Diritti&Rovesci Discriminazioni
Il crocifisso, simbolo di laicità
di Cecilia M. Calamani[1 lug 2010]
Il 30 giugno la Corte europea dei diritti dell’uomo si è riunita per esaminare il ricorso del Governo italiano contro la sentenza che nello scorso novembre ha detto no all’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche. Hanno sostenuto il ricorso italiano dieci Paesi (Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Monaco, Romania, Russia e San Marino), mentre altri quattro (Serbia, Moldavia, Ucraina e Albania) hanno appoggiato l’operato del Governo italiano con una lettera indirizzata al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa.
Per conoscere la sentenza della Corte ci vorranno almeno sei mesi, ma intanto fioccano le reazioni, soddisfatte, dei nostri rappresentanti: “[il ricorso] è una grande battaglia per la libertà e l’identità dei nostri valori cristiani” (Franco Frattini, ministro degli Esteri); “Attendo con grande fiducia l’esito del ricorso. Il governo italiano ha coinvolto molti altri Paesi in una battaglia a difesa di un simbolo che non minaccia il principio di laicità ma che rappresenta i valori alla base della civiltà occidentale” (Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione); “E’ evidente che il crocifisso non è un simbolo che va a ledere il principio della laicità dell’insegnamento e non mette in discussione i diritti di alcuno. Sono fiducioso sul buon esito del ricorso” (Andrea Ronchi, ministro per le Politiche europee).
Particolarmente convincente l’arringa del magistrato Nicola Lettieri che, in rappresentanza dell’Italia, ha dichiarato: “Se uno Stato intrattiene un rapporto privilegiato con una religione, se sposa dei simboli religiosi, ciò non è affatto contrario alla Convenzione europea sui diritti dell’uomo. L’unico limite da non varcare è il perseguire l’indottrinamento o il proselitismo. Se il crocifisso è presente nelle aule, il motivo non è l’indottrinamento, ma si tratta dell’espressione di un sentimento popolare che è alla base dell’identità nazionale”.
Forse un pallone rappresenterebbe meglio il ‘sentimento popolare che è alla base dell’identità nazionale’, visto che gli stadi di calcio sono notoriamente più gremiti delle chiese…
Ma la Lega Nord batte tutti. A firma di Paolo Bassi, La Padania titola: “Crocifisso a scuola – una battaglia laica” (sic!). Difendendosi dall’accusa di strizzare l’occhio al Vaticano, il giornalista spiega: “Non una barricata religiosa, ma un’azione laica e civile a tutela di un patrimonio collettivo. In quel simbolo, infatti, si sintetizzano tutta una serie di valori che sono il minimo comune denominatore della nostra società. Un fattore unificante e aggregante condiviso da tutti , credenti o meno che siano”.
Siamo arrivati dunque a un ossimoro che farebbe sorridere anche un bambino dell’asilo (ma non, evidentemente, gli italiani adulti): un simbolo religioso incarnerebbe nientemeno che la laicità del nostro Paese!
A chi ancora, ingenuamente, si chiede dove sia l’opposizione, ricordiamo il disegno di legge in favore dell’esposizione del crocifisso firmato da 11 senatori del Pd lo scorso febbraio e il commento dello stesso segretario Pierluigi Bersani, all’indomani della sentenza della Cedu: “Un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto”.
Già, il buon senso. Quello italiano ma anche bulgaro, rumeno, serbo, ucraino, albanese, armeno, moldavo…








































Ormai, cara Cecilia, le abbiamo lette e scritte di tutti i colori su questa storia.
La lega – rappresentata da Borghezio – visto che la padania è stato appurato non è mai esistita – e mai esisterà – si aggrappa al crocifisso pur di non tenere in considerazione i simboli veri del nostro Stato : bandiera ed inno nazionale.
Non più tardi di ieri alcuni sindaci leghisti hanno tolto la fascia tricolore durante l’inno di mameli http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/06/30/newsmonza_banda_intona_l_inno_di_mameli_e_i_sindaci_leghisti_si_sfilano_la_fascia-5290508/
L’ignoranza e la prepotenza del potente impera in Italia ed il nostro parlamento ne è l’espressione più chiara.
[...] dei crocifissi nelle aule scolastiche.Leggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: Il crocifisso, simbolo di laicitàSharePotrebbero interessarti anche questi post:Crocifissi, il Governo calpesta la laicità Il [...]
