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Otto per mille, la posta in gioco

di Cecilia M. Calamani
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[18 apr 2010]
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soldi-euro1Ci avviciniamo alla scadenza per la dichiarazione annuale dei redditi e si ripropone quindi, per ogni contribuente, la scelta sulla destinazione dell’otto per mille dell’Irpef: a favore dello Stato, della Chiesa cattolica o delle altre confessioni religiose (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia)?

Intanto, è bene subito sfatare un luogo comune: il contribuente, con la sua firma, non  sceglie a chi destinare una porzione del suo Irpef, ma vota per la ripartizione del gettito derivante dall’otto per mille dell’Irpef di tutti i cittadini. In parole povere, la scelta di un contribuente con un reddito annuo di 20 mila euro pesa come quella di uno che ha un reddito dieci o 100 volte maggiore. Valgono, insomma, le persone, non i loro redditi.

Il meccanismo di distribuzione dell’otto per mille però contiene un’altra insidia, anch’essa mai pubblicizzata dai media e dallo stesso Stato, che riguarda il modo in cui vengono considerate le scelte non espresse dai contribuenti. Attestandosi sul 60% circa del totale, le ‘non scelte’ possono condizionare fortemente la distribuzione del gettito e, in effetti, è quello che succede.

La ripartizione delle scelte non espresse è proporzionale alle preferenze espresse. Per spiegare meglio il meccanismo, prendiamo come esempio i dati della dichiarazione dei redditi  2001 (gli ultimi noti). Il 60,4 % dei contribuenti non ha espresso alcuna preferenza, il 34,56% ha firmato per la Chiesa cattolica, il 4,07% per lo Stato, lo 0,5% per i Valdesi e il rimanente 0,46% per le altre confessioni.

A fronte di queste scelte, la distribuzione del gettito è stata la seguente: 87,25% alla Chiesa Cattolica,  10,28% allo Stato, 1,27% ai Valdesi e il restante  1,2% alle altre confessioni.

In sostanza, chi non firma per destinare quota parte dell’Irpef si affida alle scelte degli altri, generando l’assurdo che la Chiesa cattolica, indicata da circa il 35% dei contribuenti, riceva più dell’80% dell’intera cifra, il cui valore annuo è stimabile intorno al miliardo di euro. Un cifra che potrebbe essere utilizzata per l’istruzione, per finanziare la ricerca, o come sussidio al lavoro.

E’ interessante, a questo punto, capire il perché lo Stato ha istituito il meccanismo dell’otto per mille.

vignetta orto per milleDalla entrata in vigore dei Patti lateranensi (1929) e fino alla revisione del Concordato ad opera del Governo Craxi (1984), i preti della Chiesa cattolica ricevevano dallo Stato italiano la cosiddetta ‘congrua’, uno stipendio mensile come risarcimento per i beni confiscati alla Chiesa con l’annessione di Roma al Regno d’Italia nel 1870 che segnò la fine del potere temporale dei papi. Con la revisione del Concordato, la congrua fu convertita in quota parte del gettito fiscale annuo, l’otto per mille dell’Irpef per l’appunto, ed elargita dallo Stato alla Cei, alle varie confessioni religiose che ne facessero richiesta o allo Stato stesso per scopi sociali o assistenziali.

Ogni tre anni una commissione potrebbe rivedere la percentuale di gettito Irpef da destinare, ma finora non è mai stato fatto, nonostante la crescita del reddito degli italiani abbia sempre più ingrossato il paniere (dai 398 milioni di euro del 1990 siamo passati al miliardo di euro del 2008). Inoltre, le lungaggini parlamentari per l’approvazione di nuovi beneficiari fanno sì che la Chiesa cattolica possa continuare ad usufruire in modo significativo della quota delle scelte non espresse che, come dicevamo, sono la maggioranza.

Ma il contribuente, prima di firmare, dovrebbe anche sapere come viene impiegato questo denaro.

