Seguimi su Libero Mobile
   

Attualità   

Obiezione di coscienza per i farmacisti, il Pdl presenta un disegno di legge

di Stefano Faraoni
Bookmark and Share

[29 apr 2010]
Print Friendly

levonelleQuanta confusione mostrano certi epigoni del pensiero cristiano; e quanta supponenza nel pensare che la moralità possa essere solo dalla loro parte. Prendiamo il caso della signora senatrice Ada Spadoni Urbani, Pdl, ai più pressoché sconosciuta, la quale si cimenta in un’operazione d’ingegneria ideologico-giuridica, creando la fattispecie del “diritto fondamentale all’obiezione come esigenza del bene comune” in relazione all’obiezione di coscienza dei farmacisti per la dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione d’emergenza.

Qualcun altro potrebbe essere d’accordo, ma se l’obiezione di coscienza diventa un diritto fondamentale (e quindi costituzionalmente protetto) dell’essere umano, c’è di che preoccuparsi, per almeno tre buone ragioni.

La prima è che potenzialmente potremmo essere obiettori di coscienza tutti su qualsivoglia tema della vita di relazione, creando sacche di contrarietà e/o non punibilità rispetto alle norme statuali, che potrebbero avere dei risvolti estremamente preoccupanti, specialmente in relazione al principio cardine del nostro ordinamento che impone, a tutti, i medesimi diritti e i medesimi doveri. Questo principio dovrebbe essere ancora più vincolante, in termini di doveri, per quanto riguarda un incaricato di pubblico servizio quale è un farmacista nell’espletamento dei propri compiti.

La seconda è che il concetto di moralità, nel caso specifico di obiezione di coscienza “per alti valori morali”, da una parte è di difficile determinazione in termini generali; dall’altra lo è  particolarmente riguardo al tema della vita e dell’aborto. Per molti la moralità è non avere una gravidanza indesiderata; mentre l’immoralità è essere costretti a portarla a termine nonostante la propria contraria volontà.

obiezione_di_coscienzaLa terza è che le lezioni di moralità non possono venire solo da una cultura, quella cattolica, senza considerare altre culture e altri modi di pensare che scandiscono e regolano la nostra vita, incardinati ovviamente nei principi che la nostra carta costituzionale esprime. A maggior ragione, poi, se questa presunta moralità proviene da una cultura plurisecolare di sistematica disapplicazione e destrutturazione di principi a valenza etica, sempre declamati ma quasi mai rispettati. La lista della spesa da portare ad esempio sarebbe così lunga che rischieremmo di annoiare.

Si aggiunga a tutto ciò il fatto, a dir poco paradossale, se non addirittura demenziale, di pensare che l’obiezione di coscienza è possibile magari per un farmacista che decida di non dare la pillola del giorno dopo, invece non viene ritenuta possibile per un malato terminale che, testamentariamente, aveva a tempo debito deciso che il suo corpo non avrebbe dovuto essere violentato e deturpato nella propria dignità più di tanto (e a questo proposito non vediamo cosa ci sia di più altamente morale di questa determinazione).

Così, la signora Ada Spadoni Urbani, decide che «i farmacisti, anche se semplicemente dispensatori di farmaci, non possono essere costretti ad agire contro scienza e coscienza, quali semplici esecutori di scelte altrui». Già, mentre invece coloro ai quali viene imposto di essere attaccati ad un sondino fino all’esaurimento dell’ultima cellula, non sono “oggetto delle scelte altrui”. Singolare definizione del libero arbitrio e della libertà, più in generale.

Quanta confusione, signora senatrice.  Mentre abbiamo semplicemente qualche dubbio che lei ne sappia di scienza, i dubbi diminuiscono esponenzialmente quando lei parla di coscienza. La coscienza, a nostro modesto avviso, è semplicemente il rispetto per l’essere umano, per le sue scelte consapevoli. C’è sempre una buona probabilità che decidere di non avere una gravidanza sia una scelta dettata dalla coscienza, cioè da se stessi; così come ci sono ottime ragioni per credere che non vendere una pillola sia atto dettato non dalla coscienza ma dall’ideologia: imposto da un credo, magari da un dio. Va bene per uno Stato teocratico, non per una moderna democrazia a fondamento laico quale, purtroppo, anche per questi fatti, la nostra ancora non è.

Bookmark and Share


Tags: , , , , , , , ,

18 commenti
Lascia un commento »

  1. Come ripeto, se le donne italiane non si danno una svegliata tra un po’ ci toglieranno pure il diritto di votare, di lavorare, di studiare, di guidare e di testimoniare in tribunale!!

  2. Mi sono sempre chiesto, e se un chirurgo (o altro medico) si dichiarasse Testimone di Geova e in quanto tale rifiutasse di applicare o ordinare trasfusioni di sangue cosa accadrebbe?
    E se un farmacista si dichiarasse buddista e in quanto tale rifiutasse di sopprimere la vita sotto qualsiasi forma e quindi si rifiutasse di vendere antibiotici o altri farmaci (che uccidono germi, batteri, esseri VIVENTI, con un anima che la vostra miope incredulità non può permettersi di negare aprioristicamente!!!!) cosa accadrebbe?
    Qual’è la differenza?

