Abusi Diritti&Rovesci
Preti pedofili, il processo civile al Vaticano s’ha da fare
di Eleonora Gitto[30 giu 2010]
Mala tempora currunt per il Vaticano. Finito nell’occhio del ciclone per scandali di ogni genere, ora deve incassare anche il colpo della decisione della Corte Suprema americana che ha ammesso il processo civile per un prete accusato di pedofilia, aprendo alla possibilità che il Vaticano sia chiamato in giudizio come corresponsabile degli abusi sessuali.
Il fatto. Il reverendo irlandese Andrew Ronan, che nel frattempo è deceduto, era stato più volte accusato del reato di pedofilia. Gli episodi di molestie sessuale a carico del reverendo Ronan, furono ripetutamente segnalati alla Santa Sede, la quale, a sua volta, ha intrapreso la solita, e unica, iniziativa di trasferire il prete da una città all’altra. Fino a quando, grazie alla testardaggine dell’avvocato Jeff Anderson, fu aperto nell’Oregon un processo “Anonimo – contro la Santa Sede”.
Il Vaticano, ovviamente, invocò il diritto all’immunità che spetta agli Stati sovrani per bloccare il processo. Sul ricorso si era espressa favorevolmente l’amministrazione Obama, mentre era stato respinto nel corso di vari gradi di giudizio e da ultimo dalla Corte d’Appello di Sacramento. Per questo si è reso necessario l’intervento della Corte Suprema che, il 28 giugno, ha deciso di non pronunciarsi sul diritto all’immunità del Vaticano nei casi di pedofilia. Tale decisione rimuove anche l’ultimo ostacolo al processo civile intentato in Oregon da un privato cittadino contro il Vaticano per molestie sessuali sui minori.
I nove giudici della Corte Suprema non hanno ancora fornito una motivazione al “no”, ma secondo le prime interpretazioni risulta evidente il riconoscimento che il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili. Così come è altrettanto evidente che il Vaticano, in base a tale decisione, potrebbe essere chiamato a risarcire le vittime di abusi sessuali, rispondendo dell’operato dei suoi preti. E di sicuro sarebbe un notevole esborso.
Chissà se non è stata anche questa preoccupazione a dettare le affermazioni del Papa nell’omelia odierna: “Il pericolo più grave per la Chiesa oggi viene dal male che la inquina dall’interno”. Un dubbio legittimo il nostro, considerato che, guarda caso, oggi, la pedofilia è un “pericolo” e la Chiesa ha il “male” che la “inquina” all’interno. Ieri i preti pedofili si abbracciavano, e come pecorelle smarrite, si mettevano sotto l’ala protettiva divina.
In ogni caso, quella della decisione della Corte Suprema Usa è una decisione epocale, che può crare un precedente per tutti gli altri casi di abusi sessuali perpetrati da preti pedofili in tutto il mondo. E a questo proposito, vale la pena di riportare le parole piene di soddisfazione dell’avvocato Jeff Anderson: “L’azione della Corte è una risposta alle preghiere di migliaia di sopravvissuti alle molestie sessuali dei preti che finalmente avranno una chance di avere giustizia”.








































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