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Attualità   

L’amore che vince toglie il trono al Pdl

di Cecilia M. Calamani
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[30 mar 2010]
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bossi-berlusconiA spoglio concluso, il quadro degli equilibri politici emerso dalle elezioni regionali e amministrative è chiaro e ben delineato, almeno per chi ha l’onestà di ammettere la sconfitta senza attaccarsi a pretestuose analisi di voto che non stanno in piedi.

Secondo Berlusconi, “L’amore ha vinto sull’invidia e sull’odio, gli elettori ci hanno dato ragione“. Al di là dei penosi miscugli lessicali, quel ‘ci’ usato dal premier al posto del consueto e silviocentrico ‘mi’ esprime bene il concetto. Gli elettori hanno premiato dello schieramento di centrodestra la sola Lega, che si appropria di quasi tutto il nord Italia. Per quanto Berlusconi si attacchi al carro dei vincitori, non potrà nascondere a lungo che questo dato elettorale ridisegnerà l’assetto dei poteri all’interno dell’alleanza che lui presiede, con enormi rischi di ridimensionamento per il Pdl.

Primo partito in Veneto (35,2%), secondo in Lombardia (26,2%)  e terzo in Piemonte (16.7%), con due governatori come bottino elettorale, la massiccia avanzata della Lega fa riflettere sia a destra che a sinistra: alla prima scardina la leadership; alla seconda toglie una quantità enorme di voti storici. Gli operai del nord, come dice lo stesso Bossi, non votano più a sinistra come negli anni ‘70, votano Lega.

Ora, prendiamo un candidato esemplare della Lega: Renzo Bossi, primogenito del Senatur. Ha ripetuto l’esame di maturità ben tre volte, tanto da meritarsi dallo stesso padre –  che in gioventù pare millantasse una laurea in medicina avendo come unico titolo di studio un diploma per corrispondenza alla scuola Radio Elettra – l’appellativo di “trota”. Nonostante il rampollo di casa Bossi non abbia mai brillato per particolari virtù culturali e politiche, è il primo eletto del suo partito nella provincia di Brescia e si è guadagnato, quindi, un posto da consigliere regionale in Lombardia.

I meriti? Un paio di incarichi procurati dal padre in perfetto stile nepotista (portaborse dell’europarlamentare Speroni per il modico stipendio di circa 12.000 euro al mese; consigliere di direzione dell’ “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo” per l’Expo milanese del 2015), una denuncia dell’Arci (istigazione all’odio razziale)  per aver creato su Facebook il gioco “Rimbalza il clandestino”, sfoggio di magliette Lega style con la scritta ‘Schiavi di Roma mai!’ accompagnata da un esplicativo pugno chiuso con dito medio alzato a rafforzare la promessa.

Bisogna riconoscere però, al giovane Renzo, l’impegno sul territorio e tra la gente, ossia quella politica di base per la cui assenza il Pd, e prima i Ds, hanno perso gran parte dei voti del nord operaio.

Ora, a destra come a sinistra ci si dovrebbe chiedere come mai vengono eletti a furor di popolo dei personaggi che sanno a mala pena leggere, scrivere e far di conto, che fanno del populismo la loro arma di battaglia, che sfoggiano un ignorante e becero razzismo ieri contro i meridionali, oggi contro gli immigrati.

renzobossiViene da pensare a un’Italia sempre più ignorante e sempre più insicura, che si riconosce nei valori forti propugnati ad arte per sviare l’attenzione dai problemi reali del Paese.

Che siamo sempre più ignoranti è un dato certo. La scuola da decenni è vittima di tagli ingiustificati e ingiustificabili che abbassano il livello culturale della popolazione. L’analfabeta non è più colui che non sa leggere e firma i documenti con la X come poteva succedere cinquant’anni fa. L’analfabetismo contemporaneo è molto più diffuso e più subdolo di quanto non si possa pensare. Si può avere un diploma di scuola superiore ed essere analfabeti, ossia talmente ignoranti da non avere alcun mezzo per distinguere l’informazione dalla disinformazione, la verità dalla menzogna, la realtà da una sua rappresentazione falsata ad libitum che qualcuno vorrebbe farci avere.

