Critiche laiche
Laicità, la linea di confine
di Bruno Vergani[6 giu 2010]
“Laico” è termine della tradizione cristiana: indica chi nella Chiesa non appartiene al clero. Il linguaggio comune si è appropriato del vocabolo cambiandogli significato: laico sarebbe chi si ispira a concezioni di autonomia rispetto all’autorità e alla dottrina sociale ecclesiastica.
Se così intesa la laicità sarebbe povera cosa: non solo perché incapace di generare una propria semantica, ma perché prassi che troverebbe ragione e sussistenza solo per antitesi: un vigile urbano noioso, prevedibile e mai propositivo, che fischia quando scorge l’auto del Vescovo invadere la carreggiata, perché parcheggiata fuori dalle strisce.
Se la laicità fosse mero metodo e non valore, se non avesse un cuore e contenuti, che significato avrebbero la “scuola laica” e ancor più lo “Stato laico“? Limbi neutri, vuoti e dormienti che si attivano unicamente per reagire all’odore di incenso.
Al di là del linguaggio comune la civiltà laica è evidentemente ben altro: interpretazione della realtà dove l’individuo, ogni individuo è il principio etico; pertanto la tutela della sua inviolabilità, della sua libertà e autonomia e, a maggior ragione, la difesa all’esistenza e all’espressione delle minoranze, di ogni minoranza; delle maggioranze, di ogni maggioranza. Rispetto della tradizione e della storia di ognuno, valorizzazione del diverso, accoglienza, dialogo, apertura e confronto con ogni individuo e aggregazione, interesse senza pregiudizio sulle questioni fondamentali dell’esistere.
Pertanto per la laicità così intesa, l’individuo e i gruppi, confessioni religiose e istituzione ecclesiastiche comprese, possono, anzi devono, affermare in libertà la loro interpretazione della realtà e dell’individuo.
Ad esempio riguardo a temi “eticamente sensibili” le istituzioni ecclesiastiche possono giudicare peccati quello che i laici considerano invece diritti inviolabili dell’individuo, ma lì la Chiesa si deve fermare; se oltrepasserà la linea di confine per giudicare tali scelte crimini invece che peccati la laicità è legittimata a difendersi, per il bene di tutti, cattolici compresi.








































[...] chi nella Chiesa non appartiene al clero.Leggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: Laicità, la linea di confineSharePotrebbero interessarti anche questi post:Intervista a Marino: PD, laicità, presente e futuro [...]
Mi piace sia la forma che la sostanza dell’ articolo. Premesso questo, vorrei guardare la Storia, che potrebbe, qualche volta, essere maestra di vita. La separazione tra Stato e Chiesa è figlia prima della Riforma Protestante, poi, soprattutto, della Rivoluzione Francese. Ci sono state guerre sanguinose tra credenti e anticlericali, sia in Francia, che in Spagna, che in Messico, perfino in Italia. Per non parlare dei Paesi che furono comunisti. Le guerre sono scoppiate, semplificando, quando la Chiesa si è alleata in modo largo con le classi dominanti, fino a essere confusa con esse. Oppure quando gli anticlericali hanno pensato che ormai la Religione fosse alla sua fine storica e bastasse una spallata per eliminarne i residui. Si è arrivati ad accettare tutti, credenti e laici, questa separazione, perché le guerre avevano avuto un costo inaccettabile e non c’erano stati vincitori e vinti definitivi.Dovremmo ricordarcelo tutti, perché in Europa queste guerre sono lontane nel tempo e ce ne siamo dimenticati e rischiamo di ricreare le condizioni per cui questa fragile tregua può finire e la guerra riaccendersi.
Il laicismo è l’atteggiamento filosofico, politico e sociologico di chi propugna la totale separazione tra Stato e Chiesa, ovvero l’assenza d’interferenze religiose o confessionali, dirette o indirette, nell’ambito legislativo, esecutivo e giudiziario di uno Stato e più in generale nella vita civile di una comunità umana e nei suoi aspetti di obbligatorietà. Insomma il laicismo corrisponde al concetto di “Libere chiese e liberi stati”, che in Italia non abbiamo mai potuto realizzare a causa delle imposizioni vaticane. Il vero laico considera la religione un fatto privato, è quindi politicamente aconfessionale, e si adopera affinché le leggi statali siano slegate da qualsiasi autorità ecclesiastica o da qualunque gruppo religioso.
da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni), giugno, 2010.
517 pagine, 130 immagini, € 25
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-religione-che-uccide.php
http://shop.nexusedizioni.it/libri_editi_da_nexus_edizioni_la_religione_che_uccide.html
http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-di_benedetto_alessio_.htm
http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
http://alessiodibenedetto.blogspot.com/2010/04/fuori-della-chiesa-non-ce-salvezza.html