Seguimi su Libero Mobile
   

Attualità   

Rifiuti, il male (affare) incurabile che uccide

di Eleonora Gitto
Bookmark and Share

[19 mar 2010]
Print Friendly

emergenza_rifiutiIl problema dell’emergenza rifiuti, come fa rilevare Saviano nell’articolo apparso ieri su La Repubblica, non si risolve con decreti o meri proclami politici, perché le sue profonde radici affondano nel malaffare, nella collusione politica – criminalità organizzata, nella gestione criminale del territorio, nell’arroganza del potere. Quell’arroganza che convince il politico corrotto e potente, che a lui tutto è dovuto. Quell’arroganza che, fa passare le affermazioni “non vogliamo candidati indagati o condannai nelle liste”, come inno alla legalità e non come vergogna, perché dovrebbe essere scontato che condannati, indagati, collusi con la camorra non debbano essere chiamati a gestire la cosa pubblica. Ed è la stessa arroganza che consente a Nicola Cosentino, indagato per i rapporti con i casalesi, gli stessi che avevano in mano il progetto del termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa, di tenere per il bavero il governo al punto che fino alla fine ha detto, non curandosi di niente e nessuno “mi candido lo stesso”.

Giustamente Roberto Saviano si chiede “come mai un politico con queste pesanti accuse sia così tanto ascoltato da un primo ministro. Un politico che per tutti sarebbe pesante tenere vicino”. E poi aggiunge che, probabilmente, “Nicola Cosentino ha un’arma che punta alla tempia del governo: i rifiuti. Cosentino ha il potere di far saltare l’equilibrio che ha permesso al governo di eliminare i rifiuti dalla Campania”. Se quest’ultima affermazione sia vera o meno non è dato di saperlo, ma è certo Cosentino gode di molta considerazione fra le altre sfere del Pdl.

Saviano oggi non dice nulla di nuovo. Il legame tra camorra-rifiuti-politica è stato e continua rimanere forte, perché la “monnezza” è l’affare del secolo. Tra l’altro è tutto scritto nelle informative della Direzione distrettuale Antimafia. Nomi, cognomi, intrecci societari, sul modello delle scatole cinesi, parenti, politici e intercettazioni telefoniche. Non manca nulla all’appello. Soggetti, fatti e dinamiche.  I rifiuti in Campania come altrove sono da sempre appannaggio d’ “ò sistema”. Quindici anni di rifiuti per strada e la questione salta agli onori della cronaca, guarda caso, in periodo preelettorale del 2008. Berlusconi ha saputo cavalcare bene l’evento per farsi la campagna elettorale. Durante la quale si espose garantendo che una volta eletto ci avrebbe pensato lui a risolvere i problemi. E’ azzardato pensare che gli uomini di collegamento tra politica e camorra garantissero a quest’ultima che con Berlusconi ci si sarebbe accordati, che i loro affari sarebbero stati salvaguardati, e che per questo bisognavo sostenerlo? Forse, ma il sospetto aleggia sulla testa di tutti. In seguito in concomitanza della venuta di Berlusconi a Napoli, subito dopo le elezioni, montarono le proteste che aumentarono fino a livello di guerra civile (roghi continui, cortei, tafferugli, scontri, strade bloccate dalle gente con i cassonetti).

Dopo quella venuta in una settimana il grosso dell’immondizia sparì dalle strade come volatilizzato. Dove è andata a finire? Prima si parlava di mesi per risolvere il problema, si diceva che ci volevano 80 mila TIR per spostare l’immondizia giacente. Spostare 80 mila tir, come diceva lo stesso ministro berlusconiano Maroni, richiedeva mesi, o comunque settimane, non certo giorni. Visto che non c’erano discariche perché, almeno ufficialmente, era stata proprio la saturazione delle vecchie discariche a provocare l’emergenza, visto che non esistevano nuove discariche e che l’inceneritore non funzionava (e non funziona nemmeno, checché se ne dica), come hanno fatto a spostare miglia di tonnellate d’immondizia in così poco tempo? L’unica risposta plausibile è che la zona dove sversare i rifiuti doveva essere vicinissima a Napoli. Percorsi brevi, meno proteste per l’andirivieni di mezzi pesanti stracolmi di spazzatura, meno percolato in giro. Bisognava, quindi, optare per discariche site nella cintura immediatamente esterna a Napoli, e guarda caso, in queste zone le discariche che si potevano utilizzare sono tutte, o quasi, gestite dai casalesi. Per cui è tanto peregrino ipotizzare un accordo con “o’sistema”? Forse no.

