Diritti&Rovesci Discriminazioni
SOS pillola del giorno dopo: buone notizie per le donne italiane
di Alessandra Maiorino[18 mar 2010]
“Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella”.
Cos’è, una legge coranica? Nient’affatto, è una legge italiana, anzi, italianissima. È la n. 587 del codice penale, quella, per intenderci, del famoso «delitto d’onore», che stabiliva pene più leggere se l’omicida, maschio, ammazzava una congiunta, femmina, perché offeso nell’onore. Una legge a dir poco tribale a favore della metà (scarsa) della popolazione. Ebbene, molti lo ricorderanno, ma per i più giovani sarà bene rammentare che questo obbrobrio legislativo fu abrogato solo – reggetevi forte – nel 1981. Così come è solo nel 1996 che lo stupro diviene un crimine contro la persona, mentre fino a quella data era perseguito come crimine contro la morale.
Con queste premesse, scelte a caso tra le molte altre possibili, non c’è da stupirsi se ancora e ancora le donne italiane si trovano oggi a dover combattere per vedere affermati dei diritti che le loro cugine europee hanno invece saldamente raggiunto.
La buona notizia è che, se le istituzioni sonnecchiano, le associazioni femminili, invece, sono ben deste. L’importante è sapere che esistono e quali servizi offrono e, dato il clima da oscurantismo medievale di ritorno che ultimamente si respira nelle italiche lande, sembra opportuno segnalare l’iniziativa di una associazione in particolare, Vita di Donna.
Le volontarie di questa associazione – tutte medici ginecologi e ostetriche – si occupano di seguire le donne nelle varie fasi e aspetti che riguardano la loro salute, come il concepimento, la contraccezione, il parto e l’interruzione di gravidanza. Esse operano all’interno di una struttura che fa da collettore per molte altre associazioni femminili, la Casa Internazionale delle Donne, sita a Roma in zona Trastevere.
Qual è, però, il servizio di punta che distingue questa associazione dalle altre? Vita di Donna mette a disposizione della collettività un numero di cellulare (333 9856046) attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19 e ininterrottamente dal sabato al lunedì per fornire informazione e aiuto concreto per ottenere la ricetta medica e reperire il farmaco contraccettivo d’emergenza comunemente chiamato «pillola del giorno dopo».
In questo strano paese dove, come si è detto, i diritti, anche quelli acquisiti, devono essere continuamente ribaditi, la normativa vigente non prevede l’obiezione di coscienza per i farmacisti, eppure, come dimostrano recenti fatti di cronaca, spesso le donne, pur in possesso di regolare ricetta medica, si vedono negare il farmaco da fanatici farmacisti cattolici o presunti tali. Inoltre, la prescrizione deve essere fatta da un medico e spesso anche i medici sono obiettori, sebbene va detto che almeno loro lo sono a norma di legge.
Vita di Donna dispone di una rete di ginecologi sul territorio nazionale che sostengono questa causa e che, in caso di necessità, possono prescrivere la pillola e indirizzare la donna ad una farmacia che gliela fornirà senza nascondersi dietro un’illegale, ipocrita obiezione.
Ci sono diverse denuncie pendenti a carico di farmacisti per interruzione di servizio pubblico e nell’attesa che le istituzioni si facciano carico di fare chiarezza su questa materia e decidano di punire i farmacisti obiettori o di stabilire per legge se anche essi possano esserlo, Vita di Donna si preoccupa di informare correttamente, indirizzare e fornire un servizio concreto alle donne che ancora e sempre rimangono intrappolate in un ingranaggio di bigottismo e discriminazione, evitando loro di saltare, come rane impazzite, da un ostacolo all’altro per ottenere ciò che la legge gli riconosce.








































Quando un farmacista nega ad una donna la pillola del giorno dopo, la donna dovrebbe andare immediatamente a denunciarlo. Così magari scomparirebbe “l’obiezione di coscienza” tra i farmacisti (e in un paese civile non esisterebbe nemmeno quella tra i medici).
@Emanuela. Hai perfettamente ragione, e alcune lo hanno fatto. Ma per denunciare un abuso è necessario sapere di averlo subito. Purtroppo, l’informazione in questo campo, è praticamente nulla e, probabilmente, quando una donna si trova di fronte ad un rifiuto e ha urgenza di avere quel farmaco, spesso, tutto quello che riesce a pensare è “ora dove vado per averlo?”
Questi personaggi giocano sull’ignoranza, sulla fragilità psicologica del momento e, perché no, sul pudore. Purtroppo, ancora ci sono molte donne che si vergognano a parlare di queste cose e ad andare in caserma a denunciare. Per tutti questi motivi, l’atteggiamento di questi operatori è ancora più odioso.
Bisogna comiciare ad accettare il fatto che un essere umano appartiene all’umanità e non alla persona che lo genera.