Gentile Calamani,
molto interessante, sotto il profilo antropologico e storico, è rilevare che, fino a qualche decennio fa, il senso della presenza del crocifisso, per esempio, nelle aule dei tribunali o nelle corsie degli ospedali, era molto diverso da quello oggi in discussione.
Allora quasi tutti erano cristiani, più o meno praticanti. Il crocifisso non aveva quindi la funzione di testimonianza culturale nè tantomeno di indottrinamento.
La funzione era quella di ammonire e ravvivare speranza.
Di richiamare i pubblici funzionari, i giudici, i medici al loro dovere, altrimenti avrebbero subito severe conseguenze nell’ altra vita.
Di dare ai malati rinnovata speranza e più chiaro senso al loro dolore. Di riattribuire senso alla sofferenza di imputati e condannati.
L’ immagine dunque è la stessa, il possibile significato diverso.
Probabilmente il crocifisso in sè oggi interessa a pochi. Meglio sarebbe, con minor ipocrisia, approfondire le reali ragioni della battaglia culturale di oggi.
A Lei il mio saluto cordiale
Carlo
@Franca
sì, ne abbiamo lette e scritte di tutti i colori, noi per primi. Ciò che ritengo veramente preoccupante – e non solo per la vicenda crocifisso – è lo stravolgimento della semantica. E non è solo un problema formale. Cambiare il significato delle parole (nel caso quello di ‘laicità’) altera la comprensione dei fenomeni e li rende ‘normali’ ai più.
@Carlo Rossi
La ragione è la secolarizzazione. Il cattolicesimo non è più religione di Stato, le coscienze si sono evolute, la multiculturalità della società ha dato spinte ancor maggiori per uscire dal pensiero unico. Solo 50 anni fa il matrimonio era esclusivamente religioso e, al di là delle opinioni personali in merito, non battezzare i figli non era neanche considerato. Questo per dire che la religione era parte integrante della nostra cultura e chi si poneva delle domande era solo una strettissima minoranza (a sua volta una piccolissima parte della fetta più istruita della popolazione). La battaglia culturale di oggi, quindi, è solo il frutto dell’evoluzione della società, contrastata naturalmente da chi usa il mezzo religioso come uno strumento di controllo sulle coscienze e un potente aggregatore elettorale. L’elenco dei Paesi che hanno appoggiato il Governo italiano la dice lunga: l’Europa più evoluta e progressista se ne è ben guardata.
Mi pare che ci sia la cultura laica e la “cultura laida” (quest’ultima all’insegna dell’opportunismo più bieco). Credo che questa “cultura laida” sia offensiva per lo stesso Crocefisso, posto a sorvegliare sentenze di tribunali spesso ingiuste e lezioni per alunni distratti. francesco zaffuto http://www.lacrisi2009.com
Gentile Carlo,
una domanda: da cosa dovrebbe ammonirci il simbolo del Crocifisso ?
Gentile Consoli,
come ha a mio parere correttamente messo in rilievo Calamani viviamo oggi in una società secolarizzata.
Mancano quindi di solito i presupposti affinchè il crocifisso possa ammonire. Per questo ho sopra accennato a un mutamento di significato di questo simbolo.
Temo che oggi il reale conflitto sia non tra una visione religiosa aperta alla trascendenza e una visione del mondo non religiosa, ma tra due visioni entrambe sostanzialmente secolarizzate.
Dividono tradizioni, concezione della famiglia, della responsabilità individuale, preferenze di stili di vita, propensioni al risparmio individuale e simili.
E tutto ciò tra i relitti delle battaglie ideologiche del Novecento.
Credo che questo sia un programma di ricerca molto interessante.
Anche a Lei il mio saluto cordiale
Carlo
E’ una forzatura per tutti quelli che non credono nel Dogma e vedono il crocifisso nelle aule come una violenza psicologica sui loro figli; esiste ancora la libertà di pensiero e di credo ? Dovrebbero fare un referendum anziché decidere (come al solito) di testa propria, su cosa è giusto o sbagliato per gli altri.
Ovviamente la mia è una chiara provocazione,
ma dobbiamo stare attenti nel dichiarare cosa sia giusto o sbagliato;
ricordiamoci quando definiamo qualcosa facente parte della storia e tradizione,
e come essa ci sia giunta;
simboli che hanno perso il loro nativo e pagano significato e che con la forza fisica e psicologica nell’arco di quasi 2000 anni gli si è dato un valore ben diverso, come del resto lo sono le festività (festività che hanno valenze diverse, valenze pagane, valori che abbiamo perso nel tempo proprio perché assorbite da un Dogma),
valori che noi tutti ben conosciamo oggi.
