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Omofobia, la Carfagna ritratta e la Chiesa affonda

di Cecilia M. Calamani
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[20 mag 2010]
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StopOmofobia16Il 17 maggio si è celebrata la giornata mondiale contro l’omofobia, per ricordare ai ‘distratti’ che bisogna temere l’omofobia, con il carico di intolleranza e violenza che comporta, non gli omosessuali.

Per la prima volta, le associazioni LGBT italiane sono state ricevute al Quirinale dal presidente della Repubblica: ad accompagnarle Paola Concia, deputata Pd e omosessuale, e la ministra delle Pari opportunità Mara Carfagna.

Quest’ultima sembra aver ritrattato le tesi di un paio di anni fa quando, intervistata dal Tg2 sull’opportunità di tenere il Gay Pride a Roma, dichiarò che “Nella capitale della cristianità il Gay Pride ha il sapore dello scontro ideologico contro chi come la Chiesa si oppone strenuamente e a mio avviso giustamente alle unioni omosessuali”.

Di fronte a Giorgio Napolitano, la ministra ha parlato di “diffidenza della quale penso di essere stata allo stesso tempo vittima e inconsapevole responsabile, in un passato remoto, ormai ampiamente superato”. Una delle favorite di Papi, bontà sua, dopo qualche anno di allenamento sugli scranni parlamentari sta crescendo e non possiamo che rallegrarcene.

Sconcertanti, invece, le dichiarazioni al sito Pontifex dell’arcivescovo di Cosenza, monsignor Giuseppe Agostino. Al di là di come la pensi sull’omosessualità –   e non è diffcile immaginarlo – manifesta una violenta e sconsiderata intrusione negli affari dello Stato italiano. Ne citiamo qualcuna.

Non è serio celebrare e ricordare una cosa che è palesemente contro natura e la legge di Dio”.

Forse qualcuno ha dimenticato di spiegare al monsignore che in Italia non valgono le leggi del suo dio, ma quelle varate democraticamente dal Parlamento. “Non sarà serio”, forse, in Vaticano, ma l’Italia è un altro Paese.

Bisogna ricordare con forza che le unioni gay sono contro natura, violano la legge naturale e mai possono trovare accoglimento in legislazioni, in quanto la sola ed unica famiglia riconosciuta è quella basata sul matrimonio tra un uomo e una donna sotto il vincolo sacramentale”.

Di quali legislazioni e riconoscimenti parla il monsignore utilizzando, per di più, l’indicativo? Forse è poco informato anche su questo: l’Italia è uno degli ultimi Paesi europei rimasti senza tutela alcuna per le coppie di fatto, etero od omosessuali che siano. L’eccezione siamo noi.

All’intervistatore che gli ricorda che in alcuni Comuni sarebbero state ricevute delle delegazioni gay in occasione della giornata contro l’omofobia, ha poi risposto: “La ritengo una stramberia, finalizzata solo ad ottenere voti e consensi. Nel Municipio non possono essere ospitati ladri, omicidi e via discorrendo. Il Comune è la casa di tutti e non vedo per quale motivo dare onore e gloria ai gay. I sindaci se proprio hanno questo afflato generoso, aprano le loro case e se li ricevano  privatamente. Ma trovo fuori logica che un municipio possa ricevere organizzazioni gay: specie se quei sindaci che lo fanno si proclamano cattolici o presenziano a riti. I loro Vescovi siano maggiormente attenti a dare loro credibilità, visto che di fatto, benedicono valori contrastanti con la Chiesa“.

Al di là della farneticazione – da querela – di paragonare gli omosessuali a ladri, assassini “e via discorrendo”,  colpisce l’ultima frase: “I vescovi siano maggiormente attenti a dare loro credibilità’. Ossia la credibilità di un sindaco è subordinata al beneplacito della Chiesa. Il silenzio della politica su questa affermazione fa passare la sua connotazione da comico-grottesca a tragica. Ci fa rendere di nuovo conto, cioè, che siamo a Vaticalia e di conseguenza ciò che dichiara monsignor Agostino è tutto fuorché lontano dal vero.

Cecilia M. Calamani

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6 commenti
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  1. A parte il fatto che l’astinenza volontaria è contro Natura, e forse è proprio questo il vero Peccato originale, perché è un comportamento contro la volontà di Dio della Creazione e del crescete e moltiplicatevi.
    E poi… … … … … … … … … … … …
    Cristo era gay

  2. Per me Carfagna è uno dei ministri meno peggi (anche prima delle scuse) del governo Berlusconi

  3. Ah, ah, ah ma ce lo vedete il vescovo Pinco Pallino attaccare Pierferdy Casini, il paladino della famiglia, perché si è separato dalla moglie e vive con un’altra donna? O non ricevere il caro presidente del consiglio per gli stessi motivi… certo non sono gay e forse questo li rende paladini della cristianità… ma non sottovalutiamo il consenso delle gerarchie ecclesiastiche ai politici… vivo in una regione dove tanti cattolici si sono astenuti su “invito” della chiesa e purtroppo devo concordare che “Il silenzio della politica … fa passare la sua connotazione da comico-grottesca a tragica.”. Per noi.

  4. [...] ministra delle Pari opportunità Mara CarfagnaLeggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: Omofobia, la Carfagna ritratta e la Chiesa affondaSharePotrebbero interessarti anche questi post:Ieri giornata anti-omofobia: dichiarazioni di [...]

  5. @Stefano Callegari
    Esatto: ‘certo non sono gay’. E aggiungo che spostano anche tanti voti, compresi quelli dei cattolici, consentendo alla Chiesa di trasferire i suoi precetti nelle leggi dello Stato. Quindi ben venga Casini in prima fila al Family Day o la comunione a Berlusconi, pluridivorziato. Anzi, per lui si crea anche la logica ‘ex ante’: il secondo divorzio annulla di fatto il primo e quindi lo riporta ad essere sostanzialmente scapolo. Logico, no?

  6. Il vescovo si contraddice affermando che il comune è la casa di tutti,e allora ha fatto bene il sindaco,bravo,bisogna ricevere tutti e non tutti tranne i gay,ma la chiesa e i suoi preti ce l’hanno nel sangue il disprezzo verso chi è a loro inviso,altro che tolleranza,sono eversori,integralisti,sono il peggio dell’umanità e per questo vanno d’accordo con l’altra metà del peggio che sono quelli del family day.La Carfagna,mettiamoci una pietra sopra.