiudicati, ma con pensiero giusto e corretto? Con gente che lotta contro il potere e l’omologazione? Che intende rispondere alle domande cruciali del nostro esistere censurate dai poteri forti?

Veniamo al punto. Per un appartenente a CL chi è oggi Gesù Cristo? Dov’è? Nella Chiesa, più precisamente nel pezzo di Chiesa che ha incontrato. Gesù Cristo si esprimerebbe quindi nelle autorità del movimento, coinciderebbe con l’autorità del movimento, tutto il resto è giudicato astrazione ideologica; bibbia, vangelo, etica inclusi. In questa teologia tribale il senso della cose e della vita, la morale, la cosa pubblica non sono temi da perseguire, da decifrare con imparzialità e confronto con tutto e tutti in quanto si presume di possedere, perché prescelti dal destino, il significato ultimo di tutto e di tutti in maniera integrale e indiscutibile: la presenza di Cristo che vive nella storia attraverso la loro compagnia.

Cristo coincide con loro. La verità coincide con loro, il senso della storia pure, il bene pubblico anche. Qui sta l’equivoco, qui sta la patologia si chiama fondamentalismo e integralismo.

Quindi, se per un cristiano non tribale la morale è l’adesione a Cristo seguendo il vangelo, confrontandosi con tutti gli uomini di buona volontà in un percorso umile, quindi intelligente, che tiene conto della correttezza e onestà personale e giudica nel merito fatti e scelte, per l’identità tribale ciellina significa invece obbedire con tutto il proprio essere all’autorità che lo guida. Più obbediscono e più si sentono nel giusto perché appartenenti a una realtà umana che pur nella storia la trascende e giudica, avanguardia e modello del bene di tutti. Quindi puoi essere competente, onesto, integerrimo ma se non obbedisci alla compagnia sei considerato all’interno di CL falso e amorale anche se ti comporti come Teresa di Calcutta. Se invece sei un condannato, indagato, imputato e rinviato a giudizio perché ladro o corruttore, o sei puttaniere ma, in qualche modo, favorisci la compagnia sacramentale alla quale appartieni obbedendo alla linea partitica e alla dottrina sociale indicata sei morale.

E’ evidente che all’interno di CL chi è un minimo sensibile avverte che c’è qualcosa che non va, ma siccome è stato programmato all’obbedienza invece di dissentire, per far quadrare il cerchio, reagisce stringendosi ancor più nel gruppo, affidandosi ai capi per farsi incessantemente guidare attraverso incontri autoreferenziali nel tentativo di sostenere l’inumana fatica del dover continuamente ricapitolare la società alle soggettive credenze tribali. Una infinita fragilità che diventa arroganza. Non possono funzionare in modo diverso perché così sono stati programmati. Le autorità cielline nelle alleanze partitiche, indifferenti ai principi evangelici e a direttive etiche, sceglieranno semplicemente chi darà maggior  spazio e potere decisionale alla loro teologia tribale e agli uomini che la rappresentano.

Per ottenere un occhio di riguardo alla scuola cattolica da parte dello Stato, un po’ di attenzione alla famiglia tradizionale e normative che vietino di morire in pace indifferenti al progetto sociale dei compagni di viaggio faranno alleanza con politiche egoiste, individualiste, corporative, edonistiche, ciniche, anarco-capitalistiche, campanilistiche, corrotte e razziste, insomma antievangeliche, poi daranno indicazioni di voto al gregge dei  subalterni e la macchina elettorale ciellina si metterà in moto.

Bruno Vergani

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  1. L’essere umano sente la necessita´ di una guida in quanto insicuro, ma se intelligente trova la via tra differenti guide e insegnamenti, se ignorante o semplicemente pigro, ne cerca una a lui adeguata e la segue ciecamente. In Italia la percentuale di questi “pigri” e´ veramente alta. La cosa preoccupante e´ che nessuno li obbliga perche´ vivono in una democrazia (e´ ancora una democrazia l’Italia vero?), ma sono psicologicamente schiavi. Chi rinuncia alla liberta´ per la sicurezza (religione anche) alla fine perdera´ tutte e due.
    Cordiali saluti e in bocca al lupo.