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Prove tecniche di Zimbabwe

di Claudio Tanari
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[18 mar 2010]
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Ordini_tg1 [1024x768]Le intercettazioni telefoniche costituiscono un genere letterario particolarmente efficace per un’analisi antropologica del ceto politico della Destra (presunta) liberale. Basta leggere le trascrizioni delle telefonate di Silvio Berlusconi al suo terminale presso l’Agcom (Authority di garanzia per le comunicazioni…) Innocenzi, alla vigilia delle puntate di “Anno Zero” dedicate all’avvocato inglese Mills e alle dichiarazioni del pentito mafioso Spatuzza a proposito del processo Dell’Utri: «Fate schifo! (…) Siete una barzelletta! (…) che cazzo di organismo siete e che ci state a fare!?». E ancora: «Non ne posso più, davvero, fate qualcosa! (…) Bisogna chiudere tutto! (…) Non voglio più vedere Antonio Di Pietro in tv!!»
In altre telefonate Innocenzi si confida con Masi (dg della RAI): «Ahò, quello (Berlusconi, ndr) mi ha fatto un culo che non finiva più». Il povero Innocenzi lo ripete anche a suo figlio: «Berlusconi mi manda a fare in culo ogni tre ore». Masi, nel frattempo, studia il da farsi: «Il problema è che Santoro… è un problema tutto particolare, non è uno così, sta lì da 20 anni». E a proposito della sua attività alla Rai, Masi rincara: «Stiamo aggiustando tutto, in Rai. Stiamo facendo tutto il possibile, intanto abbiamo mandato via Ruffini...».

Gergo da boss del Sistema, servilismo ormai felicemente introiettato, arroganza e volontà censoria.
In un paese normale per molto meno salterebbe il Governo: qui da noi Ghedini, l’avvocato del premier, dice di non ravvisare alcun reato, come se minacciare il presidente dell’Agcom e il dg della Rai perché trovino un pretesto per chiudere una trasmissione tv fosse cosa lecita (l’ha spiegato ieri il procuratore Capristo, in ogni caso, quali sono i reati: vedi agli articoli 317 e 338 del Codice penale).

Particolarmente indicative le caute reazioni della stampa “terzista”: quella che da anni ci spiega che il miglior alleato del Cavaliere è Di Pietro; che ogni puntata di “Annozero” gli regala migliaia di consensi; e che, naturalmente, la tv non sposta voti. Purtroppo, a forza di ripetere quegli assiomi, il Corriere della Sera e il Messaggero hanno convinto i leader di mezza Sinistra, che non solo non hanno risolto il conflitto di interessi quando era nelle loro possibilità, ma stentano ormai addirittura a nominarlo.

Poi, si incaricano le intercettazioni a richiamarli alla realtà: dal crac Hdc, al caso Saccà, allo scandalo Minzolini-Agcom, esce il ritratto di un Berlusconi intento a cancellare Di Pietro dalle tv (Mentana fu cacciato per averlo invitato a “Matrix”), a chiudere “Annozero” (come già “Sciuscià”), a oscurare i programmi che parlano dei suoi processi. A dimostrare cioè che la tv i voti li sposta, eccome. Infatti la tv, lui, se la tiene ben stretta.
Qualcuno, per cortesia, avverta la stampa “liberal” e i riformisti pallidi…

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