La libertà di credo non deve implicare obbligatoriamente l’imposizione del credo, in quanto ci sono persone che non hanno un credo e per il fatto stesso che siamo
in uno Stato laico:
Come sottolineato dall’art. 4 della sentenza n.203 della Corte Costituzionale,
per la Costituzione Italiana la laicità è un “principio supremo dello Stato”,
che si struttura negli artt. 7, 8 e 20; “il principio di laicità,
quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione,
implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni,
ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione,
in regime di pluralismo confessionale e culturale.”
La Costituzione infatti separa gli ambiti di religioni e Stato,
garantisce la libertà religiosa (e quindi, implicitamente, il diritto a non avere alcuna fede) e la libertà di pensiero (art. 21), negando alla religione maggioritaria (cattolica) lo status di religione di stato.
Da questo dovremmo dunque considerare, se sia il caso nelle scuole statali,
di mettere il crocifisso, ed io aggiungerei anche, se sia il caso
di dare come alternativa l’ora di religione, anziché un’ora di filosofia o teosofia,
la quale non guasterebbe affatto, anzi, probabilmente abituerebbe i ragazzi
a valutare con la propria testa gli stimoli che gli giungono dall’esterno,
e non per il “sentito da”, “detto da ” o peggio “io credo che…” !
Se vogliamo crescere i nostri figli attraverso valori cristiano-cattolici,
iscriviamoli nelle scuole gestite dalla chiesa,
scuole che guarda caso sono sempre tra le più care.
Se esistesse veramente la libertà di credo, non dovrebbero mettere neanche i simboli delle 3 religioni monoteiste, perchè il credo non si limita solo a quelle (come la filosofia induista, buddista , il Taoismo…) e poi c’è anche la libertà di chi non crede, e come la mettiamo ? Si può ben comprende come sia difficile il riuscire a conciliare tutto questo, quindi quanto sia complesso esporre dei giudizi su cosa sia giusto o sbagliato. Un po’ come con la “democrazia”, che impone le scelte della maggioranza alla minoranza. Bene quando ci sono 3 persone, una delle quali si dovrà accontentare della scelta delle altre 2, ma questo implica anche che 3 persone riescono a convivere bene tra loro; ben diverso è il rapporto su di una popolazione di 70 milioni di persone le quali vivono su di un territorio così vasto che alcuni non conoscono neanche l’esistenza di una parte dell’altro, e quando 34.999.999 persone devono accettare la scelta delle altre 35.000.001 (magari territorialmente della parte opposta, dove non conoscono ne usi ne costumi ne il territorio stesso dell’altra e quindi l’eventuale impatto che ci potrebbe essere) un po’ le cose tendono a precipitare. Non ci siamo solo noi, siamo in tanti e ricordiamoci che viviamo in un contesto geografico e politico nel quale conviviamo con gli altri
(con-vivere = vivere con gli altri, quindi accettarli e rispettarne la libertà).
Guardiamoci magari prima dentro di noi , affrontiamo i nostri scheletri nell’armadio,
ri-scopriamoci e su questo miglioriamoci, solo poi proviamo a guardaci intorno magari a esporre un nostro giudizio, il quale però dovrà essere sempre costruttivo, in virtù proprio della con-vivenza con il nostro prossimo; ritengo che se dessimo più ascolto alla nostra coscienza, sapremmo benissimo cosa sia giusto o sbagliato, e quindi come rapportarci con gli altri; senza bisogno di avere un Dogma come riferimento.
Qualcuno mi ha detto “MA QUEL PAESE FA COSI’…”, un’altro “MA QUEL PAESE RITIENE LE DONNE…”, la donna in Italia ha potuto votare solo dal 1946 !
(vedi antifemminismo della Congregazione per la dottrina della fede)
… per non parlare del diritto sull’aborto, quanto ha dovuto attendere ?
Cerchiamo di non rapportarci come sempre agli altri ma impariamo a guardarci in casa;
e non ditemi “PERCHE’ LA NOSTRA CULTURA RISALE…”, in quanto immagino la nostra cultura sia questa proprio perché per secoli se non la abbracciavamo venivamo bruciati vivi
(i Quemaderos di Siviglia – quattro enormi forni circolari, ognuno dei quali «ospitava» fino a 40 condannati, introdotti vivi, e che per «giustiziarli» occorrevano dalle 20 alle 30 ore di supplizio; i forni funzionarono ininterrottamente per oltre tre secoli,
e vennero chiusi da Napoleone nel 1808);
cultura fondata sul terrore e la paura in nome e per amore di DIO…
MA QUANTI MORTI CI SONO STATI ?!
