Attualità

Roma, manifestazione del Pdl: il teorema di Goebbels

di Cecilia M. Calamani [21 mar 2010]

berlusconi897Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità“, diceva Joseph Goebbels, ministro della propaganda nel Terzo Reich, uno dei massimi esperti di informazione di regime.

E’ probabile che proprio a lui si ispiri Silvio Berlusconi nelle sue esibizioni oratorie, altrimenti non si spiega come gli italiani, o almeno la parte di essi che lo ha votato, credano alle sue plateali deformazioni della realtà. Bugie, come appropriatamente le definiva Goebbels.

A Roma, ieri, piazza San Giovanni ha fatto da contenitore a una di queste bugie, la più grande, la più incredibile. Tanto incredibile da diventare vera, secondo il teorema di Goebbels: il Governo, e il suo leader in particolare, è perseguitato da una sinistra che manipola l’informazione e la magistratura.

Ora, che un Governo manifesti contro l’opposizione è cosa che dovrebbe destare qualche elementare domanda  anche nel più distratto degli elettori del Pdl. Come è possibile che, con una maggioranza parlamentare così schiacciante, il Governo sia vittima dell’opposizione?

Invece, dopo 16 anni di berlusconismo, questa manifestazione che da sola incarna una clamorosa mistificazione, non sconvolge nessuno. Gli italiani – per fortuna non tutti – si sono assuefatti, non sanno più distinguere il vero dal falso, hanno perso le coordinate di riferimento, addirittura il senso delle parole. Ma, quel che è peggio, hanno annegato la loro capacità critica, quella di capire, di fronte a un’affermazione, se trattasi di verità o di volgare truffa. Il teorema di Goebbels funziona!

Ed ecco come, d’incanto, la presunta concussione svelata dalle intercettazioni telefoniche del caso Rai-Agcom si trasforma in persecuzione: “Siamo qui per difendere il nostro diritto a non essere spiati” ha detto il premier, secondo il quale il mandante dell’inchiesta di Trani è la “sinistra giustizialista“. Stessa solfa per gli acclarati errori di presentazione della lista Pdl nel Lazio: “La sinistra e i magistrati comunisti, con l’aiuto della stampa, purtroppo non solo quella loro, hanno cercato di far credere che c’e’ stato un nostro errore“. E l’inchiesta sulle tangenti per la ricostruzione dell’Abruzzo diventa il tentativo di sminuire i poteri del dio Silvio: “I pm hanno tentato di distruggere il miracolo compiuto in Abruzzo“.

Una folla ben istruita – per alcuni ben remunerata – risponde poi alle domande di Silvio: “Volete di nuovo al potere una sinistra che rimetterebbe subito l’Ici? Volete che la sinistra metta ancora le mani nelle vostre tasse? Volete le intercettazioni su tutto e su tutti? Volete essere spiati anche in casa vostra? Volete una sinistra che apra le porte a tutti gli immigrati? Volete una sinistra che fa i processi farsa alla televisione?” No, no, no!

Il vero miracolo di Silvio è finalmente compiuto. E’ il capo del Governo, ma fa il leader dell’opposizione all’opposizione di Governo. Convoglia sulla negazione, invece che sulla proposizione, la richiesta di assenso. Chiede diritti, come se le leggi non le varasse il Parlamento di cui ha la maggioranza, attacca la magistratura, che sarebbe un organo dell’opposizione. Trasforma, con la destrezza di un prestigiatore in uno spettacolo per bambini, i suoi torti in torti degli altri.

E, ciò che è più inquietante, un certo numero di persone  -  un milione la cifra prestimata dal Pdl (una verità alla Goebbels), 150mila quella conteggiata dalla Questura – gli crede. Se gli credono anche tutti gli elettori del Pdl che ieri sono rimasti a casa, lo sapremo tra una decina di giorni.