Lo Stato.   Dichiara di destinare la sua quota di otto per mille a settori di intervento quali la fame nel mondo, le calamità naturali, l’assistenza ai rifugiati, la conservazione dei beni culturali. In realtà non è sempre così, sia perché attinge dall’otto per mille per voci di bilancio ordinarie, sia perché parte della quota per la conservazione dei beni culturali viene comunque devoluta alla Chiesa per il restauro di luoghi di culto. Emblematico è ciò che è successo lo scorso anno. Dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i 10 milioni destinati ai Beni culturali sono stati devoluti al restauro di immobili ecclesiastici e analoga fine hanno fatto gran parte dei 14 milioni destinati agli “interventi per il sisma in Abruzzo”. Tutte ristrutturazioni che avrebbero dovuto essere finanziate dal fondo “edilizia di culto” compreso  nella quota di 8 per mille destinata alla Chiesa.
Insomma, scegliere lo Stato significa spesso scegliere la Chiesa cattolica, anche se la maggior parte dei contribuenti ne è all’oscuro.

La Chiesa cattolica.  Beneficiaria di oltre l’80% del gettito, è l’unica ad avere i mezzi per una campagna pubblicitaria battente che punta l’attenzione – prima della scadenza delle dichiarazioni – sulla solidarietà e gli aiuti al Terzo mondo. In realtà, la Chiesa spende circa il 20% della cifra in beneficenza, circa il 35% per gli stipendi del clero e il rimanente 45% è destinato alla voce non meglio definita ‘esigenze di culto’. Chi crede quindi di fare una scelta di solidarietà casca, anche qui, male.

L’Unione delle Chiese metodiste e valdesi.  I Valdesi destinano tutto l’ammontare della loro quota a progetti di natura sociale e assistenziale e forniscono un resoconto dettagliato dell’impiego dei fondi. Merita menzione la campagna ‘Facciamo qualcosa di laico’ effettuata con i proventi dell’otto per mille del 2008 e dedicata allo sradicamento della discriminazione basata sulla diversità (di razza, di genere). La rimanente cifra è stata impiegata per finanziare oltre 200 progetti, in Italia e all’estero. Due di questi, in particolare, sono per la ricerca sulle cellule staminali.
Il Sinodo ha stabilito che i fondi ricevuti non siano utilizzati per fini di culto ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale. Ha deliberato inoltre che una quota corrispondente al 30% dell’importo totale dei fondi ricevuti dal sistema dell’otto per mille sia devoluta a sostegno di progetti nei Paesi in via di sviluppo “da realizzarsi in collaborazione con organismi internazionali sia religiosi che laici”.

Le altre confessioni. L’Unione delle comunità ebraiche italiane utilizza i fondi per formazione culturale, tutela delle minoranze e attività sociali; l’Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno per interventi sociali, umanitari e culturali sia in Italia che all’estero; la Chiesa Evangelica Luterana in Italia alle spese di evangelizzazione, agli stipendi dei ministri di culto, ad opere sociali, alle missioni, a iniziative culturali e spese di amministrazione; le Assemblee di Dio in Italia utilizzano l’otto per mille esclusivamente per progetti culturali e di solidarietà, in Italia e all’estero.

Cosa può fare il cittadino. Innanzitutto una scelta oculata e informata, cercando così di ridurre al minimo l’ammontare delle scelte non espresse che condizionano tutto il meccanismo. Ognuno dei destinatari dell’otto per mille pubblica su internet le sue ‘intenzioni’, anche se molto spesso poco chiare e, soprattutto, non documentate. In secondo luogo, pretendere che vengano pubblicati in dettaglio i resoconti di impiego della cifra spettante. In terzo luogo, cercare di partecipare attivamente alle numerose inziative che – ad oggi senza alcun seguito – hanno cercato negli anni di abbattere un meccanismo discriminatorio che vede come beneficiario principale un solo soggetto, o almeno di far pressione per inserire nell’elenco delle destinazioni possibili voci di spesa fondamentali che lo Stato assottiglia sempre più. Una fra tutte, la ricerca scientifica, vessata da anni di tagli e riduzioni. Come se la salute e il progresso scientifico meritassero molta meno attenzione economica di quella elargita a piene mani dallo Stato ai luoghi di culto, per altro di una sola religione.

