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Quale futuro per le staminali?

di Ilaria Garosi
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[2 ago 2010]
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image002Il via statunitense alle nuove sperimentazioni sulle cellule staminali fa eco nei palazzi vaticani che si preparano ad emettere la propria sentenza. “Si tratta di una scelta inaccettabile, moralmente rimane delitto” tuona Monsignor Elio Sgreccia.

Il punto focale delle obiezioni del Vaticano, espresso per bocca dei suoi prelati, rimane la potenzialità delle cellule staminali di produrre nuovi individui, definita “totipotenzialità“.  Gli embrioni verrebbero ingiustamente “sacrificati” al fine di trovare una cura a mali che  affliggono migliaia di persone già esistenti.

Pungente anche la critica sull’evoluzione della medicina in questo campo che, ad oggi, non avrebbe prodotto risultati. “Non capisco perché si continui ad andare avanti” riferisce Sgreccia. Nonostante i risultati siano inferiori a quelli attesi alcuni Paesi in cui la ricerca sulle staminali non è ostacolata dalle leggi locali, hanno prodotto notevoli risultati in settori nevralgici della medicina come quello del morbo di Parkinson, la ricostruzione del seno, senza dimenticare i benefici rilevati nel trattamento delle malattie autoimmuni e della Sclerosi multipla.

Inutile ribattere che il processo di innovazione richiede tempo e molte scoperte nell’ambito scientifico si mostrano inaspettate. Ad oggi abbiamo cure che 50 anni fa non avremmo mai immaginato di avere. Le sperimentazioni producono ogni giorno risultati che, sebbene in negativo, chiudendo vecchie porte dimostratesi sbagliate ne aprono delle nuove dietro alle quali potrebbero celarsi nuove vie verso scoperte scientifiche di portata definitvamente maggiore; insegna in tal senso la massima di Albert Einstein “Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato”.

La moralità rappresenta senz’altro un freno ai progressi scientifici del momento a cui dovremmo dare ascolto in caso di sperimentazioni su esseri viventi, ma la certa “potenzialità” di produrre un individuo è davvero maggiore della incerta “potenzialità” di curare un individuo già esistente? Non e’ forse vero che in termini di potenzialità potremmo considerare “vivente” anche un ovulo non ancora fecondato? E se la possibilità di trovare una cura ed alleviare i mali dell’umanità fosse anche solo lontanamente probabile non varrebbe la pena di tentare? Come un corpo anziano lascia spazio ad un nuovo corpo non potremmo inquadrare nella stessa ottica di “patto generazionale” anche lo scambio tra individuo “potenziale” ed individuo “reale”?

Sebbene sia parzialmente vero che i risultati aspettati non si siano ancora prodotti le cellule staminali costituiscono un apporto essenziale all’insegna dell’osservazione dei processi: grazie ad esse possiamo infatti osservare processi fisici complessi ed e’ proprio l’osservazione a rappresentare la prima fase del metodo scientifico di Galileo senza il quale sarebbe impossibile raggiungere gli obiettivi se non ragionando in termini di probabilità in tempi assai più lunghi ed in base ad esperienze parzialmente incomplete. La risposta al perche’ nonostante gli esiti si continui a “perseverare” pare a questo punto abbastanza ovvia.

Ilaria Garosi

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4 commenti
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  1. [...] affliggono migliaia di persone già esistentiLeggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: Quale futuro per le staminali?Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli: Quale futuro per le staminali? Il via [...]

  2. anche se questi porporati andassero tutti i giorni ( cosa che non fanno) a pregare sui letti dei malati e li vedessero soffrire non cambierebbero idea, perchè la loro brutta religione prevede la sofferenza e la sua accettazione! l’unico modo sarebbe che la provasser sulla loro pelle la malattia, sono sicura che la paura e la sofferenza li spingerebbe a fare tutta la ricerca del mondo sulle staminali.
    Sono assolutamente d’accordo con l’autrice: la potenzialità di curare un individuo vivente è maggiore della possibiità di vita .

  3. Ormai credo che il rumoreggiare della Chiesa sulle cellule staminali sia dovuta all’incapacità di guardare oltre, di avere una visione del futuro.
    La scelta di Obama di andare avanti con la ricerca e la sperimentazione, bloccate a parole da Bush, ma mai effettivamente dismesse, è testimonianza del timore di essere scavalcati e rendersi gregari delle notevoli ricerche e dei grandi investimenti che in tutto il mondo si stanno facendo per l’utilizzo delle cellule staminali. Sarebbe cosa utile se Cronache Laiche pubblicasse un’indagine sullo stato della ricerca nel mondo, in particolare nel sud est asiatico.
    Chiudo con la seguente considerazione: non è il caso, per essere veramente laici, andare oltre al cortile nostrano? al massimo occidentale?
    Per esempio in Italia ho notato subito l’enfasi leguleia che i media hanno dato al discorso del papa relativamente alla proibizione delle bombe a grappolo, scordando di dire che l’Italia non aveva firmato la messa al bando. Mentre oggi su la Repubblica un articolo riportava la continuazione da parte di diversi prelati delle pratiche libertarie su sesso e sulle feste.
    Come dire la Chiesa è avvisata, se intende appoggiare l’attuale maggioranza politica gli altri scateneranno i sepolcri imbiancati. Povera Italia! Cerchiamo noi di andare avanti.

  4. IL vostro articolo è errato all radice perchè non distingue tra staminali embrionali e staminali adulte, che sono due pianeti diversi.
    I successi di cui parlate sono riferibili a cure sviluppate con le staminali adulte; l’opposizione della Chiesa è solo ed esclusivamente sull’uso delle staminali embrionali.
    Accostare e confondere due ambiti così diversi è scorretto.