Scuola
Lombardia, regole più rigide per chi non si avvale dell’ora di religione
di Cecilia M. Calamani [17 mar 2010]
Formalmente è un’ora facoltativa, della quale gli studenti possono o meno avvalersi. Nella pratica, invece, una scelta diversa dall’ora di ora di religione cattolica viene sempre più osteggiata.
L’ultima trovata della Regione Lombardia sul tema è un vero giro di vite per arginare le fughe dal ‘catechismo di Stato’: la scelta va fatta solo al momento dell’iscrizione nella prima classe. Non verrà quindi più proposta, al contrario di ciò che è sempre stato fatto, negli anni successivi. I genitori dei ragazzi che dovessero cambiare idea nel corso degli studi dovranno presentare esplicita richiesta in segreteria, ma la variazione avrà effetto solo dall’anno scolastico seguente.
«Chiedere ogni anno ai ragazzi se desiderano seguire religione, come succede in molte scuole, rischia di essere un invito a non farlo. Sarebbe come domandare loro se vogliono essere in classe per il corso di matematica: la tentazione di disertare è forte», commenta Marco Moschetti, insegnante di religione e membro del direttivo dell’ Associazione nazionale insegnanti di religione. Ecco qui spiegata la direttiva lombarda. Per evitare che i ragazzi disertino l’ora di religione, è meglio non ricordare loro che hanno la possibilità di non frequentarla.
Questo metodo, che sottende una certa tendenza coercitiva, non fa altro che perseguire la linea governativa in sostegno della Cei, la quale trae dall’ora di religione nelle scuole degli enormi ritorni in termini evangelici ed economici. I ministri dell’Istruzione dei governi Berlusconi, Letizia Moratti e Mariastella Gemini, hanno sempre più consolidato l’ora religione a scapito delle altre discipline (alle quali si continuano a tagliare ore di didattica) e del diritto degli studenti non cattolici. L’una e l’altra hanno fatto l’impossibile per stracciare quella pallida idea di equità che anche una disciplina facoltativa – e anticostituzionale – come la religione cattolica potrebbe comprendere.
Il vero colpo di mano è stato portato a segno da Letizia Moratti nel 2004 quando, con un concorso ad hoc (leggasi sanatoria), la maggioranza di loro – circa il 70% – è entrata a pieno titolo in ruolo nello Stato, sebbene la Curia di competenza mantenga il diritto di revoca dell’incarico in ogni momento. Il che significa, se ciò si verificasse, che i docenti di religione andrebbero a coprire altro ruolo nella scuola pubblica. Basta solo che possiedano idoneo titolo di studio, il concorso è condonato.
Ci si aspetterebbe, come minimo, che anche l’ora di didattica alternativa a quella di religione cattolica, prevista dall’ultimo riferimento normativo in materia, fosse economicamente a carico dello Stato. E invece no. Sono i singoli istituti, sempre più strozzati dai ripetuti tagli che si abbattono sulla scuola pubblica come una mannaia, a dover far fronte alle eventuali spese con i propri fondi. Il risultato lo potrebbe immaginare anche un bambino: la maggioranza degli istituti italiani, di ogni ordine e grado, non prevede attività didattiche alternative.
Diretta conseguenza di ciò è che molte famiglie di non o diversamente credenti, per evitare che i propri figli siano esiliati in altre classi durante l’ora di religione come sovente succede nelle scuole materne ed elementari, rinunciano al diritto di non avvalersene.
Per i più grandi, invece, si profila come alternativa il corridoio o l’uscita anticipata. Ma ecco intervenire un altro piccolo ricatto: a partire dal terzo anno di superiori, l’ora di religione concorre a maturare credito scolastico in vista dell’esame di Stato. E chi non la frequenta si trova, dunque, nell’impossibilità di maturare analogo vantaggio. Il meccanismo attira i ragazzi, a prescindere da cosa - e se – credano. Se la religione cattolica dà credito supplementare, perché non frequentarla?
