Attualità
Quando si predica bene e si razzola Radio Vaticana
di Eleonora Gitto[28 ago 2010]
Papa Benedetto XVI in occasione della Giornata mondiale della pace 2010 aveva invitato i fedeli a una maggiore “responsabilità ecologica”, sostenendo che la “custodia del creato” è una condizione necessaria per “coltivare la pace”. Lo stesso discorso è stato ripreso da Duarte de Cunha, segretario generale del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee), commentando il pellegrinaggio ecologico di alcuni vescovi in programma per i primi di settembre.
Per de Cunha lo sfruttamento irresponsabile delle risorse naturali va di pari passo con la crisi morale che sta investendo l’Europa a diversi livelli. Secondo quanto riporta il Servizio Informazione Religiosa (Sir), De Cunha ha dichiarato: “La crisi ecologica, intesa come uso irrazionale e irresponsabile dei doni del creato, che oggi stiamo attraversando in Europa non è dissociata dall’attuale crisi morale del continente, ma l’una influisce sull’altra“. Poi ha anche aggiunto: “Spesso il tema della custodia del creato è incentrato sugli aspetti scientifici, politici ed etici. Pensiamo che sia altresì centrale ricordare la visione spirituale, teologica e antropologica che vi è alla base di una vera attenzione per il creato che non sia legata a meri fini politici e/o economici“.
Intanto, al contrario di quanto affermato, siamo convinti che la “custodia del creato” sia in mano alla scienza, alla politica e all’etica. Ma quand’anche fosse vero che il degrado morale è responsabile anche di quello ambientale, allora proprio nel Vaticano urge una salvifica “bonifica” in entrambi campi (morale e ambientale).
La triste vicenda delle antenne di Radio Vaticana, la stazione radiofonica dello Stato Pontificio, accusate di un inquinamento elettromagnetico che provoca leucemie e tumori infantili, è ben nota a tutti. E’ stata una perizia richiesta dal Gip a stabilire che esiste una relazione tra l’elettrosmog proveniente dagli antennoni di Radio Vaticana e alcuni decessi di bambini avvenuti per leucemia e tumori tra Cesano e La Storta, nel periodo compreso fra il 1990 e il 2003. Nella sua perizia il professor Andrea Micheli afferma: “Lo studio suggerisce che vi sia stata un’associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini, e che le strutture di MariTele, in modo limitato e additivo, abbiano plausibilmente contribuito all’incremento di quel rischio”. In base a questa perizia, l’esposizione di lungo periodo (oltre dieci anni) alle antenne di Radio Vaticana per i bambini sino a quattordici anni di età, che hanno abitato nella fascia tra 6 e 12 km, ha determinato un eccesso d’incidenze di leucemie e linfomi.
Ma il Vaticano per bocca di padre Federico Lombardi, direttore della Radio Vaticana e della Sala Stampa della Santa Sede, ha sempre negato tali responsabilità e in suo aiuto è arrivato anche il Prof. Umberto Veronesi. “Secondo la letteratura scientifica internazionale in materia, non è stata mai dimostrata l’esistenza di un nesso di causalità come quello ipotizzato“, disse padre Lombardi quando la perizia di Michele fu resa pubblica. Tale affermazione non è esatta, perché molti studi scientifici hanno dimostrato che esiste una relazione fra alcune patologie gravi e l’inquinamento elettromagnetico. Comunque, e in ogni caso, non si può ignorare che, in base ai principi di precauzione e di rispetto del concetto dello sviluppo sostenibile, oltre che della tutela della salute pubblica, è necessario un monitoraggio continuo nonchè, se dovesse rendersi necessario, porre limiti a eccessi o arbitri rispetto alle norme di legge vigenti nel nostro Paese e nell’Unione Europea.
La legge italiana ha imposto il limite di emissione di 6 volts/metro nel territorio nazionale e, per il pm Gianfranco Amendola, le emissioni delle antenne di Radio vaticana superano di gran lunga il livello consentito. Ma qui non si vogliono ripercorrere tutte le tappe della vicenda. Ciò che preme sottolineare è che, se ci fosse stata una “morale” e non degli interessi di parte legati “…a meri fini politici e/o economici“, a guidare il comportamento del Vaticano, il solo dubbio di poter mietere vittime innocenti e di danneggiare il “creato”, avrebbe dovuto convincerlo a prendere seri provvedimenti a loro tutela. Invece ha invocato il “difetto di giurisdizione” (per i suoi legali gli impianti sono collocati su un’area extraterritoriale); ha scomodato l’articolo 11 dei patti Lateranensi (che sancisce l’obbligo di non ingerenza dello stato italiano e la non imputabilità di quanti esercitano attività negli enti della Chiesa cattolica ); ha negato relazioni e studi scientifici a priori. Le sue antenne non inquinano, fine della storia. Le lettere accorate dei cittadini che hanno visto ammalarsi e morire i propri figli, non hanno mai nemmeno scalfito le posizioni del Vaticano. Le denunce delle associazioni ambientaliste non hanno mai insinuato nemmeno quel piccolissimo dubbio che, di solito, fa dire alle persone ragionevoli e pronti al dialogo: “parliamone”.
E così – mentre i citofoni delle case continuavano a sintonizzarsi su Radio vaticana, le tv cambiavano canale da sole, gli elettrodomestici andavano a singhiozzo, i processi slittavano per vizi di forma e i termini cadevano in prescrizione – l’ unica azione che si metteva in campo era blandire scienziati e politici che, improvvisamente, erano tutti pronti a giurare che le emissioni di Radio Vaticana non solo non sono nocive, ma a pensarci bene – se si crede per fede anche a questa bufala – possono essere addirittura “benefiche”, perchè è vero che si muore a quattordici anni, ma si va dritti dritti in paradiso.
E’ davvero difficile trovare in tutta questa vicenda qualcosa di morale e tanto meno di ecologico. Allora, esimio signor Duarte de Cunha, di cosa parla? E l’appello che ha così calorosamente lanciato, a chi è rivolto?
Eleonora Gitto








































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Nel predicare bene e razzolare..male, la chiesa é maestra insuperabile. Lo fa da duemila anni. Per lei, la coerenza é la virtù degli imbecilli. I suoi amati figlioli hanno imparato bene la lezione. L’esempio più recente? Il messaggio che arriva dal meeting di Rimini di comunione e fatturazione: fate affari,figlioli, fate affari e lasciate stare il moralismo, buono per gli allocchi.