Mondo
Inghilterra, Clegg ha rotto l’incantesimo
di Alessandro Capece[17 apr 2010]
I partiti che si contendono i consensi in GB sembrano aver perduto la capacità di coinvolgere i loro elettori in un progetto politico di grande respiro.
Il dibattito sulle prossime elezioni politiche si è ridotto, infatti, a un tartufesco mea culpa sugli errori del passato e uno scambio di invettive al vetriolo sul modo in cui sono state gestite l’economia e la guerra in Afghanistan.
I conservatori hanno riconosciuto le colpe del liberismo sfrenato, che – riporta Press Tv, consentendo all’individuo di prevaricare sulla società, ha diffuso l‘ingiustizia sociale e distrutto la famiglia. Da parte loro, i laburisti hanno ammesso di non aver fatto abbastanza per aiutare i meno abbienti a difendersi dalla recessione. Ma nessuno dei due partiti ha detto come intende risolvere questi problemi.
La delusione dei cittadini – come ci informa con sottile ironia il columnist di The Atlantic ha spinto le casalinghe a confessare le loro preoccupazioni sulle pagine dei giornali locali.
Per salvarsi in corner, Brown e Cameron hanno cominciato allora ad adulare i credenti, esaltando il ruolo di collante della società svolto dalla religione, ma il ThinkTank di Ekklesia, il quotidiano che dà voce ai leader religiosi del Paese, ha risposto a muso duro che la vuota retorica non serve per ottenere il voto dei credenti.
Intervenuto in un dibattito televisivo, Nick Clegg, il leader del Partito Liberale, ha approfittato della situazione per invitare gli elettori a non votare più per i partiti che si sono divisi il potere per 65 anni con la scusa che il Paese non aveva altra scelta.
Dopo il dibattito Clegg è balzato nei sondaggi al 43% dei consensi, lasciandosi alle spalle conservatori e laburisti con percentuali di gran lunga inferiori.
Se questi risultati dovessero essere confermati il 6 maggio, il Partito Liberale si troverebbe ad essere l’ago della bilancia della politica in Gran Bretagna, il che proverebbe ancora una volta che, se la politica non troverà il coraggio di rinnovarsi, i partiti tradizionali saranno destinati a una sicura estinzione.








































Ma magari!! Sarebbe anche ora che i partiti tradizionalisti si estinguessero, e non solo in GB, ma anche nel resto del mondo.
Se voglaimo creare un futuro migliore per TUTTI QUANTI (e non solo per i ricchi e per i furbi) bisogna cambiare tutto e rivoltare le nostre società come un calzino. I nonnetti che ora sono in politica se ne devono andare e far posto ai giovani e soprattutto alle donne.
Se ti dico che le mie idee corrispondono perfettamente alle tue, mi credi?
Sono convinto che queste sono le idee della stragrande maggioranza degli italiani e che l’unico modo per ribaltare questa realtà obbrobbriosa è astenersi dal voto in misura massiccia e non ascoltare quello che dice una Chiesa che, invece di ispirarsi al Vangelo, pensa solo a ingozzarsi.
Dobbiamo determinare una situazione nella quale è impossibile andare avanti, ricominciare daccapo, come nel dopoguerra, e imparare a partecipare alle decisioni importanti per il Paese.
Votare significa delegare la nostra sovranità a una cricca di lestofanti che poi lo utilizzano contro di noi. Io non voto da dieci anni.
Bisogna convincere quanta più gente è possibile che, se non scendiamo in piazza, non protestiamo, non insistiamo nelle nostre richieste di vivere come persone civili, le cose andranno sempre peggio.