Cecilia M. Calamani

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26 commenti
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  1. Quest’anno ho assegnato l’8×1000 ai valdesi, convincendo anche un paio di altri contribuenti a farlo.
    Non ho assegnato l’8×1000 allo Stato perché poi questi fondi vengono rigirati alla Chiesa Cattolica per pagare i risarcimenti dovuti alle cause per pedofilia nel mondo.
    Se potessi assegnerei l’8×1000 ad associazioni filosofiche laiche.

  2. Già, perchè dovrebbero esserci solo associazioni religiose ? Se questa ripartizione deve ricalcare fedelmente le diverse credenze, allora dovrebbero esserci anche atei e agnostici perchè anche l’ateismo è una scelta che si basa su convinzioni personali. E’ una minoranza non trascurabile ormai, ed è inutile dire che esigiamo di essere trattati con dignità.

  3. Concordo con Libero. Non potendo fare chissà quale grande scelta, non resta che optare per i valdesi. Poi con il 5×1000 si sceglierà altro…
    A proposito di Chiesa cattolica, vi posto un video contenente dei dati molto interessanti (alcuni già citati nell’articolo) tratti dal libro di Piergiorgio Odifreddi “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)”:
    http://www.youtube.com/watch?v=n7qgdUOmbQk

  4. Io sono ormai diversi anni che destino l’8×1000 alle chiese valdesi anche se sono ateo perchè ho visto che lo destinavano a opere di bene sociale. Comunque lo stato non dovrebbe decidere di destinare soldi alla chiesa cattolica senza il benestare dei contribuenti.

  5. articolo molto istruttivo.. non ero a conoscenza del fatto che contassero le persone e non i redditi nelle ripartizione dell’8 per 1000.. alla luce di tutto ciò si conferma ancora una volta questa solidarietà e connivenza tra Stato e Chiesa che dai pulpiti (politici e religiosi) predica bene e nella vita di tutti i giorni razzola male (di nascosto dai nostri occhi)..
    concordo e vorrei sapere se esiste un modo ufficiale di aderire ad una eventuale campagna per far sì che oltre alle istituzioni religiose ci fossero altre destinazioni dell’8 x1000, così come il 5×1000.. sarebbe una interessante richiesta da fare allo Stato e al nostro Governo: per esempio si potrebbe scegliere di darlo al settore dell’istruzione pubblica che continuano considerare uno spreco di risorse, al quale tagliano i fondi ma poi in realtà, come dal cappello magico riescono a trovare altri fondi misteriosi per elargire contributi straordinari alle istituzioni pubbliche private o paritarie.. siamo l’unico paese occidentale cosiddetto avanzato che non investe nell’istruzione e i risultati li scontiamo sulla nostra pelle perchè poi ci cucchiamo i non istruiti nella classe dirigente e politica e l’Italia va in malora!!!!

  6. NON SI CAPISCE PERCHE’ IL CONTRIBUENTE E’ OBBLIGATO A VERSARE L’8X1000, A TUTTI QUESTI PAPPONI, E SFRUTTATORI DELL’UMANITA’, E NESSUN POLITICO FA QUALCOSA PER MODIFICARE QUEST’OBBLIGO A FAVORE DI ENTI DI RICERCA MEDICA, MALATTIE E ALTRO, VISTO SE STAI MALE E HAI BISOGNO PER LA SALUTE, DEVI RIVOLGERTI A MEDICI A PAGAMENTO, PERCHE’ CON QUELLA PUBBLICA PER AVERE UNA PRESTAZIONE HAI TEMPO DI MORIRE.