Ecco quindi spiegate le cifre della Cei sulla frequenza all’ora di religione, che complessivamente vanta, nell’anno scolastico 2008-2009, l’adesione del 91% degli studenti delle scuole pubbliche.
Ciliegina sulla ricca torta ecclesiale, i moduli diramati dal ministero Gelmini per l’iscrizione al prossimo anno scolastico non prevedono la scelta di attività didattiche e formative per chi non si avvale della religione cattolica. Le possibilità, infatti, sono solo due: attività individuali o di gruppo con assistenza di personale docente e uscita dalla scuola. E’ prevista, ha precisato la ministra Gelmini tra i denti, l’eventualità che la scuola li personalizzi aggiungendo attività formative, ma alla fine questa ‘dimenticanza’ fa solo tirare un sospiro di sollievo agli istituti, che possono evitare di porsi il problema di fornire un’alternativa didattica. Non è contemplata neanche nei moduli ministeriali!
In questo clima, l’iniziativa della Regione Lombardia è ancora più chiara. Mira a scoraggiare ulteriormente eventuali rinunce in corso d’opera soprattutto alle superiori. Già nella sola Milano, il 30% degli iscritti al primo anno sceglie di non avvalersi della religione cattolica, e la percentuale sfiora il 50% nelle ultime classi.
Ricapitolando, non si forniscono alternative didattiche, si danno crediti scolastici (solo) ai ragazzi cattolici e ora non si informano neanche più studenti e genitori dei loro diritti. Fare una scelta diversa da quella caldeggiata dalla Cei e supinamente recepita dai ministri della nostra Repubblica diventa sempre più complicato e, soprattutto, meno conveniente per tutti. Passo dopo passo, si sta spianando il terreno per trasformare l’ora di religione in materia curriculare, come la Gelmini ha auspicato in più occasioni. E quando succederà, probabilmente gli italiani neanche se ne accorgeranno.

Qualche Grande disse che se gli uomini ogni tanto si ricordassero i fatti della storia molti errori/orrori non si ripeterebbero!!!!
Nel Medioevo, la Chiesa portò avanti la sua battaglia contro il Male e gli eretici!
La storia ritorna!
Ancora una volta l’italia si fa riconoscere: se non si puo’ avere l’appoggio della gente, ricattiamola!
E’ scandaloso, soprattutto con quello che si sta’ scoprendo OGNI SINGOLA ORA sugli abusi sessuali perpetrati da chiesa e preti su bambini innocenti, con che faccia si presentano ancora in giro e pretendono di insegnare qualcosa ai giovani?!
Queste persone non sono diverse dai fondamentalisti che non permettono altri culti che il loro, sono nazisti quanto le leggi che entrarono in vigore ai tempi di Hitler. Non riescono a rendersi conto che adesso ci sono persone di altre culture e culti intorno a loro. L’italia e’ un paese da terzo mondo.
Si dice che il progresso umano non abbia uno sviluppo graduale e progressivo. Bensì vada avanti a sbazi o, per meglio dire, a gradoni. Chissà come mai i periodi di stasi tendono a coincidere sempre con i periodi di maggior auge dell’integralismo teologico.
Lo dico da persona che in passato ha avuto grande frequetazione di ambienti cattolici. L’uso strumentale dell’ora di religione cattolica indica chiaramente la disonestà di fondo di Santa Romana Chiesa. Infatti se il suo obbiettivo fosse realmente catechizzare i giovani preferirebbe soggetti interiormente motivati che magari preferiscano approfondire certe tematiche in mabito parrocchiale.