Cecilia M. Calamani

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15 commenti
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  1. A proposito di numeri… Non riesco a inserire un’immagine ma suggerisco questo link per una considerazione interessante: http://www.ledicolante.altervista.org/riflessioni.html

  2. E’ veramente malato il s. B.ma purtroppo a sinistra è come se questo signore(sic)non attaccasse loro, non si sentono per niente offesi da questo ribaltamento delle cose,troppo flosci lasciano passare tutto,quest’uomo da niente sbraita,arringa i suoi a più non posso e sentendo le risposte delle persone che erano in piazza gli credono,hanno aggredito il giornalista di Santoro,questo si che è concentrare odio verso una persona e nessuno di questi che fanno parte del partito dell’amore si rende conto di ciò che fanno,eseguono gli ordini del capo che sta seminando odio verso tutti,girnalisti,magistratura,politici avversari e quelli che non la pensano come loro senza batter ciglio.Nessuno si ferma a pensare con la propria testa e guardare i fatti,si fidano ciecamente e non vedono(o non vogliono vedere)che tanto odio esce da quella bocca maledetta del capo del partito dell’amore.’ sconcertante,quello che ci sta succedendo come dice Saviano nell’articolo di repubblica forse è necessario chidere aiuto alla NATO o qualsiasi organo esterno all’Italia,perchè non possiamo più farlo da soli.

  3. La disinformazione inizia dal tubo catodico. La vera rivoluzione procede dal rifiuto della televisione, mezzo strausato per imbonire, ipnotizzare, irretire, circuire.
    Berlusconi non si è inventato niente: panem et circenses. E il popolo è tranquillo.

  4. La cosa più ridicola che ha detto, però, E’ CHE SCONFIGGERA’ IL CANCRO!!! E’ veramente da TSO (trattamento sanitario obbligatorio).
    Una considerazione sulla propaganda: Voi vi sentite in forte minoranza, dal punto di vista propagandistico, sia come oppositori politici, perché non avete in mano alcuna TV; sia come laici, perché vedete una sorta di monopolio della Chiesa Cattolica Italiana verso le famiglie e i giovani. In sostanza credete che il popolo creda alla propaganda, se univoca, e che la Verità non sia un valore assoluto, che, presto o tardi, si afferma comunque. Se fosse come credete Voi, il Comunismo Sovietico non sarebbe mai caduto da solo, spazzato via proprio dal popolo che aveva imbonito e rincretinito di propaganda per 70 anni. E la Religione, in tutte le sue forme, sia nazionali che estere, non sarebbe ancora viva in Cina. E la Chiesa Francese, da secoli collusa con la Monarchia e la Nobiltà e monopolista della scuola, non sarebbe stata distrutta dalla Rivoluzione Francese. Vi ho citato esempi trasversali e a vasto raggio, che dimostrano che il popolo non è cretino e che la propaganda non è onnipotente.

  5. Signori, eppure c’è un errore di fondo.
    “Il B. Critica la sinistra!” Quale!?

    Un corteo per criticare il nulla.
    Per fortuna che sono imigrato….Perbacco…

  6. Caro Aldo, la cosa più incredibile è quella: sconfiggerà il cancro! E lo votano, continuano a votarlo…hai visto la preghiera corale col messia in mezzo a loro; e sottolineo non un sacerdote, il messia: l’affermazione della sconfitta del cancro in tre anni è un’affermazione messianica. Non avertela a male, ma non ritieni che questo sostituirsi a Dio, sia più blasfemo di una barzelletta?

  7. @Stefano: No, non me ne ho a male.

  8. A me già la parola “popolo” fa venire in mente una massa di pecoroni belanti e infatti non sopporto chi si richiama continuamente al popolo. Sarebbe molto meglio usare la parola “cittadini” o “cittadinanza”.

