Chi€sa Diritti&Rovesci
Nomine al Csm, un confessionalista alla vicepresidenza?
di Cecilia M. Calamani[1 ago 2010]
Qualche giorno fa sono stati eletti gli otto membri laici del Consiglio superiore della Magistratura. Trattative partitiche, alleanze mirate, vociferati scambi di favori (tu dai un voto a me e io darò un voto a te) nel più classico malcostume italiota.
D’altronde siamo abituati, la competenza è un optional. L’importante è che certi equilibri – quelli delle poltrone – funzionino come devono. Anche nella Magistratura, anche nel Consiglio di Stato (ricordate l’elezione a presidente di Pasquale De Lise?), anche, insomma, dove il lungo braccio della politica dovrebbe, per decenza istituzionale, ritirarsi e fare posto esclusivamente al merito.
Ma il clou della pantomima deve ancora arrivare ed è l’elezione del vicepresidente del Csm.
Michele Vietti, Udc, braccio destro di Casini, è molto accreditato. Su di lui convergerebbero sia i voti del Pdl – nonostante le smentite di Maurizio Gasparri – sia quelli del Pd. Il Pdl, dicono i maligni, appoggerebbe la candidatura di Vietti in cambio del voto favorevole dell’Udc sulla legge bavaglio, ma il Pd perché dovrebbe appoggiarne la candidatura?
Classe 1954, torinese, avvocato, deputato, vicesegretario dell’Udc e presidente vicario del gruppo parlamentare Udc alla Camera, già sottosegretario dei ministeri della Giustizia e dell’Economia nei precedenti governi Berlusconi. Questi i ruoli istituzionali di Michele Vietti, ai quali si affiancano incarichi prestigiosi di varia natura nel campo imprenditoriale di matrice cattolica.
Confessionalista dichiarato, fece scalpore la sua presa di posizione quando si trattò di votare la proposta dell’aggravante di omofobia per i reati presentata da Paola Concia, deputata Pd. Vietti votò contro, evocando una pregiudiziale di incostituzionalità che scatenò l’indignazione del mondo omosessuale (e non solo): “La disposizione viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compreso incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo“.
Traducendo il gergo volutamente incomprensibile: anche l’incesto, la pedofilia, la zoofilia, il sadismo, la necrofilia e il masochismo sono diversi orientamenti sessuali, non si può quindi approvare un’aggravante per reati che hanno questa come finalità.
Sarebbe un insulto all’intelligenza di chi legge commentare questo passo. Tuttavia, non si può non riflettere sul pericolo che l’elezione di un simile personaggio a vicepresidente del Csm porta in sé. Vietti è la negazione del principio di non discriminazione sancito per norma costituzionale, della difesa e tutela delle minoranze, in poche parole dello Stato di diritto.
E la sua candidatura sarebbe sponsorizzata niente di meno che dal Partito Democratico che, tramite Anna Finocchiaro, gli ha manifestato anche a voce il proprio assenso: “Hai il nostro voto”. Una strizzata d’occhio – di questi tempi può sempre essere utile – al partito del Vaticano?
Ricordiamo che nel 2004, per aver dichiarato che l’omosessualità è un peccato, Rocco Buttiglione dovette rinunciare al ruolo di commissario per la Giustizia, libertà e sicurezza del Parlamento europeo. La sua nomina fu bocciata incondizionatamente dagli europarlamentari del centrodestra e del centrosinistra.
Ma quella è l’Europa, tutta un’altra storia.
Cecilia M. Calamani








































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Firmate la petizione contro vietti vicepresidente. c’è tempo fino a lunedì
http://tinyurl.com/2vy55eg
Caro Direttore,
o scrive Rocco Buttigllione oppure l’assai piu divertente Rokko Bottiglione che mi riporta alla mente i bei tempi di Alan Ford. Credo che se al governo ci fossero Alan Ford & Co. le cose andrebbero assai meglio.
@bobo
Ops, grazie per la segnalazione. Ho corretto il refuso.
L’Europa va avanti e noi arretriamo.
Un vice-presidente del CSM favorevole alla legge bavaglio è il colmo.