Invece lo scopo unico è incrementare l’indotto economico connesso con la mercificazione del cattolicesimo. Quindi ben vengano Gelimini, Moratti e co., l’importante è far cassa. D’altronde lo IOR e la P2 insegnano…
L’unica cosa da fare è che sempre più gente non mandi i figli a fare l’ora di religione, non li battezzi come ho fatto io e si sbattezzi essa stessa, come ho fatto io. Dato che a questo governo ipocrita interessano solo i numeri, se vedono che siamo in tanti, forse comincerà ad accorgersi che è ora di finirla di leccare il c..ulo al vaticano con queste leggi razziste e discriminatorie che tanto ricordano il medioevo, periodo nel quale alla chiesa era permesso torturare e uccidere i non credenti (cosa della quale la chiesa tornerebbe molto volentieri a usufruirne,ma per fortuna, grazie all’illuminismo, almeno un po la gente si è svegliata e non glielo permette più).
si può sempre bigiare l’ora andando a fumare bestemmiando nei cessi
frequentavo lle orsoline
come entrava il prete lo salutavo ed uscivo
le monache hanno sempre preferito chiudere ambedue gli occhi
meglio non avermi in classe durante l’ora di bugie
preparata
ribattevo
poi me ne sono andata
non avevo voglia di sprecare il mio preziosissimo fiato per ribattere a ca….ate di uno vestito da donna con il Verbo da sciorinare.
Non entro più in un luogo di cul-to neppure per vedere Leonardo
e preferisco comprarmi vino e pane al ristorante.
i ragazzi, ormai, non più analfabeti,capiscono che le storielle religiose sono costruite per ”domo loro” per cui semplicemente le ignorano
Almeno non avremo più guerre di religione, lasciamole ai cari fratelli che vivono in un caledario di quasin 600 anni fa
a piossasco, in provincia di torino, da molti anni si porta avanti un bel progetto che consente ai bambini di seguire storia delle religioni al posto dell’ora di religione. le mie figlie hanno 22 e 24 anni e al momento dell’iscrizione alla scuola elementare ricordo che già allora erano numerose le famiglie che chiedevano l’ora alternativa…iniziative come questa andrebbero divulgate, perchè ormai consolidate nel piano didattico della scuola!
voglio sottolineare che si parla di ora di religione, ma mia figlia, in prima elementare, che non si avvale, esce due ore prima. Allora si dica “le ore di religione”
Bisognerebbe vedere nelle scuole primarie estere come si fa o se si fa questa benedetta ora di religione. In Italia abbiamo questa palla al piede.
Sì, le ore di religione nella scuola elementare sono due, ma si riducono a una alle medie e alle superiori.
Ci sono scuole che effettivamente propongono alternative didattiche all’ora di religione, ma sono veramente rare. Più che storia delle religioni, già ampiamente studiata proprio nel corso di storia, bisognerebbe istituire corsi di educazione civica, l’unica alternativa valida e di cui, per altro, la scuola latita. Con i tagli sempre più consistenti ai corsi curriculari, spesso l’educazione civica viene ignorata, visto che dovrebbe essere compresa nelle ore di storia.
Il risultato è che abbiamo ragazzi preparati sulla Bibbia, ma magari non sanno neanche come sia composto il Parlamento o come siano suddivisi i poteri dello Stato!
In Europa, per rispondere a Fabio, sono molto più avanti di noi: spesso non esistono ore confessionali e laddove sono previste vengono comunque affiancate da ore di etica o di didattica di altro genere. In Spagna, poi, Zapatero ha abolito l’ora di religione. Eppure, la Spagna non è meno cattolica dell’Italia!
Questa è la differenza tra uno Stato laico e uno, come il nostro, soggiogato politicamente ed economicamente al Vaticano.
Segnalo nuovamente questa inziativa che merita la massima diffusione:
http://www.cronachelaiche.it/2010/03/scuola-i-genitori-di-mestre-annunciano-lo-sciopero-dallora-di-religione/
con tutto quello che sta venendo fuori sui preti pedofili i politici invece di mettere in guardia i cittadini dall’orrore portato avanti dalla chiesa si rendono complici delle loro nefandezze aiutandoli a nascondere tutto il luridume che da essi proviene e promuovendoli piuttosto che scacciarli dal nostro stato.Purtroppo è vero che chiesa e politica sono la stessa cosa emanano fetore entrambi.
l’ennesima conferma di quanto i cittadini lombardi possano realmente “scegliere”, così come continuamente sbandierato da coloro che legiferano da parecchio tempo oramai, nella regione più ricca d’Italia!