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L’olocausto canadese

di Alessandro Capece
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[28 apr 2010]
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art1E’ una storia particolare quella di Kevin Annett: reverendo ridotto
allo stato laico, diffamato, perseguitato e imprigionato dalla
Chiesa cattolica inglese per aver rivelato i crimini prepetrati per decenni

nelle scuole residenziali religiose canadesi locate presso le riserve indiane.
La via Crucis del religioso ha inizio un paio di decenni fa, quando, indignato dalle dichiarazioni dei testimoni oculari sulle vicende accadute, decise di dare avvio ad una coraggiosa indagine che lo portò a raccogliere le sue sconvolgenti scoperte in un libro: “L’olocausto canadese“. Successivamente, una volta acquisita una certa credibilità presso il pubblico, la campagna di denuncia ed allo stesso tempo sensibilizzazione continuò attraverso programmi radiofonici, ma non riuscì purtroppo a creare un movimento di opinione che lo sostenesse nella sua lunga battaglia.

Tuttavia, grazie alla sua tenacia, si venne a sapere che migliaia di bambini erano stati sottratti ai loro genitori, seviziati, maltrattati, stuprati e costretti a parlare solo in inglese nonché a convertirsi alla religione cattolica.

Interessante al riguardo è la visione delil film-documentarioRepentant, nel quale i sopravvisuti raccontano di esser stati violentati con un pistone, drogati e minacciati di morte affinché mantenessero il silenzio sui terribili fatti verificatesi.

Le succitate atrocità senza fine causarono la morte di 50.000 vittime innocenti, i cui resti furono trovati diversi anni dopo, grazie alle dichiarazioni dei loro compagni di scuola.
Allo stesso tempo il rinvenimento fortuito di documenti compromettenti
provò che i responsabili del genocidio facevano parte di una vasta rete di pedofili e pedopornografi.

Chiamato in causa, il Papa, apostrofò la strage come un “deplorevole condotta di alcuni membri della Chiesa che causarono la sofferenza di alcuni bambini indiani”.
Constatato che, nonostante il suddetto intervento, i vertici ecclesiastici non mostravano alcuna intenzione di procedere all’identificazione dei responsabili di tanta barbarie, i risultati delle indagini furono portati in Vaticano da Annet in persona. In tale occasione fu presentata al Papa anche un’ulteriore richiesta – firmata dai genitori delle vittime – concernente la presentazione davanti al Tribunale internazionale per i crimini di guerra. Tuttavia, fino a questo momento nessuna risposta è stata ancora pronunciata.
Di fronte a eventi di tale gravità riteniamo auspicabile una ulteriore presa di posizione da parte del Vaticano, poiché atti come quelli in questione non possano più verificarsi e tantomeno essere definiti semplici “deplorevoli comportamenti”.

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2 commenti
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  1. [...] canadesi locate presso le riserve indiane.Leggi l’articolo integrale su Cronache Laiche: L’olocausto canadeseSharePotrebbero interessarti anche questi post:Condom nelle scuole: un doveroso atto di coerenza Di [...]

  2. Il reverendo Kevin Annett non appartiene alla Chiesa Cattolica, ma alla Chiesa Unita del Canada, che è protestante ed è a sua volta nata dalla unione di tre Chiese protestanti. Questo dimostra ampiamente che il Vostro unico obiettivo è attaccare la Chiesa Cattolica, delle altre non ve ne può interessare di meno. Comunque le testimionianze e la Storia confermano che parte dei crimini commessi contro gli Indiani Canadesi furono commessi in scuole cattoliche. I bianchi anglofoni, maggioritari, ebbero responsabilità maggioritarie. Ma i cattolici francofoni gli fecero concorrenza. E’ bene che queste cose vengano fuori, ma rispettate la Storia, nel Vostro stesso interesse. Per l’ avvenire occorre un vero e proprio pentimento, un risarcimento e la restituzione agli Indiani di territori indipendenti per governo e cultura. Ma qui non si deve pentire solo la Chiesa cattolica, ma anche i Canadesi e gli Inglesi e i Francesi che crearono il Canada, a partire da prima della Rivoluzione Francese, e devono pagare tutti i cittadini Canadesi, non solo gli ecclesistici.