  3. Esatto, Roberta. Sono soprattutto le donne che devono reagire, anzitutto non votando più Berlusconi. Comunque questi sono i frutti maturi di un governo di destra.
    Esatto, Roby. Molto azzecati gli ulteriori esempi. Non sapremmo realmente più a chi rivolgerci, e, più in generale, verrebbe meno la certezza del diritto, di per sè già abbastanza carente.

  4. Non vedo come non possa esere ammessa l’obiezione di coscienza per i farmacisti per quanto riguarda la vendita delle pillole mortifere.

  5. Nessuno nasce farmacista. Se l’ attività espone ad obiezioni di coscienza, meglio dedicarsi ad altro. potenzialmente ognuno di noi potrebbe essere obiettore per qualcosa che ritiene un valore imprescindibile e pretendere di non osservare la legge.

  6. Se uno vuole fare il farmacista sa che dovrà vendere dei farmaci che curano le malattie e non delle pillole che sopprimono una vita umana. Pertanto ha pieno diritto all’obiezione di coscienza .Come il medico che deve costribuire a salvare la vita e non a sopprimerla praticando l’aborto, rendersi complice di un abominevole delitto.

  7. Bassi pensieri, scarso senso civico, profili etici discutibili, scarsa cultura: l’identikit del cattolico integralista del terzo millennio.

  8. sempre meglio dell’identikit del laicista integralisa del III millennio, cioè l’esaltazione del nulla

  9. “cioè l’esaltazione del nulla”

    detto da uno che non riesce nemmeno a distinguere l’aborto dalla contraccezione d’emergenza, è tutto dire…

  10. A Robertvs
    Approvo la risposta che le ha dato Stefano Faraoni.
    Lei e tutti che la pensano come lei dovreste leggere:
    Elogio dell’ateismo di Nando Tonon
    Edizioni Dedalo.
    Niente di meglio per rendersi conto delle innumerevoli incongruenze e ipocrisie della religione elencate con chiarezza, e dovizia di particolari.

  11. Se uno vuole fare il farmacista sa che dovrà distribuire i farmaci autorizzati dall’Aifa, perchè questo si apettano da lui i cittadini nel rispetto delle leggi.
    Se gli crea problemi non faccia il farmacista.
    Per l’aborto, il problema è sempre stabilire dove comincia la vita. Le opinioni non sono concordi pertanto ci si deve attenere alla legge. Anche qui, se non si intende rispettare la legge si cambi attività, invece di fare il ginecologo si faccia il dentista o altro che non interfferisca con questo problema di coscienza.
    Vorrei ricordare che il Vangelo dice anche: non giudicate perchè sarete giudicati, perciò se ritenete che l’aborto sia un abominevole delitto, astenetevene senza commenti.

  12. Stimolato dalle notizie sull’obiezione di coscienza dei medici e più recentemente dei farmacisti ho deciso di scrivere la mia opinione. Parto dalla definizione che ne fornisce l’enciclopedia Wikipedia: “Si definisce obiezione di coscienza il rifiuto di assolvere a un obbligo di legge gli effetti del cui espletamento si ritengano contrari alle proprie convinzioni ideologiche, morali o religiose. Colui che pratica tale opzione si chiama “obiettore di coscienza”. Caratteristica saliente dell’obiezione di coscienza è l’assunzione in prima persona delle conseguenze civili e penali che derivano dall’obiezione”. Io che ho un’età tale da ricordare che per sostituire il militare con un anno di servizio civile si poteva “obiettare”. Ricordo anche che l’obiezione portava delle conseguenze, anche gravi. Ricordo l’impossibilità di partecipare ai concorsi per essere assunti in polizia o nei carabinieri o a richiedere il porto d’armi. Insomma era una scelta che ti segnava, che prevedeva delle conseguenze. Ecco perché storco il naso quando sento i medici parlare di obiezione di coscienza. Se un medico obietta sull’erogazione di determinate prestazioni mediche previste per legge, che cosa rischia? Quali sono le conseguenze che è disposto a sopportare per dimostrare la reale convinzione della sua scelta? Nulla! Anzi vale il contrario; se un medico si dichiara obiettore trova più facilmente lavoro o è favorito nella carriera. Risulta dalle cronache che sono stati scoperti medici che erogavano privatamente quelle prestazioni per cui avevano obiettato in ospedali pubblici. È automatico essere indotti a pensare che, per la maggior parte, si tratta di false obiezioni, dichiarate per motivi di convenienza. Tanto cos’hanno da perdere?
    Ciliegina sulla torta è la notizia che anche i farmacisti rivendicano, al pari dei medici, il diritto di obiezione alla vendita di determinati farmaci. Per loro vale la stessa riflessione fatta per i medici; che cosa ci rimettono? Come intendono “risarcire” la società civile dal danno che provoca la loro scelta? È dunque stabilito per definizione che in assenza di conseguenze in prima persona derivanti dall’esercizio dell’obiezione il termine “obiezione di coscienza” è improprio, a mio avviso usurpato.
    Signori medici e farmacisti, o vi inventate una nuova definizione senza svalutare quella originale, o accettate di pagare delle conseguenze in prima persona. Per me un medico che non eroga tutte le prestazioni mediche previste per legge non dovrebbe fare il medico. Per me un farmacista che non vende tutti i presidi sanitari autorizzati per legge non può fare il farmacista. Se la loro coscienza non gli consente di erogare tutte le prestazioni che prevede la legge avrebbero dovuto mettere in preventivo l’opportunità di fare un altro mestiere.

