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Diritti&Rovesci    Discriminazioni   

1° maggio: un anniversario per le pari opportunità

di Giacomo Grippa
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[1 mag 2010]
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200px-Voto_donneDa tempo siamo abituati a considerare il primo maggio semplicemente come la più grande festa laica che affonda le sue radici nell’art. 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro“. Il diritto al lavoro in particolare, in quanto diritto individuale a garanzia di una vita dignitosa, è un tema che da sempre infervora la società civile ed il mondo politico.

Tuttavia, pur sempre di politica parlando, il primo maggio può anche essere ricordato come il giorno della nascita di Salvatore Morelli,il patriota pugliese” considerato un antesignano della affermazione e valorizzazione del ruolo culturale, pedagogico e politico della donna.

Il primato pertanto riconosciuto al presidente Vendola per la formazione di un esecutivo regionale per meta’ costituito da donne, resta nel solco tracciato proprio da Morelli.
Avvocato, per oltre 10 anni incarcerato da antiborbonco, consigliere comunale a Napoli, (per un voto non passo’ la proposta di destinare meta’  Bilancio  per l’educazione ed il sostegno ai giovani), divenne  parlamentare dal 1867 al 1880.Fu il primo in Europa a presentare disegni di legge per il voto alle donne, il divorzio, la parità dei sessi e dei figli naturali con i legittimi, l’accertabilita’ della paternita’, la difesa delle prostitute, la cremazione, la riduzione delle “Guarentigie”, la scuola laica.Resta al riguardo sempre attuale uno dei suoi testi, “La donna e la scienza“, edizioni Pensa.
Stuart Mill, in contatto con Morelli, si ispiro’ al suo schema di legge per la legge sul suffragio femminile che presento’ a Londra.

Di Morelli la legge che riconobbe alle donne la facolta’ di essere testimoni nelle cause, mentre fu solo approvata “la presa in considerazione” del progetto di divorzio, proprio l’8 marzo 1880.

Di integerrima moralita’ (al tempo i parlamentari non percepivano alcuna retribuzione), fu persona di eccezionale generosita’. Da carcerato, nelle galere borboniche, rifiuto’ sempre la domanda di grazia, che pero’ gli sarebbe spettata per aver salvato  dall’annegamento due bambini, ma che preferi’ passare ad altro condannato, anziano e con famiglia.

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4 commenti
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  1. Occorrerebbe pure ricordare che la piena parità tra uomo e donna (come tra libero e schiavo, ebreo e gentile ecc ecc si afferma con il Cristianesimo. E che le prime scuole per le bambine e le ragazze sono state create dalla Chiesa, soprattutto attraverso l’opera delle grandi fondatrici di istituti d’istruzione femminile del XVII secolo (molto prima della scuola cosiddetta laica!) Lucia Filippini e Rosa Venerini. Documentarsi, prego!

  2. Ogni regola ha la sua eccezione. Per il resto, a partire dalla misoginia acclarata di Agostino, per finire con l’atteggiamento tutt’altro che mariano di un Ratzinger, la Chiesa potrebbe provare a riscattarsi ammettendo le donne al sacerdozio,ma dubito che l’ex Prefetto per la dottrina della fede (o qualcosa del genere), già Sant’uffizio, già santa Inquisizione,possa avere l’apertura mentale sufficiente.Riflettere, prego.

  3. @Robertvs
    La donna mestruata è impura e lo diventa chiunque tocchi il suo letto o il posto in cui si siede. Dopo il parto, una donna è impura per sette giorni se partorisce un maschio, per 14 se partorisce una femmina. Dimentichiamo, inoltre che se siamo (de)caduti dal paradiso terrestre è perchè la donna è tentatrice?
    Queste sono alcune delle pari opportunità riportate dalla Bibbia. Che culminano, come già osservato, nel precludere alle donne ancora oggi, anno del Signore 2010, il sacerdozio. Serve dei preti maschi sì, possibilità di dare i sacramenti neanche a parlarne. Ma d’altronde, sono femmine!

  4. @Robertvs
    Oltre alla misoginia, anche il millenario antisemitismo della Chiesa dimostra quanto le “parità” da te menzionate siano infondate. Il papa in carica ha pure reintrodotto qualche anno fa la preghiera per la conversione degli ebrei, con la sola accortezza di eliminare il riferimento ai “perfidi giudei”.
    Ma parliamo ancora di misoginia: il dogma della verginità di Maria – imposto da Cirillo, vescovo di Alessandria, mandante dell’assassinio di Ipazia – rappresenta una grave mancanza di rispetto per la sessualità femminile. Per un misogino come Cirillo – al pari dei suoi contemporanei Agostino, Ambrogio e Giovanni Crisostomo – un ventre contaminato da sperma umano appariva indegno di ospitare l’incarnazione di Dio. Per l’appunto: Documentarsi, prego!