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A Piazza Navona contro i bavagli: cronaca di una manifestazione

di Nicoletta Rocca
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[2 lug 2010]
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Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure [...]”

Si apre così la manifestazione romana contro la legge-bavaglio, con le parole dell’articolo 21 della nostra Costituzione che regola la libertà di stampa. È Tiziana Ferrario a prestare la voce, sarà lei a guidare gli interventi dal palco, lei che rappresenta il volto della disobbedienza a certe regole che in altri paesi chiamerebbero “censure”.

Fa molto caldo oggi eppure c’è molta gente, alcuni con i post-it sulla maglietta, altri riuniti sotto i cartelloni delle loro associazioni: ci sono i giornalisti della Federazione Nazionale della Stampa Italiana che ha indetto questa manifestazione, c’è l’Arci, ci sono i cattolici dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, l’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia, le Vittime della Strage dei Georgofili, il Popolo delle Agende Rosse, Articolo 21, Mediacoop, la Cgil, Reporters Sans Frontières, Assostampa con i suoi registi che hanno testimoniato le vicende del G8 di Genova. C’è Stefano Rodotà che dal palco preannuncia “un’estate calda, durante la quale bisognerà vigilare sul diritto di essere informati e sulla Costituzione”. C’è Curzio Maltese che ci avverte di “un attacco a tutti i centri di controllo da parte di un potere che non crede nella Costituzione”.  Ci sono i partiti: i Verdi, il PD, l’IDV e SEL. C’è il movimento del Popolo Viola e tantissimi autonomi senza simboli che stanno lì in rappresentanza di una società civile che è stanca e indignata di leggi fatte solo per i potenti. C’è anche Patrizia D’Addario che, con il suo libro sotto braccio e in tailleur nero, abbandona quasi subito la scena fra i fischi dei manifestanti. Ci sono anche i politici, i leader di partito, ma restano nell’ombra non salgono sul palco. Il palco oggi non si usa per fare propaganda, ma per testimoniare. E testimonia cosa sarebbe stato se la libera informazione fosse stata imbavagliata e lo fa con le parole di Ilaria, sorella di Stefano Cucchi: “Se non avessimo pubblicato le foto, il caso di Stefano sarebbe stato archiviato all’istante”. Con i ricordi di Patrizia, mamma di Federico Aldrovandi che a 18 anni è stato picchiato a morte da alcuni agenti della polizia di Ferrara: “Quando i giornali hanno pubblicato le foto, l’indagine non ha più potuto fermarsi”.  Con l’intervento di Roberto Saviano che infiamma la piazza: “Il ddl ci viene proposto come una difesa della privacy, che è certamente sacra. Ma questa legge non vuole difendere la privacy o, come si è detto, le telefonate tra i fidanzatini. Il suo unico scopo è di impedire di conoscere ciò che accade e di difendere, più che altro, la privacy del malaffare o, se vogliamo, degli affari della politica”. Ci sono le parole di Eutelia e di Pietro Marongiu de L’Isola dei Cassaintegrati che ci ricordano l’importanza di tenere desta l’opinione pubblica sui problemi legati al lavoro. C’è il Comitato 3e32 per la rinascita de L’Aquila dopo il sisma e ci torna in gola la rabbia per le risate di quei due speculatori edilizi. C’è la rappresentanza dei sindacati della Polizia che spiega come una legge del genere renda le indagini molto più difficili.

Sono tantissimi gli interventi, tantissimi i volti sconosciuti o noti. Ai microfoni si alternano molte voci diverse ma tutte accomunate dal bisogno di ribellarsi a una legge ingiusta. La piazza è ancora affollata, fa ancora molto caldo anche se sono le dieci di sera. Ottavia Piccolo legge un testo di Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa: “Sono una giornalista, mi limito a raccontare i fatti come sono, come stanno. Sembra una cosa facile, ma qui non lo è affatto. Sono stanca di ricevere dalla 10 alle 15 minacce di morte a settimana”.

Il 29 Luglio il ddl anti-intercettazioni sarà di nuovo discusso alla Camera. Per quella data abbiamo tutti un appuntamento davanti a Monte Citorio oppure, quando tornerete dalle vacanze, potreste rischiare di non trovare più grande scelta in edicola.

Nicoletta Rocca

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un commento
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  1. E’ stata un bella manifestazione,speriamo di essere in tanti il 29 luglio(ma questi mascalzoni non si fermeranno)a difendere un nostro diritto fondamentale”sapere per formarsi un’opinione e decidere.