DIFENDIAMO GLI OMOSSESSUALI, ED E’ GIUSTO CHE SIA COSI’, MA NEMMENO UNA PAROLA SULLE SOLE DUE DONNE, CIOE’ MENO QUATTRO….
Cara Cinzia, la questione delle donne è complessa e fa parte di un discorso molto più ampio che investe tutti i campi istituzionali. Un discorso – a mio avviso culturale – che non può essere risolto a colpi di percentuali imposte per legge.
Quanto a Vietti e al Csm, troppe sono le cose sulle quali si dovevano spendere parole. Vietti è stato promotore della depenalizzazione del falso in bilancio, del ripristino dell’immunità parlamentare e del legittimo impedimento, per esempio. Ma queste sono tutte cose permesse – ahinoi – dalla legge. L’omofobia, invece, falcidia sia la Costituzione che la Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Su questo, quindi, non si parla di opinioni, più o meno legittime, ma di innegabili fatti.
Ma evidentemente mi sbaglio, visto che è stato eletto lunedì scorso con la quasi totalità dei voti a favore.
GRAZIE PER LA RISPOSTA CECILIA, MA LA COSA NON MI CONFORTA….PENSO INVECE CHE IN UNA SOCIETA’ DEMOCRATICA QUANDO NON VENGANO RAPPRESENTATE IN QUALCHE MODO TUTTE LE PARTI , LA STESSA DEMOCRAZIA E’ IN PERICOLO…E SE NON TENIAMO ALTA L’ATTENZIONE…SU QUESTO PROBLEMA…VERREMO SEMPRE DI PIU’ EMARGINATE ….SPETTA ALLE DONNE AVERE QUESTA CONSAPEVOLEZZA..E TI DICO DI PIU’: PERCHE’ LE STESSE DONNE RICHIEDONO ALLE DONNE TANTA ONESTA’, PREPARAZIONE E STUDIO, MA NON LO FANNO CON GLI UOMINI CHE POI VOTANO ? CECILIA, DEDUCO CHE TU SIA MOLTO GIOVANE, CREDI LE QUOTE NON SONO LA PANACEA, MA NESSUN UOMO LASCERA’ IL SUO POSTO A UNA DONNA, NEMMENO SE E’ PIU’ BRAVA…E LA SOCIETA’ ITALIANA NON E’ CAMBIATA E NON HA DATO SUPPORTO ALLE LAVORATRICI PROPRIO PER QUESTO…COSI’ LA DONNA SI E’ TROVATA A DOVER AFFRONTARE TUTTO DA SOLA, E IL PERCHE’ E’ LI’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, NON C’E’ LA VISIONE DUPLICE DI UN MONDO CHE DEVE ESSERE DI TUTTI , UOMINI E DONNE……
MA NON TI SBAGLI…QUELLO CHE DICI E’ GIUSTO…MA IL PROBLEMA E’ LI’ , A MONTE, CI FOSSERO STATE PIU’ DONNE NON SAREMMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO…NE SONO SICURA -
PERCHE’ GLI OMOSESSUALI, I TRANS….TUTTI SONO SEMPRE “FIGLI” E LA DONNA NON ESCLUDE E NON GIUDICA
Gentile Cinzia,
continui a confermare che il problema sia culturale e che spesso parta dalle stesse donne, ed io lo condivido (tra l’altro ti ringrazio, ma non sono affatto giovane come credi), ma è difficile affrontarlo nello spazio ristretto di un commento.
Sono contraria alle quote rosa, ma è una mia personale opinione. Non credo che sia il modo di risolvere un problema di questa portata che ha radici profonde e lontane.
Senza entrare nel dettaglio per evidenti motivi di spazio, posso solo dire che delle quote fisse di presenza femminile, nella magistratutra come nelle liste elettorali, mi sembrano espressione più di un’ulteriore discriminazione che di una volontà di riscattare il ruolo della donna. Le quote rosa sanciscono nei fatti una ‘inferiorità’ alla quale, come donna, mi ribello.
Le strade per stabilire una reale parità sono altre, a mio avviso. Ma, lo ripeto, il discorso è troppo complesso per essere trattato degnamente in questa sede.
Ti ringrazio comunque per il tuo contributo.
[...] Ci mancava Vietti alla vicepresidenza del CSM. [...]