Scuola

La ministra Gelmini sulla scuola paritaria: avanti tutta!

di Cecilia M. Calamani [22 mar 2010]

vignetta gelminiUna legge sulla parità scolastica, ecco a cosa sta lavorando la ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini dopo aver portato a termine la riforma della scuola superiore.

Parità scolastica significa che la scuola pubblica e la scuola paritaria  saranno equiparate sia sotto il profilo normativo sia sotto quello economico.

Interessante, a tal proposito, l’intervista che la ministra ha rilasciato all’Avvenire il 15 marzo scorso. Per rispondere alle lamentele delle associazioni della scuola paritaria, la Gelmini promette una equiparazione economica (che non si sa ancora come verrà tradotta) in base al principio che “bisogna uscire dalla stucchevole distinzione scuola pubblica e scuola privata. La scuola, anche quella paritaria, è sempre pubblica”.

E brava Mariastella, ha studiato perfettamente i clichè del suo capo, Silvio Berlusconi. Dire che “la scuola paritaria è pubblica” è una stucchevole – per usare i suoi stessi termini – menzogna. Ma spiana il terreno a ulteriori finanziamenti per le scuole paritarie (ossia cattoliche), guarda caso in campagna elettorale.

La scuola paritaria è una scuola privata, ad orientamento generalmente cattolico, che si adegua alle normative ministeriali, punto. E’ una scuola scelta da persone che, per motivi religiosi o formativi, rinunciano all’educazione pubblica per i propri figli e sono disposte a pagare per questo.

Ad oggi, come afferma la stessa Gelmini, ogni classe della scuola paritaria costa allo Stato 19mila euro, a cui vanno sommati i contributi regionali – diversi da Regione a Regione – e quelli derivanti dalla Finanziaria (per il 2009 130 milioni di euro totali). Ma potremmo anche parlare del condono dell’Ici per gli istituti religiosi, di cui la scuola cattolica usufruisce a piene mani.

E mentre la nostra ministra si accinge a sancire la paritĂ  in nome della “libertĂ  di scelta educativa delle famiglie“, la scuola superiore, tutta pubblica, dal prossimo anno perde ore (i soli istituti tecnici passeranno da 36 a 32 ore settimanali), soldi (otto miliardi di euro in meno entro il 2012), insegnanti (qualche decina di migliaia in meno nel prossimo biennio). Ma come dice la Gelmini, che forse nei conti spiccioli non ha mai brillato, ci sarĂ  piĂą inglese per tutti!

Cecilia M. Calamani

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17 commenti
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  1. forse non è male che la Gelmini si dedichi alle scuole degli altri, visto il male che, occupandosene, è riuscita a fare alla scuola pubblica

  2. [...] approfondire consulta la fonte: La ministra Gelmini sulla scuola paritaria: avanti tutta … Articoli correlati: Scuola, Gelmini: sulla paritĂ  lo Stato deve fare di piĂą : INFO [...]

  3. secondo me la gelmini è una donna molto colta…tutto quello che fa lo fa pensando alle conseguenze e questa riforma potrebbe avere conseguenze positivissimi. FORZA GELMINI e il popolo delle libertĂ !!

  4. [...] si fa per avere ancora piĂą finanziamenti alle scuole cattoliche..Puntuale e preciso non poteva mancare l’entrata a gamba tesa del [...]

  5. Sapete qual’è il colmo per il MIUR? avere un ministro senza istruzione…
    Si sĂ  che la cultura rende liberi….forse è per quello che la scuola dovrĂ  diventare un luogo dove sarĂ  difficile apprendere!!!

