Diritti&Rovesci Discriminazioni
Laicità negata. Intervista al “giudice anti-crocifisso” Luigi Tosti
di Alessandro Capece[6 mag 2010]
“Con l’intenzione di risolvere una questione di principio è venuto meno agli obblighi e ai doveri del magistrato”. Con queste parole Nicola Mancino, presidente del Consiglio superiore della Magistratura, ha giustificato la destituzione dalla magistratura di Luigi Tosti, noto per la battaglia che porta avanti per il riconoscimento della laicità dello Stato.
Il problema di Tosti è quello di trovarsi contro il Parlamento di uno Stato laico, ma inspiegabilmente orientato alla difesa del principio della religione di Stato. Ne parliamo direttamente con lui.
Dottor Tosti, è vero che sta preparando ricorso contro la sentenza che lo ha destituito dalla Magistratura? A chi intende presentarlo?
Si, è vero. Tuttavia per poter presentare il ricorso contro la sentenza disciplinare del CSM, che ha disposto la mia rimozione dalla magistratura, dovrò attendere il deposito delle motivazioni di questa sentenza. E’ “significativo” il fatto che il CSM avrebbe dovuto depositare la motivazione entro 30 giorni; ne sono passati più di 90 e, ancora oggi, questi giudici non hanno ottemperato al loro dovere. Chissà, forse non sanno che “organo sessuale maschile” scrivere per motivare la mia condanna.
Perché la Corte di Strasburgo non infligge sanzioni al nostro Governo per i continui rifiuti di seguire le sue direttive sui diritti civili, in particolar modo sul riconoscimento delle coppie di fatto?
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo giudica sui ricorsi che le sono presentati da chi ritiene di essere stato leso in un diritto inviolabile, garantito dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali, che l’Italia ha ratificato e recepito con legge n. 848 del 1955. Non mi risulta che a tutt’oggi si sia potuta pronunciare sulla questione del riconoscimento delle coppie di fatto. Semmai potrebbe pronunciarsi sul recente diniego del matrimonio tra omosessuali, addebitabile alla Corte Costituzionale italiana, sempre che gli interessati (e me lo auspico) adiscano la Corte europea.
E’ giusto che lo Stato italiano tolleri l’obiezione di coscienza dei farmacisti, che non è prevista dalla legge, e non li radi dall’Albo per interruzione di pubblico servizio, mentre radia dalla magistratura un suo funzionario perché è un obiettore di coscienza?
Un farmacista non può rifiutarsi di compiere un atto doveroso per semplice “obiezione di coscienza” (nel caso di specie di vendere un medicinale abortivo perché “sono contrari all’aborto”), se non esiste una legge che li autorizzi a tanto: se lo fanno debbono essere perseguiti, sia penalmente che amministrativamente. E se in Italia questo non accadesse, ci troveremmo di fronte ad atti omissivi altrettanto criminali: la legge è infatti uguale per tutti e non si giustifica, quindi, che i farmacisti vengano esonerati da azioni legali solo perché il loro comportamento risponde ai desiderata della Chiesa. Sarebbe una vergogna, un vero e proprio crimine.
Il mio “caso”, però, è del tutto diverso, perché io -e l’ho ribadito sia nei processi penali che in quello disciplinare dinanzi al CSM- non mi sono “rifiutato” di tenere le udienze per “obiezione di coscienza” -cioè perché ritenevo che “tenere le udienze” fosse contrario ad un mio convincimento personale, filosofico o religioso o di altra natura- ma l’ho fatto per “diritto di libertà di coscienza”, cioè perché costrettovi dalla necessità di non calpestare il principio supremo di laicità e di non subire la lesione dei miei diritti inviolabili di libertà religiosa e di eguaglianza religiosa. Ribadisco che tra “diritto di libertà di coscienza” ed “obiezione di coscienza” vi è una differenza abissale: il primo è un vero e proprio “diritto inviolabile”, riconosciuto dalla Costituzione Italiana (art. 2) e dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (art. 9), mentre la seconda non è nulla.
Come mai, secondo Lei, non è stato ancora costituito in Italia un “Fronte Laico Unitario” capace di far fronte agli attacchi che il Parlamento, cedendo alle pressioni della Chiesa, sferra ai diritti civili, come la legalizzazione delle coppie di fatto, l’utilizzo della pillola abortiva in Day Hospital e il testamento biologico?
Il motivo è sempre il solito ed è quello che spinge i nostri ipocriti politici a farsi riprendere, durante i loro interventi sulle televisioni, con un bel crocifisso esposto alle spalle, in bella mostra: chi si professa apertamente laico, o addirittura ateo, teme di perdere consenso elettorale e, soprattutto, è sicuro di perdere il consenso di quella parte dell’elettorato manovrata dal Vaticano.
