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Diritti&Rovesci    Discriminazioni   

Disabilità, da Bibione una brutta storia

di Eleonora Gitto
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[30 lug 2010]
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discriminazioneE’ accaduto a Bibione, nel “civilissimo” Veneto. Un albergatore ha chiesto ai genitori di una bimba di quattro anni, affetta da una sindrome congenita, di pranzare in orari diversi dagli altri avventori, per non “imbarazzare” il resto della clientela.

Viene spontaneo chiedersi, in questi casi,  chi siano i veri disabili. Di primo acchito, la risposta porterebbe a indicare questo“zelante” albergatore. Ma poi, a pensarci bene, anche i clienti dell’albergo, almeno quelli “imbarazzati” dalla presenza della bimba che si esprime a suoni e non a parole (che pateticamente  si considereranno “normo-dotati”), tanto “abili” probabilmente non sono. Tra l’altro sarebbe interessante sapere se i loro pargoletti sono meno rumorosi e fastidiosi della piccola in questione.

Ironia a parte è davvero una brutta storia.  Con tanta amarezza bisogna constatare che episodi del genere  sono sempre più frequenti, e la dicono lunga su quali siano la cultura, la conoscenza e la rappresentazione della disabilità nella nostra “moderna e civile” società.  Una società in cui migliaia di persone decidono di aderire a gruppi nati sul social network Facebook dai nomi raccapriccianti: “Gettiamo gli handicappati nei burroni“; “Picchiamo gli handicappati”.

Un tempo si definivano persone ignoranti gli analfabeti. Oggi come definire queste persone? Bastano gli epiteti “ignoranti” e “incivili”? No, perché non rendono bene l’idea dell’infimo statutus in cui essi si trovano. Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Perché gli episodi di violenza e discriminazione cui sono sottoposti ancora oggi i disabili sono il segno di una deriva culturale, ormai imperante, dove regna sovrana la paura e il rifiuto dell’altro e della sua diversità, e dove il rispetto della dignità delle persone, in quanto esseri umani, ha perso ogni valore.

E contro questo malcostume nulla può, nemmeno la legge. In Italia ne abbiamo una dal nome altisonante “Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”, ma del tutto inefficace, a quanto pare, in quanto non trova applicazione.
E che dire delle indicazioni dell’Unione Europea? I principi della parità di trattamento e della non discriminazione sono da sempre al centro del modello sociale europeo e rappresentano uno dei capisaldi dei diritti e dei valori fondamentali dell’individuo. “Come cittadini a pieno titolo, le persone con disabilità hanno gli stessi diritti di qualsiasi altro cittadino e, in particolare, il diritto alla dignità, alla parità di trattamento, a una vita autonoma e alla piena partecipazione alla vita sociale”. (Piano d’azione dell’UE a favore delle persone disabili 2007). Ma che belle parole!

Parole che restano sulla carta, perchè,  nonostante le enunciazioni di principio, i bambini disabili devono comunque nascondersi alla vista dei “normali” benpensanti, che vogliono godersi il meritato relax senza “imbarazzi”. I genitori della bimba hanno lasciato di corsa l’albergo, ovviamente, dopo che il  “grande” manager bibionese ha fatto anche pagare loro 500 euro di penale per aver anticipato la partenza. Non c’è che dire, bisogna essere proprio tanto “normali” per partorire idee così brillanti.

Eleonora Gitto

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5 commenti
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  1. [...] in questi casi,  chi siano i veri disabiliLeggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: Disabilità, da Bibione una brutta storiaPotrebbero interessarti anche i seguenti articoli: Albergatore: «Vostra figlia disabile mangi in [...]

  2. Gentile “Signora” Gitto,
    per quale motivo motivo virgolettare la parola “civilissimo” relativamente a tutta la regione Veneto nel suo articolo??????
    Non mi sembra il caso si fare tutta l’erba un fascio, il Veneto è anche altro. L’errore di una persona non può essere attribuito a tutti.
    Naturalmente un’articolo viene letto quando ha un titolo eclatante e se poi ci si schiera dalla parte del più debole si ha sempre maggior seguito. Bel modo di far giornalismo, ma migliore sarebbe informarsi e sentire tutte le campane. Questa storia “potrebbe” anche essere stata gonfiata a dovere solo per riavere quel denaro che l’albergo aveva tutto il diritto di trattenere.

