Attualità
Il Papa contro l’aborto: da che pulpito viene la predica
di Stefano Faraoni[1 apr 2010]
Benedetto XVI ha
affermato, nella messa crismale del giovedì santo, che i cattolici devono rifiutare le leggi che consentono l’aborto.
Chissà se il Papa si rende conto che incitare a non rispettare le leggi dello Stato è un reato. E che il sindacato sulla giustezza delle leggi lo opera lo Stato e non una religione. E che una legge è giusta per antonomasia, fino a quando non viene cambiata dallo Stato stesso e non da un’indicazione religiosa; e che, semmai, la legge può essere cassata solo da un organo competente dello Stato (un organo giurisdizionale o la Corte Costituzionale stessa).
Chissà se ricorda che, quando si opera una cosiddetta “obiezione di coscienza”, la stessa coscienza, la deontologia, e l’etica impongono di autodenunciarsi alla pubblica autorità, al fine di assumersi le conseguenti responsabilità, e non furbescamente cercare di evitarle (tali sono i medici che rifiutano di operare aborti come prescritti dalla legge, e tali sono i farmacisti o gli operatori sanitari che decidono di non vendere o somministrare la RU486).
Chissà se capisce che tutelare, valorizzare, proteggere la vita degli uomini, e in particolare dei più deboli – vedi gli immigrati disperati – vuol dire non far votare la Lega xenofoba e razzista (ma col cavolo che Bagnasco ha dato quest’indicazione di voto, contrariamente all’indicazione di non votare la Bonino e la Bresso).
Chissà se il Papa si rende conto che la sua autorevolezza, il suo afflato presunto etico, diviene sempre meno tale nel momento stesso in cui viene accusato, sia in Germania che negli Usa, di aver protetto dei pedofili sottraendoli alla giusta condanna e consentendo loro di continuare a consumare per anni il reato più abominevole e immorale che si conosca. Il Papa e le gerarchie vaticane, come ormai noto e sempre più evidente.
Chissà se quest’uomo cosiddetto portatore di morale si rende conto che la vulgata che la pedofilia nei preti non c’entri niente con il celibato, l’astinenza e la continenza, è una favoletta talmente puerile che anche un bambino si domanderebbe se lo stanno prendendo in giro.
E soprattutto chissà se la gente comincia a rendersi finalmente conto che la favola più grossa di tutte, quella che la Chiesa è portatrice di morale per eccellenza, comincia a fare i conti con la storia e soprattutto con la realtà quotidiana, quella fattuale del vissuto, del giorno per giorno. Non sono bastati duemila anni di guerre religiose, di stragi, di efferatezze, di immoralità, di una storia della Chiesa che qualcuno ha definito addirittura criminale (Karlheinz Deschner, Storia criminale della Chiesa). Ora si tocca con mano che l’immoralità era ed è profondamente incistata nelle stesse strutture religiose che dovrebbero educare: i preti, con le coperture adeguate delle gerarchie che certamente sapevano e nascondevano.
Rischiamo di fare di tutte le erbe un fascio? Forse, ma c’è anche il rischio opposto: che qualcuno ci faccia credere che siano casi isolati. Nordamerica, Sudamerica, Africa centrale, Irlanda, Svizzera, Austria, Germania, Italia, Nuoza Zelanda, Australia, e chi più ne ha più ne metta. Un fenomeno planetario.
Ma chi è portatore di quest’etica, ha titolo per parlare di giustizia? Ha titolo per parlare di morale? Può egli incitare a non far rispettare le leggi dello Stato approvate dal Parlamento, a sua volta eletto dal popolo? La domanda è retorica, certo, ma prima di rispondere sì o no, dovremmo tutti operare una riconsiderazione obiettiva su ciò che per duemila anni ci hanno fatto credere, e che solo ora, purtroppo, sta uscendo fuori con sempre maggiore evidenza: nascondersi dietro l’idea di dio per giustificare la miseria degli uomini, è stata ed è di gran lunga l’abiezione maggiore che la storia stessa ci abbia consegnato.








