La decisione della Consulta, che ha respinto le eccezioni di incostituzionalità in merito alla legge che vieta i matrimoni gay, segna una battuta d’arresto nel processo di riconoscimento delle libertà delle minoranze?
La Corte Costituzionale doveva rispondere a questo semplice quesito: posto che il “diritto a contrarre matrimonio” è riconosciuto, anche dalla Convenzione sui diritti dell’uomo, come un diritto inviolabile, è costituzionalmente “giusto” negare questo diritto a chi, essendo omosessuale, non può sposarsi con altri che non sia persona dello stesso identico sesso? Il quesito era semplice e la risposta doveva essere scontata: non è giusto perché, altrimenti, si costringerebbero gli omosessuali a sposarsi con persone che non amano. E dal momeno che il matrimonio si fonda sull’amore, è semplicemente paradossale dire ad un omosessuale: se vuoi puoi sposarti, ma con una persona di altro sesso, nei confronti della quale non provi alcuna attrazione.
Ebbene, la Corte Costituzionale ha pilatescamente omesso di rispondere a questa domanda essenziale, limitandosi ad affermare che il matrimonio può essere contratto da persone di “sesso” differente, magari anche da transessuali che hanno cambiato “sesso” in seguito ad interventi chirurgici.
Per la Corte Costituzionale italiana, pertanto, gli esseri umani si distinguono solo per una peculiarità che appartiene in modo esclusivo alla sfera fisica, cioè “quelli che hanno il pistolino” e “quelli che hanno la bernarda”: nessun rilievo, invece, viene attribuito alla sfera psichica, cioè alle reali tendenze sessuali che le persone hanno. Si tratta di una visione clerico-fascista della sfera sessuale degli esseri umani, ancorata al pistolino e alla bernarda e degna della più retriva e bigotta Chiesa Cattolica.
La bocciatura dell’emendamento alla legge sul testamento biologico, che riconosceva ai conviventi il diritto di essere nominati fiduciari dai loro partner, va considerata una sconfitta del mondo laico?
Ovviamente sì: ed è superfluo ribadire che certe leggi sono il frutto delle connivenze clerico fasciste dei politici col Vaticano. Siano una colonia del Vaticano a tutti gli effetti.
Se la Corte europea dei diritti dell’uomo rigetterà il ricorso presentato dall’Italia sulla rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche, secondo Lei il Governo potrà ugualmente rifiutarsi di applicare la sentenza?
In uno Stato civile e democratico questo sarebbe impensabile: ma in un regime dittatoriale travestito da pseudo democrazia – come quello italiota – c’è da aspettarsi anche che l’Italia perseveri nel non rimuovere quel simbolo che ho avuto il piacere e l’orgoglio di definire, in due pubbliche udienze, come il vessillo della più grande associazione per delinquere e della più grande banda di falsari che sia mai esistita sul Pianeta Terra: la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.








































tosto sto tosti. La frase di chiusura è epica
Ma un edicolante cattotalebano, può rifiutarsi di vendere Playboy?
Non penso, perchè più vende meglio campa.
Invece i farmacisti fanno le “fighette”..forse con tutti i soldi che hanno, si permettono troppi “lussi morali” contro il prossimo, non trovate?
Tosti santo subito!!
Ce ne fossero altri due o tre “tosti” come lui e magari l’italia potrebbe uscire fuori dal tunnel clerico-fascista…
Ah e a proposito dell’obiezione, se non ricordo male quando c’era la leva obbligatoria i ragazzi che facevano obiezione aveva un piccolo “prezzo da pagare”: non potevano prendere il porto d’armi e non potevano fare i concorsi per le forze armate. Qual è il prezzo che i farmacisti pagano per la loro “obiezione”?
[...] This post was mentioned on Twitter by Dani Como. Dani Como said: Vaffa ai farmacisti http://bit.ly/bz3Ht7 [...]
Sig. Tosti ma non si può far niente per avere la sentenza dopo novanta giorni?qualcosa si deve poter fare contro questi magistrati che quando giudicano non lo fanno seguendo la costituzione(perchè la costituzione è molto chiara sulle divisioni tra stato e chiesa)si stanno violando i diritti delle persone nel silenzio assoluto della politica connivente con quest’ipocrisia della chiesa che tutto travolge come una valanga assassina.Ciao sig. Tosti spero di poerla leggere al più presto questa sentenza,teniamoci aggiornati.
grazie di esistere giudice!! resta solo da chiedersi come sia possibile che lei è sempre solo nella sua battaglia, affiancato solo da noi che più di tanto non possiamo fare. non si vede invece nessuno dei suoi “colleghi” a darle sostegno. saranno tutti in preghiera?