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Famiglia Cristiana non porge l’altra guancia

di Nicoletta Rocca
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[26 ago 2010]
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democrazia_addio_bassaChe il nostro presidente del Consiglio sia capace di prodigi quasi sovrumani è finalmente cosa accertata: spaccare in due l’elettorato cattolico e perderne il consenso di una considerevole porzione, oltretutto mentre si è al governo con un’ampia maggioranza contrastata da una debolissima opposizione, non è un’impresa da tutti.

Così oggi, molto dopo la discesa in campo e i vari exploit incostituzionali che hanno caratterizzato i suoi successivi governi, si ha la netta sensazione che all’interno dell’elettorato cattolico, da sempre considerato come un insieme inscindibile e compatto, i filo-governativi, quelli che chiudono gli occhi davanti all’allegra vita privata del Premier, che non si scandalizzano per un sacramento somministrato ad personam e che anzi sono pronti a pronunciarsi in mille distinguo senza timore di perdere l’equilibrio nella scivolosa arrampicata sugli specchi che specifica la differenza davanti a Dio di un divorziato e di un separato, siano in sensibile calo, mentre i delusi e perfino gli indignati aumentano costantemente.

In questi giorni a pronunciarsi sulle malefatte del governo è il settimanale Famiglia Cristiana, prontamente ribattezzato “fanghiglia cristiana” dal fido e solerte direttore de Il Giornale.

Il settimanale della Periodici San Paolo, che vanta  la maggiore tiratura nazionale, è in edicola con un editoriale interamente dedicato al nostro primo ministro: “Il Cavaliere rampante e la Costituzione dimezzata – Verso le elezioni. La sfida del premier”. L’editoriale in questione non utilizza mezze parole per esprimere la sua critica nei confronti del “berlusconismo”, secondo cui chiunque dissente deve essere distrutto: una tecnica che nell’editoriale in questione viene definita “metodo Boffo” in memoria del direttore di Avvenire –giornale della Cei- che fu la prima vittima del metodo filo-governativo fatto di dossier spesso artificiosi e di dubbia origine.

Famiglia Cristiana ne è certa: “In Italia comanda solo lui”. E riporta un preoccupante sproloquio del premier che ribadisce ancora una volta il suo disprezzo verso la Costituzione da lui stessa definita “un formalismo” dal momento che a eleggerlo è stata la maggioranza degli Italiani. Forse, però, allora quella maggioranza era un po’ più compatta e chissà se oggi i tentativi di recuperarla da parte dei suoi fedelissimi raggiungeranno l’intento.

Certo è che le parole che provengono dal ministero dei Beni Culturali non servono un granché a ricucire gli strappi: prima il ministro Bondi si dice “sconcertato e disgustato” dall’editoriale del settimanale cattolico, poi il suo sottosegretario completa l’opera definendolo “pornografia politica”. E nel giro di pochi attimi ecco arrivare l’attacco-sul-personale nel più classico stile feltriano cui ci hanno abituati i più scatenati ultras del berlusconismo: è Gasparri che attacca direttamente il direttore del giornale per i suoi “incoerenti stili di vita” e il cui editoriale “è un caso umano collegato a un evidente crisi personale”. Poche parole che hanno il sapore di un avvertimento e che intanto servono a scalfire lievemente l’immagine pubblica di qualcuno nell’attesa, chissà, che il colpo di grazia arrivi presto da parte di qualche “testata di famiglia”.

Le alte sfere cattoliche si affrettano a prendere le distanze dalle coraggiose posizioni di Famiglia Cristiana. Il meeting riminese di Comunione e Liberazione offre il palco giusto al cardinale Angelo Scola per ammonire: “tutta la stampa non deve forzare i toni, e di conseguenza non deve farlo neanche la stampa di riferimento cattolica”. Ed è, ovviamente, immancabile l’intervento di monsignor Rino Fisichella, sempre pronto a porgere un’altra guancia quando si tratta del nostro primo ministro. Il neo promosso alla nuova evangelizzazione dell’Occidente, nominato a giugno presidente del Pontificio consiglio a tal scopo dedicato, ci tiene a far notare che il settimanale in questione non rappresenta affatto la totalità dei cattolici perché “i cattolici sono una galassia”. Già, una galassia attraversata da un minaccioso buco nero.

Nicoletta Rocca

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10 commenti
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  1. [...] l’articolo integrale: Famiglia Cristiana non porge l’altra guancia Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli:Famiglia Cristiana non porge l’altra guancia [...]

  2. Che i cattolici non abbiano una visione politica comune è un fatto da valutare positivamente.
    Il cristianesimo non è una dottrina politica. I cattolici oggi sono ben consapevoli di ciò e si comportano di conseguenza. Si tratta di un’ esatta percezione della natura del cristianesimo stesso.
    Come cattolico praticante penso che un governo vada giudicato soprattutto per il suo indirizzo politico. E qui diventano determinanti le scelte in materia di spesa pubblica, politica estera, ordine pubblico.
    Un saluto cordiale

    Carlo

  3. Ti riferisci ai tagli dell’istruzione pubblica ed alla ricerca ? Oppure ai tagli all’assistenza sanitaria (conosci qualcuno che ha un ivalido grave a casa, parlaci) ? O ai tagli relativi alla sicurezza (forze di polizia, carceri e magistratura) ? Interessante che questi tagli si collochino nel contesto di una spesa pubblica complessiva mai raggiunta prima d’ora. Mobilizzazione delle nostre sudate tasse da servizi pubblici per tutti a servizietti pubici per la casta ?

