Attualità
Vorrei sposare un prete
di Alessandro Capece[8 apr 2010]
Un gruppo di donne che convivono con un prete, stanche di essere costrette a scegliere tra vivere i loro affetti nella clandestinità, sacrificare i propri sentimenti in nome di un bene più grande o fuggire dalla Chiesa, hanno scritto una lettera al Papa perché prenda immediatamente atto della drammaticità della loro situazione.
“Siamo costrette a vivere nell’anonimato i pochi attimi che il prete può concedere – scrivono queste donne, che si firmano coraggiosamente con nome e cognome – e viviamo i dubbi e le insicurezze dei nostri uomini, supplendo alle loro carenze affettive e subendo le conseguenze dell’obbligo al celibato“.
In effetti il celibato sacerdotale fu imposto per accrescere le entrate della Chiesa e non per consentire al clero di dedicare più tempo agli altri o perché Gesù, pur vivendo in mezzo ad apostoli sposati, aveva scelto di restare celibe, come le gerarchie cercano pretestuosamente di far credere.
Questa legge dunque non ha nulla di sacro, in quanto è solo una regola che la Chiesa si è data per conseguire un suo obiettivo contingente senza tener conto del diritto fondamentale delle persone di avere una vita di relazione autentica, di provare dei sentimenti, di amare ed essere amate.
Le firmatarie della lettera, pertanto, chiedono al Papa di mettere in discussione una legge ritenuta da tutti il retaggio medioevale di un’esistenza che si nutriva di inanerrabili sofferenze, per eliminarla o almeno apportarvi delle modifiche atte a renderla più conforme al costume della Natura.
Considerato che oggi ben pochi si indignano nel sentir parlare di relazioni clandestine, liberazione della donna o eguaglianza dei diritti, una decisione della Chiesa su questa legge incommensurabilmente obsoleta sarebbe vista come il primo segnale di un sincero desiderio di riconciliarsi con il mondo.








































Sarebbe ora,magari.
Il celibato non verrà abolito. Il celibato è fondamentale per la sopravvivenza della Chiesa stessa. Farsi sacerdote significa privarsi della mondanità. Significa dedicarsi completamente a Dio. Come si fa con una famiglia? Sant’Agostino molto pragmaticamente dice che non ci si può dividere tra una donna e Dio. Detto da uno che una donna ce l’aveva…Non capisco infatti i pastori protestanti come facciano? E soprattutto come facciano ad essere credibili. Pensate se Padre Pio avesse avuto una famiglia. Pensate alla quantità di soldi che ha gestito. Pensate a tutti i dubbi che potevano scaturirne (nonostante la sua vita frugalissima i più stupidi cercano di far scaturire) circa l’appropriazione di quei soldi. Circa la sua famiglia e i benefici che essa poteva trarne. Da specificare poi che il matrimonio non è vietato ai preti. Anzi sono più di 6000 i preti sposati. CHe hanno ricevuto la dispensa per congiungersi in matrimonio. Solo che non possono celebrare i sacramenti. Credo soprattutto che non possano ricevere lo stipendio come parroci. E’ forse questo il problema? Sono i soldi?
Alla Chiesa non conviene abolire il celibato sacerdotale e ai sacerdoti che convivono non conviene sposarsi.
Ma è proprio questo che mi fa gongolare, perché le cose resteranno come sono e il clero perderà la residua credibilità nello spazio di pochi mesi.
Per il Papa è una tragedia, ma non mi sembra che se ne renda conto.