  13. A ROBERTVS
    Non è in discussione il diritto di ciascuno di avvalersi o meno dell’uso di determinati farmaci.
    Io non obbligherei nessuno a prendere la pillola del giorno dopo contro la sua volontà.
    Per reciprocità non voglio che a nessuno sia impedito perchè non trova un farmacista che glielo vende.

  14. Ragazzi rendiamoci conto che negare l’obiezione di coscienza quando si tratta di farmacisti mentre andava bene per chi si rifiutava di imbracciare armi è di una ipocrisia BESTIALE. O si rispetta la coscienza di TUTTI (SIA della donna che non vuole il figlio SIA del farmacista che non vuole partecipare all’atto; SIA del medico che non vuole terminare una vita SIA del paziente che vuole smettere di vivere per ragioni sue) la laicità diventerà intollerante QUANTO le religioni che dice di disprezzare. Bisogna sforzarsi per trovare leggi che rispettino il diritto di OGNI SINGOLO INDIVIDUO di disporre della propria vita come vuole, sia che l’individuo sia una donna, un malato terminale, un farmacista o un dottore. Non solo non voglio che la Chiesa pensi per me, ma non voglio neppure che lo Stato si permetta di calpestare le convinzioni mie o di qualcuno (che non condivido ma RISPETTO).

  15. non vedo l’ipocrisia BESTIALE. Chi si rifiutava di imbracciare le armi non aveva scelta. ne era obbligato per la sua condizione di cittadino maschio in età di leva. L’obiezione non era ammessa e veniva sanzionata. Va rispettato chi ha pagato di persona per quelle scelte.
    Diverso è il caso delle obiezioni in ambito professionale. sarebbe come se l’idraulico mi dicesse che è pronto a cambiarmi il rubinetto della cucina ma non vuole avere a che fare con il sifone del WC. Lo stato “laico” non calpesta le convinzioni di nessuno. Lo farebbe se obbligasse qualcuno a fare il farmacista o il ginecologo contro la sua volontà e gli imponesse di avere comportamenti contrari alla sua coscienza. Per chi ci crede, il vangelo dice che se l’occhio fa peccare, è meglio cavarsi l’occhio per non peccare; mi sembra che rinunciare ad un’attività, seppure redditizia, sia più semplice per mantenere pulita la propria coscienza, senza danneggiare altri.

  16. Cambiare il rubinetto o il sifone non è la stessa cosa che sopprimere una vita umana con l’aborto. Aborto che è e rimane un delitto sia per chi è credente sia per chi non lo è.
    Non dichiarare che l’aborto è un delitto è per una persona di retta coscenza una grave omissione, come omissione era quella di chi durante il fascismo non si opponeva alle leggi razziali.

  17. Non sei nient’altro che un presuntuoso, che si arroga il diritto di farsi interprete ed esponente delle idee degli altri, assimilandole alle proprie. Un classico dell’assolutismo cattolico, che non ammette il diverso.

    Quanto alle omissioni, forse la chiesa ne sa qualcosa, a proposito della Seconda Guerra Mondiale. In più, ti invito a rileggere la quarta frase penultima parola, sempre a proposito di omissioni. Almeno abbi il rispetto della grammatica italiana.

  18. La legge riguardante l’aborto non obbliga nessuno a abortire, così come quella relativa al divorzio non obbliga nessuno a divorziare.
    Queste leggi danno la POSSIBILITA’ di SCEGLIERE su cosa fare della PROPRIA vita che non è di nessun altro se non della persona che la vive.
    Le leggi non possono essere fatte per obbligare qualcuno a fare qualcosa ma devono dare la possibilità di SCEGLIERE.
    Se non ci fosse la legge sull’aborto o divorzio la gente sarebbe OBBLIGATA a non abortire o a non divorziare, e questa imposizione equivarrebbe a una violenza.
    Allo stesso modo se vi fosse una legge che IMPONE di abortire o divorziare saremmo in presenza di una violenza.
    Chi è contrario all’aborto o al divorzio, dovrebbe imparare a RISPETTARE chi la pensa in modo diverso dal loro, così come vogliono essere rispettati.
    Ah! Ricordo a tutti i fanatici che l’Italia ha sottoscritto la Dichiarazione universale dei diritti civili dell’uomo (che il vaticano non ha firmato).