Attualità
Di fronte alla Sindone decade la scomunica per aborto. Parola del cardinal Poletto
di Cecilia M. Calamani[16 mag 2010]
Il cardinal Severino Poletto, arcivescovo di Torino, ha emanato un decreto per revocare la scomunica automatica (latae sentientiae) in cui sono incorse tutte le donne cattoliche che hanno abortito, a patto che queste si confessino proprio a Torino durante l’ostensione della Sindone.
Tutto ciò al fine di “mostrare concretamente la misericordia del Padre nei confronti di chi è pentito di un delitto commesso”. I sacerdoti “che siano regolarmente abilitati a ricevere le confessioni dei fedeli per l’intero territorio della città di Torino” hanno quindi “la facoltà di rimettere nell’atto della confessione sacramentale la scomunica non dichiarata relativa all’aborto procurato”.
Come noto, per la Chiesa l’aborto è un peccato molto più grave della pedofilia, tanto che mentre per il primo la scomunica è automatica, il secondo può essere ‘lavato’ da una semplice confessione. Che poi rimanga un crimine orrendo e un reato severamente perseguito dalla Legge non sembra aver preoccupato granché, almeno fino ad oggi, le gerarchie ecclesiastiche. Ora, in modo veramente grottesco, la Chiesa ricorre all’espediente della Sindone per cancellare la scomunica alle fedeli che hanno abortito.
Quello che somiglia a un semplice ‘condono’ in casa cattolica, in realtà cela significati molto più profondi che, in alcuni casi, stridono profondamente con il messaggio cristiano di cui la Chiesa si fa promotrice.
Innanzitutto perché palesa che le donne non sono tutte uguali davanti a Dio. Alcune, e precisamente quelle che si troveranno in questo periodo a Torino, sono ‘più uguali’ delle altre, condannate latae sententiae e senza speranza di amnistia a convivere con una colpa che le porterà a bruciare nel fuoco eterno.
In secondo luogo per un ricorso anacronistico e strumentale alla superstizione. L’adorazione delle reliquie costituisce fuori da ogni dubbio un comodo mezzo per rimpinguare le casse del Vaticano, ma utilizzata come arma di ricatto, come in questo caso, potrebbe sortire l’effetto di allontanare i cattolici adulti e istruiti, quelli che non credono a un dio impresso su un lenzuolo di lino o disciolto nel sangue di un santo. Al contrario, il loro dio trascendente non può perdonare sulla base di arbitrari criteri geografici definiti dal cardinale di turno. A tal proposito, merita menzione il comunicato delle Comunità cristiane di base del Piemonte: “Riteniamo gravissima la scelta del vescovo di Torino di utilizzare la sua autorità per concedere alle donne che, nei giorni dell’ostensione della sindone, confessano a un prete di aver abortito, l’automatica cancellazione della scomunica che, altrettanto automaticamente, era stata loro comminata. […]La gerarchia della chiesa cattolica insiste nel culto delle reliquie; non ci stupisce, ma ci amareggia profondamente, perché così facendo sposta l’attenzione dei fedeli dalla testimonianza alla superstizione”.
In ultima analisi, questo decreto cardinalizio dimostra ai cattolici – se già non lo avessero sufficientemente chiaro – che le ‘leggi di Dio’ non sono altro che leggi scritte da uomini che si definiscono, senza alcuna prova, suoi rappresentanti, tant’è che le cambiano a seconda dell’esigenza (o convenienza) del momento. Se la Sindone può riportare qualche pecorella all’ovile perché non cavalcare l’onda?
Il cardinal Poletto, lo stesso che inneggia all’obiezione di coscienza sui temi etici perché “la legge di Dio è superiore a quella degli uomini“, ha addirittura conferito alla legge divina – universale per definizione – una valenza locale: solo alle donne che si confesseranno a Torino, e solo in questo periodo, potrà essere rimessa la scomunica derivante dall’aborto. Sarà stato l’esito delle recenti elezioni regionali in Piemonte, dove la Lega ha stravinto, a suggerire al cardinale questo piglio federalista?
Ciò che più stupisce, ancora una volta, è l’atteggiamento dei cattolici, lontani dal ribellarsi ad essere rappresentati da un’istituzione anacronistica, misogina e antiscientifica che arriva a decretare amnistie ‘a tema’ sul peccato, dando un’immagine di se se stessa più vicina a quella di un esercizio commerciale alle prese con i saldi promozionali che di guida spirituale di cui reclama il primato per l’umanità intera.








































[...] a Torino durante l’ostensione della Sindone.Leggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: Di fronte alla Sindone decade la scomunica per aborto. Parola del cardinal PolettoSharePotrebbero interessarti anche questi post:La Sindone cancella la scomunica per aborto La [...]
e per le donne cattoliche che hanno abortito e abitano a palermo? o a tumbuctù? il cardinale paga il viaggio così possono confessarsi a torino? certo, la chiesa è universale …
A volte mi chiedo. Come può un uomo parlare in questo modo in nome di Dio?
Come se fosse il capo ufficio a cui ha telefonato poco prima.
Ma a cui effettivamente non ha telefonato.
Qualsiasi capo ufficio si arrabbierebbe.
Come fa allora a presumere che non si arrabbia?
Forse non crede nella esistenza del suo capo ufficio?
francesco zaffuto www-lacrisi2009.com
mi chiedo se si può aver ragione senza dare torto alla realtà: tutte le donne che hanno abortito si sono automaticamente scomunicate dalla chiesa -insieme al medico che ha effettuato l’aborto (che è omicidio). ora non è la sindone che annulla la scomunica, ma il fatto che la donna sia pentita e lo manifesti alla chiesa con l’accostamento alla confessione. la sola novità torinese consiste nel fatto che tutti i sacerdoti siano autorizzati dal vescovo a dare l’assoluzione, normalmente invece possono assolvere solo i sacerdoti autorizzati. Quindi chi è di Palermo deve andare dal sacerdote autorizzato dal vescovo.
@angela
permettimi di correggere qualche imprecisione:
1. le donne non ‘si sono automaticamente scomunicate’, bensì sono state scomunicate, che è ben diverso.
2. l’aborto è omicidio solo per la Chiesa, forse vale la pensa specificarlo…
3. non basta il pentimento, normalmente, per rimettere una scomunica. basta però a Torino e solo durante l’ostensione della sindone.
4. chi è di Palermo non può andare dal sacerdote ‘autorizzato’ perchè sono stati autorizzati solo i sacerdoti torinesi.