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Diritti&Rovesci    Discriminazioni   

Il figlio è solo della madre?

di Isabella Boari
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[28 lug 2010]
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alice-in-wonderland-3Trento. Un bambino viene tolto alla madre perché indigente: 550 euro al mese, non abbastanza per la cura di un bambino. La madre, infatti, non ha nemmeno potuto abbracciare il proprio figlio dopo averlo partorito ed ha incontrato il giudice per richiedere una perizia sulle proprie “capacita’ genitoriali” solo un mese dopo il lieto evento tramutatosi, immediatamente, in enorme e disumana ingiustizia.

Difatti, anche tale procedura è in pratica ”una beffa; perchè, in questo modo, la ragazza, cui e’ stato sottratto il diritto di essere madre dal primo momento, rivedra’ il proprio figlio solo dopo otto mesi, con buona pace della fase primaria dell’attaccamento, con relativo allattamento e svezzamento, e della giustizia per il minore” dice Raspadori, avvocato della neo mamma . In questo stato (volutamente con la s minuscola) si pretende che un figlio abbia già un capitale accumulato. E’ un privilegio avere figli tanto che devi aver già aperto un conto in banca per loro prima di partorirli. Secondo questa logica non solo i figli li faranno solo persone che hanno una solidità finanziaria, ma da ora gli altri dovranno ben guardarsi dal riprodursi, se non possono essere sicuri di avere in tasca un introito maggiore di 550 euro al mese.

Forse è questo il messaggio da far passare. E’ pur vero che una responsabilità la si deve avere nelle proprie azioni, ma in uno Stato che si dice civile, la discendenza va curata come il Pil e non come una zavorra da mantenere. I più recenti studi hanno verificato che uno Stato con maggiore welfare ha un maggiore credito e di conseguenza una maggiore ricchezza (rialzo del Pil).

Cosa spinge una donna a fare un figlio quando il mondo gli è contro? Una forma di masochismo insito nella sua “essenza di donna” parafrasando una delle tante superstizioni vigenti? No! Decisamente. Un bambino per una madre è il compimento di parte del suo essere, come anche per l’uomo che  arriva alla propria paternità per altre vie esattamente con lo stesso desiderio. Averlo quando ovviamente si sente la necessità (perché bisogna pur essere consapevoli di non essere tutti uguali), comporta una evoluzione permanente della propria vita. Il figlio sarà sempre lì, una freccia scagliata nel futuro. Le donne hanno un privilegio: di riconoscere prima del padre il proprio figlio, perché lo hanno già conosciuto intimamente quando erano in attesa.

Questo atto della nostra vita che è un naturale evolversi degli eventi per gli altri esseri che la popolano, per gli umani è divenuta un privilegio. Una nuova politica sui valori reali del nostro stare al mondo è senz’altro urgente per riscoprire, al di fuori di quello che può essere la virtualità delle nostre esistenze, di cosa realmente l’uomo ha bisogno. In ognuno di noi la libertà di prendere delle decisioni sulla nostra vita grazie ad uno Stato che guarda caso siamo noi a generare e che guarda caso paghiamo anche profumatamente con le nostre tasse.

Isabella Boari

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6 commenti
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  1. [...] mese, non abbastanza per la cura di un bambino.Leggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: Il figlio è solo della madre?Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli: Madre povera, le tolgono il figlio Da Roma un [...]

  2. in Uk alle madri che non possono mantenere i figli, quasi sempre minorenni e single, vengono dati casa e un assegno…..i figli restano con le madri!
    che stato è quello che toglie i figli alle madri perchè non li possono mantenere?
    dove stanno i cattolici pronti a combattere contro l’aborto in questi casi??????
    IPOCRITI!

  3. Ma qual’è il problema? Se una donna (o dei genitori, sennò le donne s’incazzano) non riesce neanche a mantenere se stessa come può pretendere di mantenere un figlio?
    Il figlio è una responsabilità, non solo un diritto e credo che tra i fondamentali requisiti per beneficiare di questo diritto, ci sia pure la possibilità di non diventare l’ennesimo parassita sociale.

  4. se si strappa un figlio a un animale, probabilmente tutti saranno concordi a dire che è una crudeltà, un arbitrio, e probabilmente ci sarà anche chi riuscirà a trovare una legge che condanna l’autore di tale “crimine”. Magari sarà proprio quello stesso giudice che si è arrogato il diritto di strappare il figlio alla madre “non benestante”. Per anni, decenni, ci siamo riempiti la bocca di lodi verso i nostri genitori e nonni che nonostante fossero poveri hanno saputo fare immani sacrifici per crescere ed educare i loro figli anche se non hanno potuto loro assicurare l’automobile di lusso, lo spinello o la dose di cocaina.
    Ora arrivano questi aborti di persone, figli di un diritto distorto e contorto (che non ha niente a che fare con quello che era ed è stato il “DIRITTO”) i quali non rendendosi nemmeno conto di apparire ed essere grotteschi, pretendono di strappare i figli alle madri dopo aver fatto i loro conticini al pallottoliere. Non so come io avrei reagito al posto di quella madre, ma penso che, in nome di un istinto e un “diritto di natura” avrei usato tutti i mezzi anche i più estremi (non si è sempre detto che si difendono i figli a costo della vita?) e violenti.

  5. Se ti riferisci a me, caro Caruso, sappi che io i conticini al pallottoliere li devo fare tutti i santi giorni, con due figli ed un mutuo della casa sulla schiena (quindi niente auto di lusso, spinelli o cocaina!). Niente di eccezionale: come me miloni di persone fanno i loro conticini per arrivare a fine mese, intendiamoci; sicchè non mi ritengo un eroe. Ma se la mia compagna ed io non ne facciamo più di due di figli, è perchè ancora una volta abbiamo fatto i nostri conticini ed abbiamo valutato che non ce potremmo fare.
    Ora, io prendo 880 euro netti al mese (facendo le 40 ore settimanali canoniche) e con lo stipendio della mia compagna, arriviamo a superare di poco i 2000 euro mensili, quindi come puoi valutare non facciamo parte della casta dei benestanti.
    Non mi pare di poter essere definito grottesco e non voglio strappare i figli a nessuno. Ma prima di impugnare i forconi e sputare giudizi, secondo me bisognerebbe cercare di ragionare sul significato delle parole e valutare a fondo le situazioni.
    Se mi portassero via i figli, come dici tu, anch’io reagirei come l’istinto comanda, ma prova a pensare agli indigenti che mettono al mondo bambini e poi nel migliore dei casi li mandano a mendicare per le strade. E bada che non ho fatto esempi di etnie, proprio perchè non voglio restringere il problema. Conosco famiglie che continuano a “sfornare” bambini, perchè tanto poi ci sono i servizi sociali che gli passano l’assegno di mantenimento…e si permettono pure di rifiutare i lavori (da bidello), perchè degradanti!!!
    Io parlo con cognizione di causa…e tu?
    O vuoi soltanto essere provocatorio?

  6. Un grande interesse, non avevo dubbi, l’argomento tocca tutti anche quelli che vorrebbero non esserlo (samo o non siamo esseri umani) Grazie per le risposte!