  7. io l’8 x 1000 lo destino alla croce rossa o a qualunque altra associazione privata di soccorso almeno avrò un ritorno sul campo . egoista si molto ma le chiese e i culti qualunque siano lo sono di più sono ladri!!!!!

  8. In effetti ho letto che negli ultimi anni l’8×1000 destinato ai valdesi è molto aumentato…

  9. Ritengo opportuno informarvi che è in atto una petizione a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “8×1000 alla Ricerca”, svincolata dalla politica.
    Collegandosi al sito hanno già aderito oltre 90.000 privati. E per dare uno spessore istituzionale alla proposta, da Nord a Sud aderiscono anche gli enti pubblici con delibera di consiglio comunale, provinciale o regionale. Lo hanno già fatto un centinaio di enti.
    Per aderire e saperne di più http://www.ottopermilleallaricerca.it
    Saluti dal promotore, Enzo Mellano

  10. @mirko
    Non ne hai la possibilità. Gli unici destinatari possono essere lo Stato o le sei confessioni qui elencate.
    @Enzo
    Grazie per la segnalazione! Spero proprio che aderiranno in tanti e, da parte nostra, faremo di tutto per diffonderla.

  11. Che infamia, se solo si potesse devolvere l’ 8×1000 alla ricerca scientifica e alla ricerca medica li invierei volentieri…. Altro che preti, vescovi, papi e pedofili !

  12. Dato che ci è imposto per legge, sicuramente fare una scelta mi sembra opportuno: chi non sceglie non si lamenti. E ripartire i soldi di chi non ha indicato alcun ente in modo proporzionale mi sembra equo. Ora, io scelgo lo Stato, perché non mi ritengo a sufficienza cattolica da devolvere i miei soldi al Vaticano, ma mi sento abbastanza italiana da aiutare il mio Stato. JF Kennedy nel discorso di inaugurazione della sua presidenza saggiamente disse: “Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese”. Sono in accordo con voi del fatto che i nostri soldi vengano usati purtroppo male dallo Stato italiano (ma quanto ne sappiamo veramente, nel bene e nel male?), ma lo Stato siamo noi e se le cose non vanno come vorremmo, dovremmo solo adoperarci in modo attivo al cambiamento.

  13. Cara Cecilia,
    l’Unione delel comunità ebraiche utilizza i fondi dell’otto per mille da ormai diversi anni esclusivamente per attività culturali e sociali esterne all’ebraismo.
    Se nei primi anni ha utilizzato parte dei fondi per il restauro di una sinagoga (peratro aperta al culto due volte l’anno e per il resto meta turistica) e per il recupero di una parte dell’archivio, statutariamente ha deciso di utilizzare i fondi solo per attività esterne.
    Ciò ha permesso la parziale ricostruzione di Fossa, lospitalità estiva di alcuni bambini aquilani presso un centro estivo all’Argentario, e, con fatica il lavoro a Roma con gli zingari.
    Mi sembra una precisazione doverosa (che tu sicuramente sai perchè hai scritto benissimo, la precisazione è per eventuali lettori)e, anche se ob torto collo, è l’unico modo che l’Ucei ha per ottenere il mio 8 per mille (peraltro i fondi raccolti sono pochissimi perchè la domanda dell’Ucei per rientrare nella ripartizione delle quote rimanenti come sucede per i cattolici e i valdesi è ancora senza risposta) .
    In attesa ovviamente di annullare questo canceroso concordato che si è trascinato le metastasi delle intese con le altre fedi.