Aggiungiamo a ciò la televisione, quella scatola magica che, dalla comparsa di Mediaset e la successiva rincorsa della Rai a eguagliare la tv ‘commerciale’ – ossia spazzatura – da essa proposta, ha lobotomizzato milioni di italiani.

Da Uomini e donne all’Isola dei famosi, questi sono i programmi che la nostra gioventù (e purtroppo non solo) vede, sui quali si confronta, dai quali prende i valori.

In questo clima, se a un disoccupato del profondo Nord con simil livello culturale qualcuno dice che lui non ha lavoro perché gliel’hanno rubato gli immigrati, che lui non ha casa perché bisogna darla agli immigrati, che la sanità non funziona perché ci sono gli immigrati da curare, che suo figlio non viene preso all’asilo nido perché gli passa avanti un bambino rom, lui ci crede.  Non sa e non potrebbe informarsi: non ne è capace, non ne ha i mezzi, lo Stato non glieli ha forniti. Ha bisogno di un capro espiatorio, chi meglio dell’ultimo anello della scala sociale per catalizzare la sua rabbia?

Idem per il vento secessionista e l’ormai in disuso ‘Roma ladrona’. Il nord produce ricchezza a tutto vantaggio di Roma o, peggio, dei terroni del Sud. Secessione!

lega nord clandestiniEcco cosa preoccupa di questa strabiliante vittoria leghista. L’ignoranza di cui ci stiamo nutrendo ormai da decenni trova la sua massima espressione, almeno al nord, nella Lega, che ne incarna tutti i peggiori valori: l’arroganza, la xenofobia, il luogo comune, il qualunquismo, la banalità. Pericolosissimi fattori di destabilizzazione politica, economica e sociale.

La Lega siamo noi, verrebbe da dire, la faccia peggiore dell’Italia. Il prodotto di una scuola che ha fallito, di una televisione che annega i cervelli in mondi che non esistono, di un malcontento che la politica di destra e di sinistra crederebbe di arginare con giri di parole e promesse da salotto delle quali la gente è stufa.

Il leghista doc parla al livello della gente, del disoccupato, di chi non ha la casa, di chi aspetta un anno per un’operazione in ospedale, di chi è costretto a mandare il figlio all’asilo privato perché quello comunale non ha posti. Il leghista doc agisce. Protesta, brucia bandiere, usa senza troppe remore il vilipendio, si organizza, fa le ronde, indossa la camicia verde. E, se per caso viene eletto in un’amministrazione pubblica, non perde occasione per mettere in pratica i principi razzisti urlati nelle piazze: proposte di rastrellamento per i clandestini, richieste alla popolazione di denunciarli, borse di studio, parcheggi e case riservati ai soli italiani, addirittura il Natale bianco (White Crhistmas) e test psichiatrici per stranieri. Al livello nazionale, invece, il reato di immigrazione clandestina, unico esempio nei paesi civilizzati.

Qual è il futuro che si prospetta ora, che la Lega ha conquistato imperiosamente tutto il nord? Certamente un ridisegno dei pesi nell’asse Lega-Pdl che porterà a un asservimento di quest’ultimo ai voleri del forte alleato. La destra è ora vittima di un meccanismo che non ha voluto riconoscere e bloccare in tempo, per comodo personale, per calcolo elettorale. Per anni ha bollato le iniziative leghiste come semplici e innocue pagliacciate. Ma ora che l’allievo supera il maestro che farà? Come la prenderanno Gianfranco Fini e i suoi, ai quali la leadership di Berlusconi sta già stretta da tempo? Difficile pensare a una seria analisi politica e sociologica da parte di un partito, il Pdl, che fa della propaganda la sua arma di forza. Difficile pensare che rimetta in discussione il ruolo della scuola, il cui livello da minimi europei fornisce materia prima alle sue stesse file.

