Attualità
Napoli-Lega: zero a zero
di Eleonora Gitto[23 giu 2010]
Le reiterate invettive dei leghisti contro il popolo napoletano alla fine hanno fatto traboccare il vaso: da oggi alcune pizzerie e locali del capoluogo partenopeo sfoggiano un cartello di divieto d’ingresso per i militanti del Carroccio. “Dopo gli ultimi insulti contro i napoletani non sono più graditi i leghisti in questo locale. Firmato: La Direzione”. Questa è solo una delle scritte che hanno accolto i visitatori a Napoli.
I cori anti-napoletani intonati cameratescamente dai leghisti l’altro giorno a Pontida e il servizio lanciato dall’opinionista Giacomo Valenti durante il programma Controcampo – in cui sottolineava, con un’ ironia che i napoletani hanno letto come insulto, il diverso approccio culturale del vivere lo stadio fra i tifosi del nord e quelli partenopei - hanno sortito l’effetto della proverbiale ultima goccia.
Così i “pacioccosi” napoletani sono passati dal sorriso dell’autoironia, all’indolenza; dall’indolenza all’irritazione; dall’irritazione alla rabbia che ha scatenato la reazione. E all’insegna del “Cà nisciuno è fesso”, è partito il contropiede avverso le invettive padane.
I quotidiani locali hanno riportato le dichiarazioni del commissario regionale dei Verdi ed ex assessore provinciale Francesco Emilio Borrelli: “I cori leghisti a Pontida al grido di “noi non siamo napoletani” “dimostrano che loro hanno trovato il motivo di unione politico e culturale contro di noi”. Imprescindibile reagire: “Dobbiamo rivendicare l’ orgoglio di essere napoletani, di essere un grande popolo nonostante le difficoltà”. Poi ha aggiunto che questa è solo la giusta reazione a quello che il Sud, e in particolare Napoli, è costretta a subire da tempo.
Al rappresentante dei Verdi fanno il coro i proprietari di note pizzerie napoletane: “Ci siamo stancati di essere insultati ogni giorno da questi barbari e invitiamo tutti i commercianti e i cittadini napoletani a ribellarsi esprimendo pubblicamente il loro sdegno e disprezzo verso la Lega Nord“. Poi gli esercenti hanno tenuto a precisare che molti turisti del nord alla vista dei cartelli hanno plaudito all’iniziativa e, addirittura, hanno chiesto scusa, sottolineato che non tutti gli abitanti del nord, per fortuna, la pensano in quel modo e si esprimono come i leghisti.
E pensare che proprio mentre accadeva tutto ciò il Presidente della Camera Fini affermava che “la Padania è solo un’idea propagandistica e che le invenzioni del Carroccio affievoliscono la coesione nazionale”. E, da facile profeta, ha aggiunto: “La politica deve contrastare in modo molto netto le invenzioni […] e le affermazioni separatiste della lega, perché la coesione nazionale rischia di affievolirsi senza un contrasto alle sortite separatistiche […]”. Resta da capire come la politica potrà riuscire in questo intento, visto che nell’attuale scenario di governo la Lega è parte così importante, anzi, determinante.
In ogni caso, la notizia non è affatto da sottovalutare. Le goliardate dei leghisti, come le definisce Gianfranco Fini, esattamente come la reazione dei napoletani, sono il segno tangibile che comincia a venir meno il rispetto reciproco e il senso civico, in mancanza dei quali la coesione di una nazione è decisamente a rischio. Un obiettivo che la Lega persegue da sempre: bisogna fare attenzione a non cadere nella sua trappola. Non si può iniziare questa partita destinata, comunque, a finire sempre zero a zero; che non sarebbe un pareggio ma una sconfitta per tutti.








































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brava Eleonora
http://www.9online.it/duepuntozero/2010/06/23/napoli-lega-zero-a-zero/
jake
Grazie….;)