  14. Volevo anche aggiugnere che tutte le religioni delle intese sono sottoposte ad una revisione attentissima e scrupolosa da parte delle Presidenza del Consiglio che analizzano le spese con avvocati e consulenti scelti da palazzochigi (e questo è giustissimo). Meno una religione che non scrivo per lasciare un pò di suspence

  15. Sarebbe interessante provare a chiedere al giudice ex 700 c.p.c. la possibilità di destinare l’8 per mille a chi si vuole (ad es. l’UAAR per gli atei) argomentando sulla base della libertà negativa di religione e chiedendo di sollevare questione di incostituzionalità sulla normativa. Oppure far leva anche sulla disparità di trattamento fra associazioni e confessioni e quindi cercare di destinare l’8 per mille, ad es., alle associazioni a cui si destina il 5 per mille.
    Ma occorrerebbe una iniziativa di massa in questo senso.

  16. @Silvia
    Il tuo ragionamento è ineccepibile, salvo per il fatto che poi, nella pratica, firmare per lo Stato significa comunque finanziare non si bene cosa. In più, come è successo nel 2009, molti di questi soldi vengono comunque dati alla Chiesa cattolica o vanno a riempire voci di bilancio. E allora, che senso ha il meccanismo dell’8×1000? Quanto alla ripartizione delle scelte non espresse, la partita si gioca sulla disinformazione. Lo Stato – figuriamoci i media – non si è mai sognato di informare i contribuenti che se non effettuano una scelta si rimettono alle scelte degli altri. Molti credono che non firmando la preferenza verrà data allo Stato. E’ per questo che è fondamentale che i cittadini siano al corrente dei meccanismi che regolano la ripartizione del gettito.
    @Tiziana
    Grazie per le informazioni, completano il quadro sulle possibili scelte. Per motivi di spazio, non era possibile approfondire nel dettaglio l’utilizzo che ogni beneficiario fa della sua quota di 8×1000.

  17. Guardando con attenzione come vengono spesi i soldi dell’8, mi sembra di comprendere che solo le comunità ebraiche non li tengono per loro. Considerato che quelli non fanno proselitismo credo che la scelta sarà obbligata.

  18. @Debora
    No, non è così. I Valdesi non tengono per loro nenache un euro, e documentano al centesimo le loro uscite che destinano interamente, come ho scritto, a progetti di natura sociale e assistenziale (addirittura per la ricerca sulle cellule staminali!). In ogni caso nell’articolo sono presenti i link di ogni destinatario, puoi documentarti lì. Alcuni, però, come lo Stato, sono veramente vaghi.
    Quanto alle comunità ebraiche, forse Tiziana Ficacci, che ha commentato qui, può dirti molto più di me.

  19. @Debora e Cecilia

    Fermo restando che sono intimamente convinta che un buon cittadino debba farsi forza e riservare il suo 8 per mille allo Stato (quasi tutte le mie tasse che pago volentieri purtroppo sono male impiegate) con faticose riunioni interne l’Ucei ha stabilito di riservare le entrate del suo 8 a cause esterne non credo per bontà d’animo (del resto non richiesta a nessuno) ma èper una questione di rispetto ai più religiosi delle comunità. Infatti ogni iscritto alal comunità paga una quota che è destinata a scopi comunitari comprese questioni religiose calcolata in base al proprio reddito. Quanto al fatto che gli ebrei non fanno proselitismo è fatto noto giachhè ebrei si nasce e la conversione è fatto complessissimo che può richiedere – sempre se ben motivato magari per un matrimonio – anche venti trenta anni.
    Saluti http://www.nessundio.net/blog/2010/04/20/3885/#comment-121877

  20. Sono in sintonia con il commento che mi precede. Non solo la ripartizione della quota inespressa mi ferisce, ma anche il cattivo uso del resto delle mie tasse che non vanno in scuole ma in improbabili ponti ecc. Trovo anche un pò imbarazzante da parte di molti laici l’adesione entusiasta nel versare l’obolo ai valdesi, che certamente non hanno niente a che spartire con i cattolici, ma essendo dei cristiani così come le altre religioni fanno tutte quelle cose sconvenienti come il proselitismo ecc.

