Attualità
Scuola cattolica, “cuore pulsante dell’Italia”
di Cecilia M. Calamani[28 mag 2010]
Avete presente quando, al mercato, il fruttivendolo del caso vi dice che non troverete da nessun altro delle ciliegie buone come le sue? O quando il rappresentante della Folletto, per convincervi a spendere un capitale per un aspirapolvere, vi assicura che nessun aggeggio simile assicura pari prestazioni?
L’autopromozione funziona, insomma, c’è sempre qualcuno disposto a credere nella assoluta buona fede di chi smercia il proprio prodotto. Funziona a tal punto che se ne appropria con evidente vantaggio anche la Chiesa, guida spirituale (o economica?) dei cattolici.
Monsignor Cesare Nosiglia, vescovo di Vicenza e neo vice presidente della Cei per il nord Italia, lungi dal commentare i tagli per il prossimo triennio alla scuola pubblica (statale), ha esordito così nell’assemblea generale della Cei: “La scuola cattolica costituisce un contributo importante alla scuola pubblica. Va promossa e sostenuta, per permettere ai genitori il pluralismo dell’offerta e la libertà della scelta”. ”Sull’educazione – ha aggiunto – si gioca il futuro di una società e sappiamo bene che la stessa crescita economica di un Paese aumenta in proporzione all’investimento che si fa sulla formazione”. La Chiesa, infine, si rivolge “alle istituzioni politiche, culturali, economiche e sociali perchè investano le loro migliori energie in questo ambito [la scuola cattolica, ndr] che rappresenta il cuore pulsante del Paese”.
Dopo il significato della parola ‘laicità’, cortesemente spiegato a tutti gli italiani dal cardinal Bagnasco, ora la Chiesa ci deve anche dire quali debbano essere le priorità per l’istruzione pubblica. Ma d’altronde ci dice anche come votare, quali leggi siano giuste e quali vadano osteggiate a tutti i costi, cosa significhino famiglia, amore e sessualità. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque.








































sono sempre più spudorati,se non conoscono la vergogna loro come potremo pretenderla da altri?E’ proprio vero più in alto si sale più la puzza aumenta.
Finalmente questa sera si parlerà in TV di 8x1ooo, spero che apra qualche occhio.. anche tutti e due..
Purtroppo certo notizie finora potevano essere solo “scoperte” in rete, un grazie alla Gabanelli
Riprendo da Odifreddi, “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici): nel 2004 lo Stato ha sborsato 478 milioni di euro per pagare gli insegnanti di religione (più 19 milioni per l’assunzione in ruolo), 258 milioni per finanziare scuole cattoliche, 44 milioni per le cinque università cattoliche e 18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche. Sono cifre da capogiro, pagate con le tasse di tutti, cattolici e non. La Chiesa, con tutti i soldi che ha, potrebbe pagarsi il mantenimento di tutte le scuole che vuole. La scuola pubblica cade a pezzi, spesso gli edifici sono ridotti in pessime condizioni e i professori precari sono una montagna. Le persone vogliono per i loro figli una scuola privata? Cattolica? Liberissimi di mandarceli, ma se la pagassero di tasca loro!! Poi non vedo per quale motivo gli studenti esonerati dall’insegnamento della religione debbano perdere un’ora di lezione (da poter dedicare all’italiano e alla matematica, per esempio, dato che l’ignoranza regna sovrana). Si vuole parlare di religione? Benissimo, nulla in contrario. C’è la chiesa, i gruppi di religiosi che fanno gli incontri, il catechismo. La scuola pubblica deve essere la scuola di tutti e per tutti. Perché l’insegnamento dell’italiano, della matematica, delle lingue, della storia dell’arte e così via si rivolge alla totalità degli studenti, l’insegnamento della religione cattolica è settario ed esclude una parte di essi. È giusto?
@Chiara
Giustissimo. Aggiungerei anche i finanziamenti regionali e il mancato pagamento dell’Ici da parte degli istituti cattolici. Inoltre le scuole paritarie cattoliche, pur godendo degli stessi diritti di quelle statali, non devono attenersi agli stessi doveri: gli insegnanti non sono obbligati a superare regolare concorso di abilitazione e, inoltre, non è garantito agli studenti il diritto di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.
Significativo, a tal proposito, l’articolo pubblicato sempre su Cronache laiche di Antonia Sani, del Comitato Nazionale Scuola e Costituzione:
http://www.cronachelaiche.it/2010/05/scuole-paritarie-e-costituzione-la-prova-del-nove/