  9. @Emanuela:
    Ma popolo è più consono a un re! ;-)
    @Karlo:
    La poesia di Trilussa che citi (e che non conoscevo) calza proprio a pennello. Vale la pena riportarla, sottolineando che è stata scritta nel ‘44…
    Nummeri
    - Conterò poco, è vero:
    - diceva l’Uno ar Zero -
    ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
    Sia ne l’azzione come ner pensiero
    rimani un coso voto e inconcrudente.
    lo, invece, se me metto a capofila
    de cinque zeri tale e quale a te,
    lo sai quanto divento? Centomila.
    È questione de nummeri. A un dipresso
    è quello che succede ar dittatore
    che cresce de potenza e de valore
    più so’ li zeri che je vanno appresso.
    @Aldo
    Vorrei che tu avessi ragione, ma non siamo abituati a questa propaganda che annichilisce il cervello, scalza il significato delle parole, confonde realtà e finzione… e laddove non basta la propaganda, supplisce il vil denaro.

  10. Gentile Calamai,
    segnalo ai lettori un altro grande artista della disinformazione organizzata, forse il più bravo di tutti, che sicuramente ha rappresentato un modello per lo stesso Goebbels: Willi Munzenberg.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Willi_M%C3%BCnzenberg

    Sulle elezioni regionali, condivido l’ appello ad evitare l’ astensione. Esistono proposte politiche molto diverse tra loro. Qualsiasi elettore può trovare rappresentanti in sintonia con la propria visione delle cose.
    Mi sembra particolarmente importante che gli elettori osservino con attenzione ciò che succede nella loro regione. Il compito più importante di questi enti – basta guardare ai loro bilanci – è la gestione del servizio sanitario. Gli elettori, per giudicare gli amministratori delle loro regioni, possono certamente partire da qui.
    Cordialmente

    Carlo

  11. Gentile Calamani.
    Mi scuso per l’ errore.
    Ancora un saluto cordiale

    Carlo

  12. @Beteljuce
    La tua battuta non va lontano dal vero: quale opposizione? Ma la propaganda esige che ci sia il nemico da abbattere… anche se quel nemico è lo stesso che, trovandosi a governare, non è neanche riuscito a fare una legge sul conflitto di interessi, diventando così uno dei primi responsabili dell’ascesa del berlusconismo.
    @Carlo
    Di esperti in comunicazione di regime ce ne sono stati anche troppi, e dubito che Berlusconi sia un astro nascente in tal senso.
    Quanto all’astensionismo preannunciato, pur condividendo l’invito al voto, non sono d’accordo sul fatto che ogni elettore possa trovare dei rappresentanti in sintonia con il suo pensiero. Il movimento del popolo viola dimostra proprio questo. In questo clima ci sarà chi, turandosi il naso, andrà comunque a votare per esercitare almeno il (flebile) diritto di scelta e chi aspetterà tempi migliori per riaffacciarsi alla vita politica del Paese. Quanto ai dati sulla sanità, quanti sono gli italiani in grado di dare un giudizio consapevole? Il voto (o l’astensionismo) alle regionali, a mio avviso, si baserà su altro.

  13. MA NON E’ UN TEOREMA: E’ PROPRIO L’ESATTO CONTRARIO!

    cara Cecilia, sono pienamente d’accordo sulla sostanza del tuo articolo, ma esprimo il mio fortissimo disaccordo sul tuo abuso linguistico.
    Lo so, l’abuso non e’ soltanto tuo: purtroppo e’ ormai cosi’ diffuso che probabilmente l’hai fatto senza neanche accorgertene. L’assunto – direi : “il programma†– di Goebbels tu lo hai chiamato “il teorema di Goebbelsâ€, seguendo una pessima abitudine, dispregiativa, di chiamare “teorema†una teoria sbagliata o malfondata.
    Diffondendo questo abuso linguistico, non si capisce piu’ se un teorema e’ un buon ragionamento, logicamente ben fondato, oppure se e’ un trucco per ingannare la gente o se e’ semplicemente una cazzata.

    Non si tratta di cosa da poco: sessant’anni fa G. Orwell, nel libro 1984, ci insegnava come il potere politico si sarebbe esteso in potere mentale rovesciando il significato delle parole (il “bipensiero della neolinguaâ€: “doublethink of newspeackâ€) per cui falso significherebbe vero, ingiustizia = giustizia, cattivo = buono, pensiero critico = pensiero criminale, essere creduloni = avere le idee chiare…. Questo per far perdere di significato le parole e impedire cosi’ ai sudditi di ragionare correttamente su cio’ che sta facendo il potere.