  21. i soldi – tutti – si danno allo Stato. Niente prebende per nessuno, neanche alla ricerca.

  22. Io i soldi li darei allo stato… ma lo stato li da alla chiesa…
    Quindi nonostante sia contrario al mio stile di vita Ateo, preferisco dare i miei soldi a chi li spende coscientemente… siano anche altre associazioni religiose, l’importante è che non ne tengano per loro.

  23. Non ero a conoscenza che il mio contributo del mio 8/1000 allo Stato andasse comunque alla Chiesa.IO personalmente lo darò ad una associazione volontaria e LAICA di soccorso.Proporrei a tutti,di promuovere un referendum abrogativo del Concordato,che sottrae tanta economia allo Stato perchè possa svolgere delle opere meritorie,fra le quali l’aumento delle pensioni ridicole da portate ad un livello dignitoso.Mandiamo tutto il Clero a lavorare e a produrre reddito.Avete notato le PANZE dei Cardinali e dei Vescovi?

  24. Su questo argomento devo denunciare un fatto veramente grave avvenuto sia lo scorso anno che quest’anno.
    Era mia intenzione devolvere l’8 x1000 a un’associazione internazionale ben nota(anzi notissima) … ebbene l’operatore del CAF (C.G.I.L.) chiavari ge non la trovava nella lista.. e mi suggeriva di devolvere la percentuale a un’associazione facente parte al loro Caf che avrebbe devoluto una parte a quell’associazione….
    Mi fidavo di quel Caf ed ho acconsentito. Purtroppo
    Quest’anno mi sono presentata con il C.F. di quell’associazione internazione e alla fine non solo non mi e’ stato fatto firmare nulla ma il foglio finale della mia dichiarazione dei redditi INDICAVA CHE NON ERA STATA FATTA ALCUNA OPZIONE PER LA DESTINAZIONE DELL 8X 1000 E 5 x1000.
    Ho chiamato trovando il personale parecchio scontroso e a fatica e quasi fossi totalmente ignorante in merito mi e’ stato detto che al PC risultava il CF dell’associazione per la destinazione dell’5×1000 ma per il 8 da destinarsi tra stato e chiesa (DI CUI NON MI ERA STATA FATTA PAROLA…) non risultava nulla… cosi’ per telefono ho fatto la mia scelta(senza firme sara’ stato destinato veramente come da mia volonta’????.. Pero’ a questo punto mi domando se e’ un fatto da denunciare veramente…
    ) Mi piacerebbe sapere se ad altre persone e’ accaduta la stessa cosa…

  25. Signori, volenti o nolenti la Chiesa cattolica sopperisce spesso là dove lo Stato non arriva. E in questi casi lo Stato deve ALMENO contribuire.
    Ho visto i dati che parlano dei contributi Statali all’Ospedale di Padre Pio, alle scuole Cattoliche etc.
    Ma se quelle scuole non esistessero, quanto spenderebbe lo Stato per gli immobili, le classi, i docenti, il materiale per finanziare in toto (e non solo con un contributo) l’istruzione di quelle migliaia di bambini che invece le frequentano.
    Quanto avrebbe speso lo Stato se avesse dovuto costruirlo e mantenerlo lui quell’ospedale?
    ….beneficio ai tuoi cittadini e spese alla Chiesa….troppo comodo.
    Perchè non andiamo a vedere quanto costa alla Chiesa rendere quei servizi di sanità e istruzione che competono allo Stato?

    Della serie: i dati vanno bene ma bisogna anche saperli leggere….

  26. Mi pare di capire che si confonda l’8 e il 5. l’8 per mille puo’ essere destinato allo stato, alla chiesa cattolica o alle altre professioni religiose che sono chiaramente indicate sia sui modelli 730 e che sull’unico. Il 5 per mille invece può essere donato agli enti che si iscrivono nelle apposite liste. Questi enti sono suddivisi tra ricerca, onlus, ecc.