Sia chiaro, voglio solo cercare di far luce su come sia difficile decidere per una o per l’altra soluzione, e, dato che siamo oramai parte d’Europa e siamo oramai un paese multietnico (di esseri viventi e quindi in continuo mutamento), il restare ancorati alle proprie convinzioni e idee, personalmente ritengo ci porterebbe nel nichilismo più totale. Rispetto il prossimo, anche chi crede nei Dogmi (in quanto essere umano), ma per questo, oggi, penso che vadano riviste un pò di cose prima di alzare la mano
e parlare di rispetto, cultura, diritti e doveri…
…sempre e solo da parte degli altri.
Penso che sia il nostro egoismo che ci porta a giustificare sempre le nostre scelte in base a quello che è stato fatto o detto da altri, e penso questo sia un grosso errore;
come ho già scritto, noi dagli altri e dal nostro passato possiamo solo imparare
per cercare di non rifare più gli stessi errori.
Basti guardare che a distanza di 50 anni, ancora oggi, ogni anno c’è la giornata dedicata alla memoria, la Shoah, dove ci sono stati 6.000.000 di ebrei,
bruciati nei forni crematori (già morti),
mentre durante l’inquisizione, le persone venivano bruciate vive,
e non raggiungevano altissime temperature in poco tempo,
ma pian piano e con molta legna.
Quindi se da una parte non dimentichiamo la Shoah,
non vedo perchè dimenticare i 50.000.000 (Archivio sull’inquisizione della Fondazione Nobel di Stoccolma – Archivio di stato di Bamberg di Baviera Germania – Staatsbibliothek Bamberg Deutchland) di morti che l’inquisizione ha compiuto per propria mano o per conto di (in quanto la Chiesa si è sempre mostrata molto compiacente con il potere politico ed economico in primis) nell’arco di svariati secoli.
Vorrei qua ricordare che i 50 milioni di 5 secoli fa (demograficamente parlando),
sono come 200 milioni durante il periodo del ventennio nazista.
Che sia solo ipocrisia la nostra ?
Siamo sempre pronti ad alzare il dito e a giudicare senza guardarci in casa ?
Cosa ci ha insegnato il nostro credo ?
Quanto di quello che ci dice la nostra religione, noi lo prendiamo ad esempio e lo proiettiamo nella nostra vita ?
Si, penso sia solo ipocrisia la nostra !
Io ritengo che il fine sia quello del ri-trovare noi stessi,
e che la spiritualità sia il mezzo corretto per potervi giungere;
ma per trovare, dobbiamo cercare, e la ricerca è per antonomasia, opposta al Dogma;
un Dogma poi, che muta nell’arco del tempo e che per celare i suoi “crimini” attua una revisione storica (http://www.cristianesimo.it/revisionismo.htm) cambiando la realtà delle cose, dimostra quanto siano saldi i suoi valori; immagino quanti siano stati i lasciti (obbligati ?) alla chiesa per paura dell’Inferno
o per comprarsi un posto in paradiso (come fosse un villaggio vacanze con palafitte sul mare a chi paga di più), e poco tempo fa il Papa ha detto che l’inferno non esiste e si è scusato per le stragi compiute durante l’inquisizione.
Comodo non vi pare ?
Spero di essere riuscito a comunicarvi quanto possa essere difficile e complesso asserire se una cosa è giusta o sbagliata, dobbiamo prima cercare e comprendere,
rammento a tal proposito una frase udita nel film Dune di David Lynch del 1984 :
…un uomo ha bisogno di nuove esperienze…
…esperienze che gli restino dentro, arricchendolo…
…e gli consentano di crescere…
…senza cambiamenti, qualcosa si addormenta dentro di noi…
…e raramente si sveglia…
…il dormiente deve svegliarsi!
Troppo facile tirare il sasso e poi nascondere la mano,
o comunque appoggiarci alla scusante che l’abbiamo visto fare o sentito dire…
…mi torna in mente quando eravamo bambini ed i genitori ci sgridavano !
La cosa più interessante ora, è cercare di capire in che modo si possa ritenere che un simbolo appeso in classe, possa essere una “forzatura” per altri.
Alcuni mi hanno detto che essendo “soltanto” un simbolo per il non credente,
lo stesso non possa in alcun modo venirne danneggiato…
…
…niente di più sbagliato !