  6. Così i ragazzi della scuola pubblica saranno ignoranti e più facilmente manipolabili.

  7. ma certo che ci sara` piu` inglese per tutti: per come si sta riducendo la sQuola italiana, l’unico modo per imparare qualcosa sara` emigrare, e quindi la lingua piu` probabile che impareranno le future generazione sara` l’inglese (o il cinese)

  8. Gentile Kanna, mi ha fregato la battuta. Allora per contrappasso mi faccio serio.
    Sto leggendo: I preti in cattedra, di Luigi Rodelli. Inutile cercarlo, il libro è del 1958, fa parte della collana “Stato e Chiesa” diretta da Ernesto Rossi. Insegnanti di religione, finanziamenti dello Stato alla Chiesa ed alla scuola cattolica… esami farsa per far rientrare i docenti cattolici senza titolo… Tutto come oggi. Forse anche peggio di ieri.

  9. Ah, dimenticavo di far notare che questo libro, quando l’ho comprato, poche settimane fa, era intonso. Io sono il primo a leggerlo dal 1958. Cosa significa ciò?

  10. La chies è sempre più vicina al nostro presidente, è uno di loro. I prossimi volantini tra tre anni, saranno stampati direttamente dalla CEI, in formato santino, alla memoria:
    http://egida-fabio1.blogspot.com/2010/03/ci-aspettano-tre-anni-di-lavoro-tre.html

  11. Alla Gelmini è necessario far recapitare il discorso che l’11 febbraio del 1950 Piero Calamandrei tenne in difesa della scuola pubblica laica (giĂ  allora c’erano problemi di laicitĂ ),è molto lungo ma se qualcuno può farlo sarebbe utile e doveroso,io l’ho letto nel libro di Margherita Hack “libera scienza in libero stato”e vi assicuro che è molto attuale poichè la nostra scuola non ha piĂą niente i ragazzi devono contribuire alle spese per le cose necessarie,si è rovesciato tutto,la scula pubblica bisogna pagarsela e i soldi vanno alle private,siamo al top della vergogna di stato.

  12. Devil3, Sonia Alfano ha detto proprio oggi, che bisognerebbe far leggere alla Gelmini le lettere di Calamandrei ma, ha ribadito, come puoi fare leggere Calamandrei ad una che è così ignorante da non sapere probabilmente chi sia Calamandrei. Parole sante.

    E figuriamoci questa lettera di Lanza presidente del Consiglio Italiano:
    http://egida-fabio1.blogspot.com/2010/03/lo-stato-laico.html

  13. Che poi la cosa tragica più che non conoscerlo sta nel fatto che lo conosca, perché qualsiasi studente di Giurisprudenza incoccia almeno una volta nel corso degli studi, nei volumi del Commentario sistematico alla Costituzione diretto da Calamandrei e Levi. E nonostante lo conosca continua a de-linquere assecondando il suo padrone.
    <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Roma,_11_febbraio_1950_-_Discorso_pronunciato_da_Piero_Calamandrei_al_III_Congresso_dell%27Associazione_a_difesa_della_scuola_nazionale"il discorso di Calamandrei per la difesa della scuola pubblica.

  14. http://it.wikisource.org/wiki/Roma,_11_febbraio_1950_-_Discorso_pronunciato_da_Piero_Calamandrei_al_III_Congresso_dell%27Associazione_a_difesa_della_scuola_nazionale

  15. A proposito della vostra importante comunicazione in newsletter 23.3.10 “La ministra Gelmini sulla scuola paritaria:avanti tutta”, è triste dover precisare che il primo passo in quella direzione l’ha fatto il ministro Luigi Berlinguer con la legge 62 del 2000 che colloca in un unico sistema scolastico nazionale le scuole statali, le scuole pubbliche degli Enti Locali e le scuole private che chiedono di divenire “pari” alle scuole pubbliche.
    C’è in tutto ciò una contraddizione grave con l’art.33 della Costituzione, che stabilisce il diritto delle scuole private a un proprio progetto educativo, ma “senza oneri per lo Stato”. Esse, invece, con questa legge possono mantenere intatto il loro carattere di scuole private e in più possono accedere ai contributi pubblici come “scuole paritarie”, ossia pubblico-private. Un vero ossimoro, che offende la funzione della scuola dello Stato.
    Recentemente l’on Livia Turco si è espressa nella rubrica OMNIBUS allo stesso modo della ministra Gelmini. Invio il comunicato che la nostra Associazione Nazionale “Per la Scuola della Repubblica” ha diffuso all’indomani di questa indecente presa di posizione da parte di una parlamentare che dovrebbe difendere la Costituzione.
    Antonia Sani-coordinatrice dell’Ass.Naz. “Per la Scuola della Repubblica”

