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Svezia: non c’è Chiesa senza spine

di Ilaria Garosi
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[8 giu 2010]
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swedenchurchBrutti tempi per la chiesa svedese che, negli ultimi anni, è andata in contro ad un calo di adesioni. L’impatto più evidente si è verificato nel campo delle cerimonie religiose, un tempo ferree ed irrinunciabili tradizioni popolari. In particolare, gli svedesi sono stati protagonisti della nascita di un favor, sempre più ricorrente, diretto a privilegiare le istituzioni civili.

I matrimoni tradizionali“, dove per tradizionale si intende il rito religioso, sono crollati dal 53.9% al 40,9% in appena 5 anni. Sempre nello stesso lasso temporale anche i battesimi, generalmente più stabili, hanno registrato una notevole controtendenza: i bambini battezzati in Chiesa sono infatti diminuiti del 12%.

Insomma, la fortuna non sembra girare dalla parte del noto pilastro della religione che, forse a causa della recente ondata di scandali pederastici, assiste ad un rapido crollo a picco dei suoi storici consensi. Basti pensare che sin dal momento in cui venne sancita la formale separazione dallo Stato, il trend è inesorabilmente andato a decrescere; solo nell’anno 2009 73.400 persone hanno abbandonato l’istituzione ecclesiastica.

Dal canto suo la Chiesa si ritiene comunque soddisfatta del suo ruolo unificatore all’interno della società svedese: “Sono estremamente contento che ogni autunno siamo in grado di riunire 40.000 giovani. Non c’è altra organizzazione in grado di fare ciò, né in campo sportivo, né in quello politico” asserisce l’Arcivescovo Anders Wejryd.
Al di là dell’ottimismo, i dati, specchi di una profonda richiesta di cambiamento, dovrebbero per una volta iniziare a far riflettere gli irremovibili difensori dello status quo.

Ilaria Garosi

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