Sperare, per contro, in una seria analisi da parte di un centrosinistra che non è neanche in grado di riflettere sulle sue sconfitte, di imparare dai propri errori, di uscire da quelle logiche di apparato e di alleanze (s)convenienti che lo hanno trasformato in una brutta copia di se stesso, sembra, ad oggi, ancor più peregrino.

Cecilia M. Calamani

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4 commenti
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  1. Gran bell’articolo Cecilia, rende bene l’idea, che orrore. Io scrivo dalla provincia di Roma ladrona (che però il posto caldo in parlamento glielo tiene), e anche qui, anche se non si avverte ancora la presenza della Lega la situazione mi amareggia ugualmente. L’unica speranza, l’unica consolazione è la Puglia di Vendola, sperando che costituisca, per altri quattro anni, un esempio. Sperando soprattutto che per Vendola inizi l’ascesa ai “piani alti” della politica italiana.
    Per quanto riguarda lo spostamento dei voti e altri spunti di riflessione sulla politica italiana degli ultimi anni, consiglio un libro che mi ha aiutato a comprendere meglio lo scenario. In realtà analizza le ultime elezioni politiche, ma credo che sia utile anche per capire le dinamiche di queste e sia uno studio approfondito su varie questioni. Anche se apparentemente, per via di numeri e statistiche, può sembrare un po’ noioso, secondo me è ben scritto e contiene delle affermazioni e dei dati molto interessanti.
    Intanto vi dico qual è:
    http://www.ibs.it/code/9788815127396/-itanes/ritorno-di-berlusconi-vincitori.html
    Buona giornata!

  2. Sottoscrivo dalla prima parola all’ultima, davvero un bell’articolo, allargando il discorso al centro destra segnalo oltre alla presenza sul territorio (della Lega ma non solo) e all’ignoranza culturale degli elettori anche quella emotiva; mi spiego: chi è madre o padre e tutti quelli che sono abili nel raccontare con successo storie ai bambini ricevendo il loro consenso stupito e assoluto, sono eccellenti leader politici anche se non lo sanno.
    Si, ha vinto chi ha saputo con semplicità narrare, chi ha affascinato raccontando una storia, interessante, che ha saputo toccare i sentimenti, fantasiosa, intrigante, accattivante, fantasmagorica ma elementare (Non solo il centro destra l’ha fatto ma anche Vendola che così ha vinto). Racconto coinvolgente di un avvenimento salvifico che, anche se oggi non c’è ancora, domani -se voti il narratore- sicuramente accadrà.
    Narrazione che muove i sentimenti, i sogni non realizzati e così appassiona per davvero.
    Favola che i vincitori hanno saputo comunicare come assolutamente reale e possibile.
    Come nei film e nelle favole non importa che la storia sia verosimile, importa che piaccia al pubblico, così se ci si crede diventa vera.
    Ha invece perso chi la storia da raccontare non ce l’aveva così ha annoiato i bambini mentre cercava soluzioni ai problemi reali, mentre si lagnava un giorno altezzoso e l’altro confuso con chi la storia la stava raccontando. Certo il problema è l’infantilità emotiva degli elettori, ma intanto che crescono è opportuno che la sinistra tutta sia consapevole di come stanno le cose.
    Bruno Vergani

  3. Mi pare di aver letto tempo fa che quel poster sia un “tarocco”.
    Non ne sono sicuro e forse mi confondo con un altro..però attenzione lo stesso :)

  4. @Chiara
    grazie per la segnalazione!
    @Bruno
    ottimo spunto. infantilità emotiva o crassa ignoranza (o forse la seconda che alimenta la prima, perchè da adulti la favola ha il sapore della superstizione) sono solo due aspetti di un unico problema.
    @Danx
    l’ho trovato in rete e ce ne sono di diverse versioni, riportate anche da siti accreditati, ma controllerò meglio, grazie :-)