…
Innanzitutto, bisogna sapere che cos’a significa e da dove deriva il termine “SIMBOLO” e poi cercarne la sua nativa valenza (in questo caso la croce, attraverso la quale più che vederne la semplice crocifissione di Gesù, dovremmo domandarci perchè sia stata scelta proprio una croce). Il tema è vasto e complesso, e ritengo dunque che per molti probabilmente, il troppo impegno richiesto a comprendere tutto ciò, giustifichi il “credere” alle parole di qualcun altro, evitando così grandi fatiche. L’abituare una persona sin da giovane età, a considerare “normale” la presenza di un simbolo nella propria vita, porta facilmente quest’ultima ad avvicinarsi poi allo stesso in modo troppo avventato, trasfigurandone la sua vera valenza e quindi l’attribuirgli in modo errato il corretto significato e dunque il non comprenderne la motivazione ad esempio per la quale un simbolo si trova precisamente in un determinato posto piuttosto che in un altro, come ad esempio perché le chiese e le cattedrali venivano costruite sempre rispettando i punti cardinali Nord, Sud, Ovest ed Est, ed il fatto che non venivano costruite in luoghi a caso (come ad esempio, sopra a delle sorgenti di acqua…), alterando dunque così la percezione sulla realtà (facendoci comprendere una cosa per un’altra). Il simbolo, racchiude in se interi e profondi concetti, e non basterebbero fiumi di parole per poterli descrivere,
e da tutto questo, si può evincere quanto poco ri-cerchiamo le verità,
e quanto prendiamo per oro colato, quello detto da altri.
A tal proposito, consiglio di guardare un video molto interessante
([Zeitgheist] che si può facilmente reperire su Internet
e che potete anche trovare sul mio profilo su FB),
video che potrebbe dare un’altra chiave di lettura
(certamente non adatto a chi vede nel Dogma la verità assoluta, non adatto agli estremisti).
Naturalmente “estremisti” intendo quelle persone che forti di essere nel giusto
(portatori di verità assoluta attraverso un Dogma),
ragionano e si comportano in funzione proprio delle loro idee giudicando
le persone che non la pensano come loro…
Non è loro intenzione cercare di capire chi ha idee diverse per riuscire magari così a crescere e a costruire qualcosa insieme, no; loro “sanno” di essere nel giusto !
… proprio come degli estremisti !
Questo comportamento lo si potrebbe associare
ad una mancanza di logica ? Ad ignoranza ?
Questa mia è stata volutamente una “grande” provocazione, ma che penso
possa far germogliare nuovi spunti e considerazioni in chi la legge e la valuta
non con occhi di parte, ma con gli occhi di chi ricerca.
Che popolo strano che siamo !
Quando ci fa comodo, tiriamo in ballo che” l’Italia è il nostro paese e se qualcuno vuol cambiare qualcosa, lo faccia a casa sua”, giustificando la nostra imposizione dal fatto che nel suo paese noi non lo possiamo fare, e poi, in altre circostanze, sempre noi, saremmo pronti a firmare dei referendum per suddividere l’Italia in tanti piccoli “staterelli”…
…siamo sempre a guardare l’erba del vicino, che poi,
SARA’ SEMPRE PIU’ VERDE DELLA NOSTRA !
Ricordo una frase udita in un film, “MR. CROCCODILE DUNDEE 1″, frase che dice :
Domanda: Che ne pensa del diritto degli Aborigeni nel riavere la loro terra ?
Risposta: Beh vedi, la terra non è mica degli Aborigeni,
sono loro della terra, è la loro mamma.
Vedi la quelle rocce che spuntano ?
Quelle sono la da 600 milioni di anni, e ci saranno quando saremo morti;
perciò discutere di chi sono, è come 2 pulci che discutessero di chi è il cane dove stanno !
A ripensarci, non ci si sente un po’ ipocriti ?!
Personalmente ritengo che la crescita spirituale per ognuno di noi,
sia assolutamente necessaria perchè essa ci fa comprendere chi siamo
e ci migliora nel rapporto con gli altri; è la nostra vita.
E’ proprio attraverso questo valore che porto rispetto a tutti, anche a chi segue un Dogma, non dunque dal fatto se esso sbaglia o no
(magari mi addolora perché ritengo che il Dogma non lo porti da nessuna parte),
ma per il motivo stesso che ha intrapreso un percorso avente come fine
quello di migliorarsi; mi infastidisce infatti sentir bestemmiare, non per la frase in se,
ma per quello che essa rappresenta per un credente.
Cerco prima di dare un giudizio, di non lasciarmi influenzare da fattori esterni,
fattori non pensati, sconosciuti, e tutto questo richiede non poca attenzione,
tanto che a volte mi devo arrendere di fronte alle difficoltà incontrate, sbagliando;
ma per questo non mi fermo assolutamente dal cercare di migliorarmi.
Una delle cose più difficili, penso sia proprio quella di giudicare;
“qualcuno” una volta ha detto :
CHI NON HA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA !