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Critiche laiche   

Se Monsignor Ravasi compila la lista nera degli atei

di Stefano Faraoni
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[2 giu 2010]
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Ravasi_bishopIl buon Monsignor Ravasi, in funzione di dialogante col freno a mano, ha compilato una black list di persone atee con le quali la propria fondazione “Cortile dei gentili” non ha alcuna intenzione di dialogare. Fra gli esclusi Richard Dawkins, Piergiorgio Odifreddi, Cristopher Hitchens, Michel Onfray ed altri.

L’idea della lista nera, compilata sul modello proscrizione, contiene in sé un paio di elementi degni di riflessione.

Il primo è che, notoriamente, a partire dal proprio fondatore, ogni seguace del cristianesimo che sia veramente tale, non solo dovrebbe avere per definizione un atteggiamento dialogante con tutti, a prescindere; ma dovrebbe fare dell’inclusività un elemento portante della propria ideologia/fede. Non è un mistero, a tal proposito, che coloro che pregiudizialmente escludono, paventino un atteggiamento di debolezza che non si attaglia molto a chi, per antonomasia, si professa portatore di un messaggio di verità. Si ha l’impressione che questi signori clericali, piuttosto che di un’ideologia strutturata o di una fede, siano portatori di un “pensiero debole”. Ma, d’altro canto, un atteggiamento del genere viene per così dire da lontano; è perfettamente in linea con la negazione dell’atteggiamento di confronto (e quindi l’esaltazione dell’esclusività) che ha trovato il suo acme nei secoli bui dell’intolleranza medievale, inquisizione compresa. Taluni atteggiamenti di scarsa tolleranza sono ancora duri a morire, perfino nell’anno 2010 dopo cristo.

Ma non si può pretendere diversamente: questi signori sanno perfettamente che “la conoscenza è fatta di una materia più dura della fede sicché, quando urtano, è la fede a spaccarsi” (Shopenauer). E di ciò avevano e hanno tutt’ora paura.

Il secondo elemento sul quale bisognerebbe riflettere è il presunto atteggiamento di derisione, e quindi presumibilmente di scarso rispetto, attribuibile ai proscritti. Monsignor Ravasi, infatti, ha dichiarato che “certi autori guardano alla verità con ironia e sarcasmo, e tendono a leggere i testi religiosi allo stesso modo dei fondamentalisti”.

Orbene, a parte il fatto che l’ironia e il sarcasmo sono il sale della vita quotidiana, e fanno parte integrante, e a volte indispensabile, della critica, sempre a patto che essa sia fondata, ovviamente – ma crediamo che qualche buona ragione da spendere, ad esempio, Odifreddi o Hitchens, ce l’abbiano.

A parte il fatto che “la verità” è tale per un credente, e può non essere tale per un ateo o un agnostico. I quali, sovente, pensano più che ad una verità unica ed assoluta, ad una serie di piccole verità basate fondamentalmente su un atteggiamento logico e razionale, e non fideistico.

A parte il fatto che un fondamentalista legge un libro religioso in maniera esattamente opposta all’ateo: cioè con la fede e l’accettazione, invece che con la ragione e la critica.

A parte tutto ciò, non si può nemmeno pretendere che quando un ateo legga che il terzo giorno un uomo è risuscitato dalla tomba ed è volato in cielo come un aeroplano, non utilizzi l’arma dissacrante, ma non per questo meno efficace, dell’ironia. O che, ad esempio, guardi con interesse scientifico l’impresa irripetibile di un Mosè che spalanca le acque del Mar Rosso con la bacchetta magica.

Tutto ha un limite, anche l’irragionevolezza. In fin dei conti siamo nel “cortile dei gentili” di Ravasio, non nel giardino del mago Zurlì.

Stefano Faraoni

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11 commenti
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  1. ma che sia a posto con la testa?

  2. Io pensavo che facesse una lista di preti pedofili da far condannare…

  3. io sono la nipote di una ex suora e di un ex prete missionario che dava il sangue per nutrire i poveri nella parte più reietta del brasile….sono atea e sbattezzata ma anche ex catechista..vorrei far sapere che ci sono più atei in chiesa che fuori..e questo lo so perchè me lo ha detto un vescovo……e che fa comodo avere la fede…

  4. [...] in sé un paio di elementi degni di riflessioneLeggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: Se Monsignor Ravasi compila la lista nera degli ateiSharePotrebbero interessarti anche questi post:Dialogo con gli atei: il Vaticano compila la [...]

  5. Il monsignore si cerca gli atei su misura, troppo comodo, che si confronti con quelli veri, evidentemente ha paura del confronto.

  6. Certo che fa comodo la fede, garantisce il paradiso e contribuisce a scacciare la paura della morte.
    Così come fa comodo potersi scegliere gli avversari. Troppo comodo,anzi, poco democratico.

  7. … una alternativa dello scegliersi gli avversari è fare in modo di poter parlare a mò di monologo, dire la propria, e poi tagliare i ponti della comunicazione …
    E’ il segno dei tempi. Grave segno dei tempi perché non mostra tanto che ci sono persone che mantengono il potere con mezzi di vario genere, ma un popolo dietro completamente incapace di capire cosa gli accade intorno.

  8. Il cortile sarà dei gentili, ma gli ospiti mi sembrano alquanto scortesi…

  9. Il “caro” monsignor Ravasi dovrebbe sapere che Gesù non si rifiutò di dialogare nemmeno con Giuda.

  10. Ineccepibile, Lampo.
    Il cortle degli “scortesi”, ateosofia.
    Per Carlo. Siamo uomini o caporali? Il problema è sempre quello.

  11. Anche io speravo in una lista di preti pedofili.