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Attualità   

Fine del “Partito delle libertà”, la purga staliniana

di Stefano Faraoni
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[31 lug 2010]
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fini_berlusconiSi chiama Partito delle libertà, ma una delle prime libertà riconosciute dovrebbe essere quella di dissenso, e invece, in maniera né libertaria né liberale, secondo uno schema decisamente staliniano, si effettua una purga di alcuni finiani sostanzialmente per eresia politica: non condividere le posizioni del dominus Berlusconi. «Non sono più disposto ad accettare il dissenso”, queste le parole del Presidente del Consiglio, il sedicente liberale Silvio Berlusconi.

Bocchino, Briguglio e Granata deferiti ai probiviri, e la sfiducia  di Berlusconi a Fini quale Presidente della Camera. Fine delle libertà in un partito. Fine del partito dell’amore. Fine di un partito fondato poco più di un anno fa. Punto e a capo.

Se Berlusconi ne sapesse un po’ di Costituzione, probabilmente si renderebbe conto che non può certo disporre lui delle sorti delle Presidenze dei due rami del Parlamento; ma questa non è la prima volta che il premier non brilla quanto a conoscenza di diritti e doveri istituzionali e costituzionali. Ma, a parte questo, la sicumera del leader ostentata altre volte probabilmente in questo caso farà i conti coi numeri non esigui che il drappello di deputati e senatori finiani si porta appresso: fra i 30 e i 35 alla Camera, e fra gli otto e i dieci al Senato. Che è un numero in grado di orientare ogni scelta di maggioranza alla Camera, e in grado di mettere in difficoltà il governo al Senato. In ogni caso, la sicurezza del vantaggio di grandi numeri nei due rami del Parlamento non ci sarebbe più e, come nell’ultimo governo Prodi, Berlusconi dovrebbe vivacchiare alla giornata con maggioranze risicate e a volte inesistenti. Comunque, una bella batosta. E comunque, cambierà tutto.

A meno che…a meno che il Premier non pensi davvero, come ipotesi più che probabile, proprio alle elezioni anticipate. In tale prospettiva i vari Rutelli, Fini stesso, Montezemolo e addirittura pure Casini, stanno scaldando i motori. Forse con la stessa benzina. Staremo a vedere.

Stefano Faraoni

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4 commenti
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  1. [...] Berlusconi a Fini quale Presidente della CameraLeggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: Fine del “Partito delle libertà”, la purga stalinianaPotrebbero interessarti anche i seguenti articoli: Fini è incompatibile con il PdL L’ufficio [...]

  2. L’ elettorato di destra non è cambiato dai tempi in cui militavo nel FUAN (1968): vota per i grossi e il dissenso è considerato tradimento. Se si va ora a votare, Fini farà la stessa fine che fecero Rauti, Cerullo, Adornato (non l’ attuale americanofilo di Perugia, quello di Palermo).

  3. Questo non lo so, e non sono certo un fan di Fini (mi scuso per l’allitterazione non elegante). Credo di poter dire però, con una certa sicurezza, che da un punto di vista oggettivo sia finita l’epoca – più culturale che politica – dell’illusionismo. A parte la “porcata” elettorale di calderoli, 16 anni di berlusconismo in realtà non hanno portato a nemmeno una delle grandi riforme di cui abbisogna il Paese. Colpa di Fini? Colpa di Belusconi? Colpa della sinistra sciovinista e rivoluzionaria che non sta manco più in Parlamento? Non lo so, però è così, e una persona normale dovrebbe semplicemente prenderne atto. Ma Berlusconi normale non è.
    Da un punto di vista soggettivo, mi convinco sempre più che Berlusconi è stato semplicemente uno degli ultimi prodotti della Prima Repubblica. Il più tardo ad andarsene. Forse si passerà dalla prima alla terza Repubblica, perchè la seconda non c’è mai stata.
    Un saluto cordiale

  4. Stefano… e meno maaale che non ha fatto le riforme…