Ma questa è una storia fantastica, non supportata da nessuna prova. Abbiamo osservato, abbiamo cercato di capire e ci siamo chiesti come e perchè. Domande che sorgono spontanee ogni qualvolta accade qualcosa che alla tua percezione appare strana. Certo, tutto meriterebbe un approfondimento che non sta a noi fare. Fatto sta, che da sempre abbiamo saputo che l’emergenza rifiuti in Campania non era risolta. Da sempre abbiamo temuto il ritorno dei cumuli di spazzatura, perché le politiche attuate non erano risolutive, ma servivano solo a dare fumo negli occhi.

Oggi arriva a Napoli il Premier a caldeggiare Caldoro (scusate il bisticcio di parole). Nella stessa Napoli in cui all’inizio del suo mandato aveva battezzato la nascita del “governo del fare”.  Ha già fatto sapere che parlerà di emergenza rifiuti. “Non al presente”.  Al padiglione sei della Mostra d’Oltremare ad attendere il primo ministro ci saranno cinquemila bandiere, oltre 300 pullman di sostenitori, un palco di dieci metri per quattro. C’è da giurarci che oggi sarà sgombro dai sacchetti il percorso napoletano del Premier. Ad assicurare “la rimozione immediata” ci ha pensato la task-force individuata dal prefetto di Napoli, dopo una lunga riunione a Palazzo di governo con le parti. Un altro miracolo di San Silvio!

E intanto che si parla, si polemizza, si disputano incontri, si accertano responsabilità e si gioca allo scarico barile, la gente muore. Il disastro provocato dall’inquinamento in Campania lo hanno raccontato scienziati, epidemiologi e medici per l’ambiente. Sono state trovate tracce di diossina persino nel latte materno. Mille gli interventi di mastectomia, la ricostruzione del seno colpito da neoplasia, ogni anno sono eseguiti negli ospedali della regione. E uno studio condotto dall’Istituto Sbarro di Philadelphia e del dipartimento di patologia umana e oncologia dell’Università di Siena dimostra persino che le statistiche ufficiali sul tumore alla mammella sono sottostimate del 26,5 per cento.

L’esame delle schede di dimissioni ospedaliere fa emergere un’incidenza della patologia decisamente più elevata, soprattutto nella fascia d’età tra i 25 e i 44 anni”, ha detto il direttore dell’Istituto Sbarro, Antonio Giordano.

All’Ordine dei medici di Napoli sono state presentate le ultime ricerche che documentano il degrado del territorio e l’incidenza di talune patologie, dai tumori alle allergie. Incrociare i dati tra ambiente e salute, è il monito degli esperti, è fondamentale per inquadrare il problema.

Per il cancro al testicolo è già possibile individuare una correlazione tra l’incidenza della neoplasia e le classi di rischio per l’esposizione a discariche di rifiuti”, ha affermato Mario Fusco, il medico che gestisce il registro dei tumori nell’ex Asl Napoli 4, con 17.300 nuovi casi di malattia rilevati in meno di dieci anni (1997-2005).

Il medico del Pascale, Antonio Marfella ha sottolineato che: “Tra il 2001 e il 2009, la spesa farmaceutica dell’Istituto per la cura dei tumori è salita del 300%. È passata da 1 euro a 3 euro per cittadino, a fronte di circa 200 posti letto”. Poi ha aggiunto “È in atto una lapidazione, perché nessuno si sente responsabile dell’omicidio ma ciò non significa che non si muoia, a causa di questo continuo lancio di pietre contro la salute dei cittadini”.

E chissà se il Premier, che continua a usare la finta “finita” emergenza rifiuti per farsi pubblicità elettorale, sa che in Campania un bambino su 500 si ammala di neoplasia e che tra il 1998 e il 2002 i casi di cancro sono aumentati del 3,2% l’anno.

Bookmark and Share


Tags: , , , , , , , , , , , ,

3 commenti
Lascia un commento »

  1. questa specie di primo ministro è il male assoluto sotto tutti i punti di vista.Non dico che tutti gli altri siano chissà che cosa,ognuno ha le sue rogne,ma nel sig.B.c’è tutto il male degli altri messi assieme per questo ha questo potere dironpente che ha trascinato il nostro paese così in basso e non sappiamo per quanto ancora,perchè l’erba cattiva si sa…………..

  2. Interessante la tesi che vuole i Casalesi ricattare il Governo con la munnezza.
    Si può dedurre che quando ricompare, i criminali stanno lanciando messaggi in alto..

  3. @Danx…questa è una tesi diffusa, sostenuta e veicolata anche da Roberto Saviano…