  4. [...] opposizione, non è un’impresa da tutti. Così oggi, molto dopo la discesa in campo [...]… Vai alla Fonte dell’Articolo Nessun tag per questo [...]

  5. L’uscire solo oggi allo scoperto di una parte dei cattolici per criticare il berlusconismo, peraltro in evidente in difficoltà non certo grazie a loro ma per implosione, lascia perplessi. Questa settimana si accorgono delle logiche individualiste, corporative, edonistiche, ciniche, anarcocapitalistiche, campanilistiche, corrotte e razziste, insomma antievangeliche di questo governo. Ma dove sono stati fino ad oggi? Chi hanno votato? E se non hanno votato questa maggioranza perché hanno taciuto così a lungo?
    Meglio di niente, visto che un altra parte del mondo cattolico appoggia ancora questa classe dirigente, mentre la maggioranza tace.

  6. Non sono d’accordo con l’ottimismo espresso da Carlo Rossi o, in misura minore, da Bruno Vergani nei loro commenti. Credo invece che questi siano i frutti di una brillante e lungimirante scelta politica da parte del vaticano. In passato il clero era legato a doppio filo alla DC, con la scomparsa di questa, e del PCI, ha completamente cambiato strategia insinuando le sue metastasi in tutti gli schieramenti politici guadagnando una proficua indipendenza da ciascuno di questi che si traduce nella possibilità di appoggiare di volta in volta il candidato più ubbidiente, di scaricare i partner politici divenuti scomodi, disubbidienti o in odore di sconfitta, di ‘mettere all’asta’ il proprio appoggio elettorale (vediamo infatti sempre più spesso le varie formazioni politiche ‘fare a gara’ nel dimostrarsi ‘aperte alle istanze della chiesa’), ecc.
    La crisi del governo Berlusconi è ormai evidente e il vaticano cerca cautamente di smarcarsi e di prepararsi ad una nuova salda alleanza con un eventuale successore. Non lo fa ancora apertamente ma solo attraverso alcuni suoi organi (metti caso che poi Berlusconi risolva i suoi problemi e resti al governo) lanciando un segnale al PD o ad altri che c’è spazio per un accordo.

  7. Ci sono tra i cattolici sensibilità e visioni politiche diverse. Ed è del tutto comprensibile non essendo, appunto, il cristianesimo una dottrina politica.
    Ci sono, ad esempio, cattolici che si chiedono perchè la stessa siringa monouso costa molto di più al servizio sanitario calabrese che a quello lombardo.
    Oppure che confrontano il numero di studenti per insegnante nella scuola pubblica italiana e in quelle inglese e francese.
    Oppure che riflettono sulla spesa per studente nella scuola pubblica italiana e, ancora, ad esempio, in quelle inglese e francese, considerando anche i risultati ottenuti sul piano della preparazione.
    O notano il numero di agenti delle forze dell’ ordine per abitante in Italia e in altre grandi democrazie occidentali.
    Questi cattolici non pensano che sia soltanto una questione di tagli…
    Sono punti di vista ed opinioni non omogenee all’ interno del mondo cattolico. Nulla di male, mi pare.
    Un saluto cordiale a tutti

    Carlo

  8. Mi pare evidente che le gerarchie ecclesiastiche abbiano spremuto da Sir Silvio tutto quello che c’era da prendere. A questo punto il nostro presidente, citando Calvino, si appresta a diventare un cavaliere inesistente. Mi preoccupa solo il dopo-silvio. Chi si prenderà l’onere di governare? – Arnald

  9. Per Bruno Vergani, Famiglia Cristiana ha sempre avuto una posizione critica nei confronti di questo governo. Non ha mai mancato di tirare le sue frecciatine all’attuale premier, da quando si è insediato, utilizzando i passi dei Vangeli e confrontandoli alle posizioni e atti governativi palesemente, per un Cattolico vero, egoistiche di siffatto individuo.
    Se fossi un credente cattolico, penserei che Silvio Berlusconi ha già un posticino riservato all’Inferno, come alcuni Gentiluomini del Papa e alcuni cardinali, perché, come dice quel tale, è più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che un ricco entri in Paradiso.
    Ma la fortuna della Chiesa è che Dio non esiste, altrimenti, altro che Sodoma e Gomorra, il Vaticano sarebbe sprofondato al centro della Terra, già da un pezzo…

  10. A Carlo: probabilmente il cristianesimo non sarà una “dottrina politica”, ma sicuramente le influenza assai, e d’ogni tipo (specie in Italia). Quanto alle “differenze” di sentimento e comportamento tra credenti critiani / cattolici che dir si voglia, esse sono essenzialmente motivate da sentire individuale derivato dal livello di educazione e di cultura posseduti, ma soggiacciono comunque a quanto stabilito in alta sede dottrinaria, volente o nolente.