Seguimi su Libero Mobile
   

Attualità   

Il Pdl alle elezioni nel Lazio, vittimismo preventivo

di Cecilia M. Calamani
Bookmark and Share

[29 mar 2010]
Print Friendly

Maurizio_GasparriCome noto, la lista romana del Pdl è stata esclusa per evidenti irregolarità amministrative, vale a dire perché è stata presentata in ritardo sul termine ultimo di ammissione.

Dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi e dei suoi, secondo le quali qualche fantomatica forza del male avrebbe negato al Pdl il diritto di voto nel Lazio, arriva ora, direttamente nei seggi, la reazione pratica. 3000 ‘gladiatori’ del Pdl sono stati sguinzagliati nella capitale per far rispettare l’editto di Fabrizio Cicchetto, capogruppo Pdl alla Camera. “Chi vota Polverini e aggiunge sulla scheda un nome noto del nostro partito romano, oppure quello di un consigliere uscente, esprime una chiara intenzione di voto per la presidente”, recita il vademecum del Pdl. Quindi, pur considerando nulla la preferenza su un nome che, di fatto, è inesistente, il voto per la lista e per la Polverini deve risultare valido.

Il prefetto di Roma ha subito emesso una circolare in merito: “La giurisprudenza prevalente del Consiglio di Stato  è ferma nel ritenere nullo il voto che non corrisponde a nessuno dei candidati (…), salvo che, per tipo di errore e per la collocazione del nominativo, possa ritenersi che si tratti esclusivamente di un errore dell´elettore dovuto a ignoranza”. Uno spiraglio, quindi c’è: l’errore dovuto a ignoranza. Ed è questo che il Pdl cavalcherà fino in fondo, anche a dispetto dell’articolo 48 della Costituzione (un nome inesistente potrebbe rendere riconoscibile il voto che quindi non sarebbe più ‘segreto’).

Interessante l’interpretazione di Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato: “La circolare del prefetto è chiarissima. Non si giochi a imbrogliare ulteriormente. Non bastano i pacchi bomba e le minacce di ogni tipo? Si vorrebbe ancora sabotare la legalità repubblicana?“.

Per chi avesse qualche dubbio residuo sullo sconcertante tempismo dei pacchi bomba recapitati nei giorni scorsi, è arrivata una chiara e autorevole risposta: il Pdl è vittima di complotti antidemocratici.

La strategia è sempre la solita, dunque, il vittimismo. Che, come il presunto imbroglio, diventa preventivo. Ma gli elettori del Pdl non si stancano mai di sentir ripetere sempre le solite balle?

Cecilia M. Calamani

Bookmark and Share


Tags: , , , , , , , ,

3 commenti
Lascia un commento »

  1. Cara Cecilia,

    proprio non è stata presentata la lista pdl.

    Però con Berlusconi & Soci si doveva chiedere l’intervento dei caschi blu dell’Onu. Se nel Lazio vince la Bonino questi faranno la rivoluzione

  2. Gli elettori del PdL si definiscono sempre di più come una peculiare quanto insondabile categoria antropologica a parte, che sfugge alla comprensione dei (pochi rimasti) normali cittadini. Sarebbe auspicabile, anzi, urgente, che i più insigni luminari della materia si decidessero a fornirci lumi al riguardo!
    Nell’attesa, non si può che rimanere sconcertati e preoccupati di fronte alla capacità dei dirigenti di partito di manipolare la realtà e a quella del suo elettorato di trangugiare qualuque intruglio di menzogna, arroganza, vittimismo e irresponsabile sconsideratezza.

  3. @Giulia
    Infatti hanno già iniziato. Temo che ne vedremo delle belle (anzi delle brutte), lo temo davvero. La democrazia è un concetto troppo sconveniente.