Purtroppo il problema non sono solo le parole del papa. Il prblema vero sono i politici italiani!! Finchè resterà viva l’alleanza Stato/Chiesa, i politici italiani continueranno a scattare sull’attenti ogni volta che il pastore tedesco spara le sue cavolate, e calpesteranno la Costituzione italiana. Se la nostra classe politica avesse un minimo di dignità, di morale e di senso etico, non presterebbe attenzione a quello che il papa e i suoi tirapiedi di rossovestiti dicono.
Anche in Spagna la Chiesa ha molto peso, eppure il governo Zapatero è riuscito a far approvare i matrimoni tra omosessuali e ora ha anche cambiato la legge sull’aborto.
Da quando fu decretato il celibato sacerdotale – nove secoli fa – è nato il ploblema di come soddisfare le pulsioni sessuali dei preti senza che i fedeli se ne accorgessero. L’obbiettivo era quello di accrescere le entrate della Chiesa, mantenendo intatta la sua presunta superiorità morale.
Da quando esiste la Rete, gli abusi dei preti vengono a galla con frequenza crescente e la potenza di uno tsunami. La Chiesa adesso non può rinviare ulteriormente la scelta tra consentire ai preti di sposarsi o consentire alla giustizia umana di punirli severamente dopo essere stati ridotti allo stato laicale.
In entrambi i casi le conseguenze sarrebbero devastanti. Nel primo perderebbe una fetta consistente delle sue entrate, nel secondo perderebbe il suo esercito. Ecco perché questo Papa non sa che pesci prendere. Ma con l’aumentare delle notizie sugli scandali prima o poi sarà costretto a scegliere e con questo a farsi del male.
A noi laici basterrebbe nel frattempo fare commenti ironici sulle parole dei papaveri vaticani e tirare avanti sulla strada della promozione dei diritti civili, oramai fatti propri da tutti i Parlamenti europei.
Il nostro problema è che i politici soddisfano tutte le richieste del Papa, perché sono convinti di ricevere in cambio un sacco di voti. E invece ogni volta restano fregati e non imparano mai la lezione.
Questo è un altro motivo per astenersi dal voto. Fino a quando questi personaggi avranno in mano le leve del potere, saremo costretti a rinunciare a una vittoria decisa dalla Storia.
Con buona pace di tutti quelli che sostengono che esiste il cattolico per bene.
Però io mi chiedo anche un’altra cosa: dove sono le donne? Dove sono le associazioni femminili? L’Italia è uno dei paesi europei in cui le donne stanno peggio, però da esse non si leva mai una voce di protesta. Secondo me, se le donne vogliono che la situazioni migliori, forse devono cominciare a farsi sentire e a rivendicare a gran voce i loro diritti, pestando i piedi a tutti quelli che le offendono, papa compreso. Altrimenti vuol dire che stanno bene così, e che si meritano il Cota e lo Zaia di turno…
Io vorrei sapere da qualche avvocato, se è “all’ascolto”: ci sono i presupposti per denunciare questi sottanoni del vaticano, ogni volta che incitano a non rispettare le leggi? Si prefigura l’atto eversivo, sovversivo o cosa? Io non me ne intendo, ma certo sarebbe ora di fare qualcosa.
La Chiesa Cattolica Apostolica Romana non si rassegna ad essere come gli altri, si considera una casta intoccabile, più si agita e più perde fedeli, in Italia non ne restano più molti e la metà sono anziani.
Si dice che la CCAR sia intelligente, ma non sembra ….
Prima delle legi dello Stato vengono quelle della coscienza, e una coscienza retta non potrà mai ammettere la soppressione di una vita umana. L’aborto resta un crimine orrendo! Ciò che è legale non è sempre legittimo! Con tali ragionamenti scellerati anche le leggi razziste dovevano essere osservate in quanto leggi dello Stato…
Le leggi razziste non erano leggi di uno Stato democratico, bensì quelle di una dittatura. La coscienza di un cattlico, poi, può essere diversa da quella di un buddista o di un laico. Infatti l’aborto non è un crimine. Lo è la pedofilia, sia per i cattolici che per gli atei.Ma, ovviamente, in galera i preti non ci vanno, e nemmeno i loro protettori.
Sostenere che “una legge è giusta per antonomasia” sarebbe stata una banalità già nel quinto secolo a.C. (Leggiti l’Antigone di Sofocle).
Che tristezza nel 2010 si sentano ancora usare questi argomenti.