  3. Gentile Marco,
    sono convinta che il Veneto sia fra le Regioni più civili di questo Paese, Tuttavia, da qualche tempo, per derive di natura ideologico-politica (diciamolo pure, leghista) rischia di venire meno il riconoscimento di questo giusto traguardo. Il “civile” virgolettato voleva dire appunto questo: pure nel civilissimo Veneto succedono queste cose. Per il resto, però, purtroppo, la maggioranza si è orientata diversamente, e personalmente sono convinta che questo, come altri episodi, ne sono il prodotto più diretto. Quanto alla notizia, la fonte è attendibile e l’episodio, di per sè gravissimo, acclarato.
    In ogni caso, in tutta sincerità, devo dirle che il suo appunto, in qualche modo rafforza alcune mie idee. Lei afferma “Questa storia “potrebbe” anche essere stata gonfiata a dovere solo per riavere quel denaro che l’albergo aveva tutto il diritto di trattenere“.
    Se vogliamo parlare di “diritto“, esiste il diritto del disabile a non essere discriminato. Diritto sancito da leggi nazionali (come ho detto nell’articolo) e internazionali. Personalmente penso che il rispetto verso qualsiasi essere umano sia un atto dovuto, quindi non dovrebbero necessitare leggi per sancirlo, purtuttavia esse ci sono e andrebbero sia applicate che rispettate. L’albergatore ha il diritto a trattenere il denaro per contratto, ma ha anche il dovere di rispondere del suo operato con sanzioni pecuniarie e penali. Vorrei ricordarle che in tutti i paesi d’Europa la discriminazione contro i disabili si paga salatamente. Tanto per farle un esempio, la Camera dei Deputati spagnola ha approvato nel 2007 un progetto di legge che stabilisce sanzioni per quanti discriminano le persone diversamente abili. La legge integra quella già esistente per “l’uguaglianza di opportunità, non discriminazione e accessibilità delle persone con disabilità” e prevede multe che vanno da 301 fino a un milione di euro. Sono sanzionabili anche il mancato rispetto delle esigenze di accessibilità e il rifiuto di realizzare riforme architettoniche.
    Pertanto, il suo schierarsi in qualche modo con il carnefice e non con la vittima, è un mal celato tentativo di minimizzare l’accaduto, ripeto “di per sè gravissimo“, e di spostare l’asse del ragionamento, che è quello di stigmatizzare certi comportamenti e di richiamare l’attenzione sui diritti umani, che troppo spesso, vengono negati.
    Cordialmente
    Eleonora Gitto

  4. Non era mia intenzione ledere i diritti dei disabili.
    Probabilmente stiamo parlando di cose diverse. Io ho commentato un fatto di cui sono a conoscenza, mentre lei sta parzialmente riportando ciò che ha letto da qualche altra parte. Quello che è accaduto in quell’albergo, accade tutti i giorni in presenza di famiglie con bambini irrequieti, perchè in questo caso nessuno scandalo? L’albergatore stesso ha dichiarato che per gli ospiti più piccoli vengono offerti orari più flessibili. L’albergatore ha offerto la possibilità alla bimba disabile come agli altri bambini di cambiare orario, non gli è stato imposto. Cosa che lei ha omesso di commentare.
    Il fatto di base è che questa faccenda non è un fatto di discriminazione in quanto la piccola è stata trattata come gli altri bambini. Semmai una prassi dell’albergatore ,condivisibile o meno, per allontanare gli schiamazzi da persone che pagano per stare in tranquillità.
    Il mio non è un è un mal celato tentativo di minimizzare l’accaduto, ma un tentativo palese di riportare la realtà dei fatti accaduti diversamente da quanto fatto da lei e dalla stragrande maggioranza dei media.
    Concludo scusandomi per aver virgolettato nel precendete commento il termine Signora. Mi son reso conto troppo tardi che quella che voleva semplicemete essere una cosa ironica poteva in realtà sembrare offensiva. Non era mia intenzione e non è mia abitudine offendere chi non conosco, nemmeno chi (come si evince dalla sua risposta) ritiene di poter considerare incivile una Regione solo perchè a maggioranza si è votato per la lega.

  5. Non era mia intenzione ledere i diritti dei disabili.
    Probabilmente stiamo parlando di cose diverse. Io ho commentato un fatto di cui sono a conoscenza, mentre lei sta parzialmente riportando ciò che ha letto da qualche altra parte. Quello che è accaduto in quell’albergo, accade tutti i giorni in presenza di famiglie con bambini irrequieti, perchè in questo caso nessuno scandalo? L’albergatore stesso ha dichiarato che per gli ospiti più piccoli vengono offerti orari più flessibili. L’albergatore ha offerto la possibilità alla bimba disabile come agli altri bambini di cambiare orario, non gli è stato imposto. Cosa che lei ha omesso di commentare.
    Il fatto di base è che questa faccenda non è un fatto di discriminazione in quanto la piccola è stata trattata come gli altri bambini. Semmai una prassi dell’albergatore ,condivisibile o meno, per allontanare gli schiamazzi da persone che pagano per stare in tranquillità.
    Il mio non è un è un mal celato tentativo di minimizzare l’accaduto, ma un tentativo palese di riportare la realtà dei fatti accaduti diversamente da quanto fatto da lei e dalla stragrande maggioranza dei media.
    Concludo scusandomi per aver virgolettato nel precendete commento il termine Signora. Mi son reso conto troppo tardi che quella che voleva semplicemete essere una cosa ironica poteva in realtà sembrare offensiva. Non era mia intenzione e non è mia abitudine offendere chi non conosco, nemmeno chi (come si evince dalla sua risposta) ritiene di poter considerare incivile una Regione solo perchè a maggioranza non condivide la sua ideologia politica.