    E infatti, oggi le guerre si chiamano “missioni di paceâ€, la benzina additivata con il cancerogeno etanolo la si chiama “verdeâ€, da settant’anni, violentando la lingua italiana, la battigia la si chiama “bagnasciuga†per confermare l’uso errato di quel termine fatto allora dall’infallibile Mussolini, uno che non pratica nessuno sport ma che tifa per il pallone lo si chiama “uno sportivoâ€, il presidente del consiglio dei ministri sarebbe il “premierâ€(mentre i premierato non e’ la nostra formula costituzionale), il suo governo e’ per definizione “il buongoverno†e “governo del fareâ€, la violazione delle regole di competizione democratica diviene “rispetto della volonta’ popolareâ€, il rispetto delle regole “persecuzione dei giudici comunistiâ€, qualche decina di migliaia di manifestanti in piazza San Giovanni diviene “un milione†(e non e’ la prima volta), un adulatore o un plagiato diviene “un fanâ€, i gruppi oggetto di marketing politico sono diventati i “club di sostenitori, le simulazioni si chiamano “realityâ€, le prostitute sono diventate “escort†o “belle donneâ€; per cui, una donna che non si prostituisce non e’ bella.

    Ricordo bene come e’ successo che il termine “teoremaâ€, fino allora di uso rarissimo, si e’ diffuso in Italia con un significato completamente distorto: e’ stato quando un bravo magistrato, Calogero, ha incominciato –fra i primi- a squarciare il velo del terrorismo e a scoprire che ambigui personaggi come Franco Piperno e Toni Negri collegavano organizzazioni extraparlamentari come potere operaio e autonomia operaia con servizi segreti, poteri occulti e organizzazioni terroristiche.

    Allora si e’ alzato un coro (da sinistra) contro il “teorema Calogero†aggredendo e screditando sia il magistrato sia quelle verita’ terribili che non dovevano emergere, utilizzando il termine “teorema†non piu’ all’interno della logica e della ricerca delle verita’ nascoste, ma come un segnale per identificare e discreditare un “nemico†e le sue affermazioni .

    Da matematico a matematico, ti dico che non e’ per niente una pignoleria pretendere che “teorema†torni a significare teorema e che termini come “democrazia†e “propaganda†riacquistino il loro preciso significato; e siccome io sono un incontentabile, per me “il grande fratello†non e’ uno squallido reality televisivo, ma una basilare lezione su come il potere puo’ controllare e manipolare le menti, scritta dal grande maestro George Orwell. Magari, derivata da una cattiva traduzione, troppo letterale, perche’ “Big brother†si sarebbe dovuto tradurre invece come “Fratello maggioreâ€, cioe’ una autorita’ familiare forte ma, rispetto a quella paterna, “nascosta†da una pseudo-parita’ fraterna.

    Sono dettagli, ma sono dettagli necessari per mettere a fuoco differenze sostanziali e per poter ragionare correttamente: il “ragionare sano†ha bisogno di un linguaggio sano.

  14. Geri, da matematica a matematico, esiste un uso del linguaggio che, sebbene improprio, costituisce metafora. Quella zona d’ombra, inesprimibile in matematica, che dà senso e sale e verve a ciò che si afferma.
    Puoi chiamarla ironia, e va bene lo stesso. L’ironia, in matematica, non è contemplata; nel linguaggio (che, guarda caso, sfugge a ogni forma di rappresentazione formale) sì.
    Per il resto sono perfettamente d’accordo con te. 16 anni di Berlusconismo hanno ribaltato non solo il linguaggio ma, ciò che è più grave, l’esatta percezione della realtà. L’abuso linguistico diventa grave quando falsa la realtà. Nel mio caso, non credo di essere incorsa in questo ‘peccato’: mi salva l’ironia! :-)

  15. [...] 18maggio è previsto un tavolo di relatori attualmente composto da una giornalista Cecilia Calamani e un’esperta di comunicazione pubblicitaria Patrizia [...]