  16. nel marzo del 2000 con legge 62 è stato introdotto un cambiamento epocale in quello che storicamente era l’ordinamento scolastico italiano. Avvicinandoci al contesto europeo la legge 62/2000 ha rivoluzionato, infatti, il modo di concepire la scuola: non piĂą pubblica/statale e privata/non statale, ma un sistema nazionale d’istruzione formato a pari a titolo da istituzioni scolastiche a gestione statale e non statale ugualmente pubbliche.
    Pertanto quando si sente parlare di scuola pubblica e privata in realtà si è di fronte ad un utilizzo di termini superati e di conseguenza sbagliati. Si può e si deve parlare di scuola statale e non statale o paritaria ricordandosi che entrambe per legge sono pubbliche;

    - A fronte del riconoscimento giuridico avvenuto con la legge sopra citata, non c’è stato però un parallelo riconoscimento per la paritĂ  di trattamento economico. La creazione di un sistema nazionale di istruzione composto a pari titolo da scuole statali e paritarie porterebbe alla logica conclusione che per garantire una reale libertĂ  di scelta alle famiglie venisse rimosso l’ostacolo economico invece così non è in quanto la scuola statale è finanziata attraverso il prelievo fiscale (cioè dalle tasse che tutti i cittadini anche di quelli che vorrebbero mandare i loro figli in scuole paritarie pagano), mentre la scuola paritaria è finanziata quasi unicamente dalle rette che i genitori debbono accollarsi in aggiunta alle tasse pagate per un servizio di cui non usufruiscono;

    - La situazione italiana è fortemente in contrasto con quelli che sono gli standard europei. Infatti tra tutti i paesi dell’Unione Europea solo l’Italia e la Grecia non prevedono alcun tipo di trattamento equipollente tra scuola pubblica statale e scuola pubblica paritaria;

    - La Risoluzione del Parlamento europeo del 14.3.84, art. 9 sancisce: “Il diritto alla libertĂ  di insegnamento implica per sua natura l’obbligo per gli Stati membri di rendere possibile l’esercizio di tale diritto anche sotto il profilo finanziario e di accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie allo svolgimento dei loro compiti e all’adempimento dei loro obblighi in condizioni eguali a quelli di cui beneficiano gli istituti pubblici corrispondenti, senza discriminazioni nei confronti degli organizzatori, dei genitori, degli alunni e del personale”;

  17. @Maria Pinella
    Innanzitutto occorre citare l’articolo 33 della Costituzione (“Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”).
    In secondo luogo, non si capisce per quale motivo lo Stato dovrebbe finanziare (ma di fatto giĂ  lo fa a piene mani) un sistema di istruzione privata che non prevede neanche che i docenti superino regolare concorso di abilitazione.
    In terzo luogo, le ricordo che la nostra scuola pubblica non ha persino i mezzi per pagare le pulizie. Chi vuole scelgliere diversamente dalla scuola pubblica, quindi se ne addossi gli oneri economici senza togliere fondi alla giĂ  tartassata scuola privata.
    La rimando, se le interessa, alla educata querelle che è nata su questo tema tra me e Max Bruschi, consulente del ministro Gelmini, sullo spazio dei commenti a un altro articolo inerente la scuola:
    http://www.cronachelaiche.it/2010/03/scuola-scompare-la-resistenza-dai-programmi-dei-licei-e-%E2%80%9Csottintesa%E2%80%9D/