Mondo
Philip Pullman, Gesù e Cristo due gemelli
di Alessandro Capece[27 apr 2010]
“Mi hanno sempre affascinato le due parti del nome di Gesù Cristo e le differenze tra loro, che rivelano il contrasto tra la Chiesa che testimonia il Vangelo e la Chiesa del Potere. Mi interessa pure il modo in cui la Chiesa cristiana cominciò a formulare il suo credo e a stabilire un canone di scrittura. Sono curioso, inoltre, di sapere perché le autorità ecclesiastiche del tempo scelsero, tra i tanti Vangeli che c’erano in giro, proprio i quattro che conosciamo e perché questi dicono a volte cose assai differenti tra loro“.
E’ con queste parole che lo scrittore inglese di libri per bambini Philip Pullman, considerato, insieme con Richard Dawkins e Christopher Hitchen, tra i critici più feroci delle religioni organizzate, ha presentato alla stampa “The good man Jesus and the scoundrel Christ“.
Il libro descrive Gesù, un predicatore itinerante che corre dietro le sue visioni, nella parte dell’eroe in eterna lotta con suo fratello – che alcuni studiosi idenfificano nella persona di Giacomo il Giusto, uno dei fondatori della prima Chiesa cristiana – il villain che lavora dietro le quinte per manipolare la sua storia e realizzare una Chiesa avida di privilegi e ricchezze, sfarzo e onori.
Questa impostazione ci ricorda le parole pronunciate da Gesù nell’orto di Getsemani, nel quale, in attesa che le guardie mandate da Caifa venissero ad arrestarlo, profetizzò l’avvento di una organizzazione religiosa di questo genere.
La trama è intrigante. Un angelo convince Cristo a strumentalizzare le idee rivoluzionarie di Gesù, per gettare le basi di una nuova religione. Poi, per superare le sue perplessità, gli ricorda che, per avere successo, le idee devono scendere a compromessi con la realtà. Da quel momento il villain comincia a inventare una serie di storie per conquistare nuovi seguaci.
Quando Gesù si sente abbandonato dal Padre, cessa di credere nella sua esistenza. Allora Cristo, per evitare che le masse perdano la fede, inventa la storia di Giuda. Con questo stratagemma sconfigge Gesù per la seconda volta e avvia il Cristianesimo a diventare religione di Stato con il potere di perseguitare eretici e infedeli.
Pullman è stato abile nel dare al suo libro la forma di una fiaba. Questo, infatti, gli ha permesso di contrapporre in modo originale il Vangelo e la gigantesca macchina burocratica e spietata in cui si è trasformata la Chiesa.








































Un libro molto interessante sul “doppio” Gesù è quello di David Donnini “Cristo – Una vocenda storica da riscoprire”. Secondo me si avvicina molto a quella che potrebbe essere la realtà storica…
“Sono curioso, inoltre, di sapere perché le autorità ecclesiastiche del tempo scelsero, tra i tanti Vangeli che c’erano in giro, proprio i quattro che conosciamo e perché questi dicono a volte cose assai differenti tra loro“.
Pulman, e tutti i curiosi come lui, se leggessero i Profeti di oggi, ovvero quelli che parlano con Gesù, e leggessero (ma non è necessario) quelli di tutti i secoli di cui ci sono rimasti gli scritti, avrebbe la risposta, come l’ ho avuta io e chiunque altro si sia messo seriamente a cercarla. Purtroppo la Chiesa ha le sue leggi rigide, una delle quali prevede di non ammettere mai di essere condizionata dai Profeti. E quindi parla, vagamente, di una “Tradizione” e di una “Ispirazione dello Spirito Santo”. Certo però, se si leggessero i Profeti, rimarrebbero disoccupati non solo tanti “scrittori” come Pullmann e Dan Brown, ma anche tutti i teologi.
[...] testimonia il Vangelo e la Chiesa del Potere.Leggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: Philip Pullman, Gesù e Cristo due gemelliSharePotrebbero interessarti anche questi post:Philip Pullman, Gesù e Cristo due gemelli “ [...]
Sulla pluralità delle Chiese cristiane nate qualche tempo dopo la morte di Gesù c’è oramai tanta letteratura da far pensare che ci sia sotto qualcosa di vero.
Del resto l’esperienza ci dice che tutte le rivoluzioni vengono tradite subito dopo la loro nascita ad opera di seguaci che si sentono più rivoluzionari del loro capo o semplicemente di opportunisti (meglio conosciuti con il termine di “moderati”) che trovano più conveniente scendere – come dice Pullman – a compromessi con la realtà. Non vedo perché la stessa cosa non avrebbe potuto succedere ai tempi della rivoluzione degli Yeshua.
Ringrazio Emanuela per l’indicazione che mi ha dato. Mi servirà ad approfondire un argomento che mi ha sempre interessato.
Faccio presente al signor Grano che Pullman, quando afferma che i quattro Vangeli dicono cose differenti tra loro, lo fa, a mio avviso, unicamente per convincerci della validità dei motivi
che lo hanno spinto a scrivere il libro.
Quella frase è contenuta, infatti, nella sua introduzione libro e non nel corpo dello stesso. Non ha quindi nessun valore ai fini della valutazione del suo assioma.
@Aldo Grano: mi pare ovvio che quella era una domanda retorica…
@Alessandro: mia madre collabora con una rivista e vorrebbe scrivere un articolo proprio sulla faccenda dei due Gesù. Se ci riesce, posso fartelo avere.
Gazie, Emanuela.
Se potessi farmelo avere, mi faresti un piacere incommensurabile.
E’ bello constatare che in Italia ci sono ancora persone che non sono interessate alle solite banalità.
Mi permetto di consigliare il testo oggi più adottato nelle Università italiane:
FILORAMO e MENOZZI (a cura di), Storia del cristianesimo
E’ facilmente reperibile e rigoroso sotto il profilo scientifico, senza restare coinvolto in sterili controversie.
Un saluto cordiale a tutti
Carlo
Grazie anche a te, Carlo, per il tuo ulteriore contributo. Sono contento di constatare che il livello culturale degli italiani si sta elevando a vista d’occhio.
Ti faccio notare comunque che a Cronache Laiche sta a cuore far nascere discussioni sui temi più interessanti che trova guardandosi intorno. Se poi qualcuno, animato da spirito polemico o per qualsiasi altro motivo, le trasforma in controversie, che per loro natura non possono che essere sterili, non possiamo farci niente.