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Attualità   

Il nuovo dogma laico italiano: l’infallibilità del Presidente della Repubblica

di Alessandra Maiorino
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[8 mar 2010]
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Napolitano Giustificazione C SNel gran balletto di commenti, critiche, ammonizioni e anatemi lanciati in questi giorni dai politici di ogni schieramento, a qualcuno sarà certamente sfuggito, ma in Italia è stato appena sancito un nuovo dogma. Un dogma di natura laica: l’infallibilità del Presidente della Repubblica.

Come è noto, nottetempo, e con una celerità da far invidia a Speedy Gonzales, Napolitano ha firmato il «decreto interpretativo» partorito in fretta e furia dal Consiglio dei Ministri, atto a consentire di annullare i pasticci commessi dai rappresentanti del PdL che dovevano depositare, come hanno fatto i rappresentanti di tutti gli altri partiti, i documenti necessari all’iscrizione della lista PdL per la Polverini nel Lazio.

Napolitano, dobbiamo ricordarlo, nei mesi scorsi ha firmato di tutto, tanto che non può non tornare alla mente una scena dell’intramontabile marchese del Grillo. Quando il suo amministratore imbroglione gli sottopone degli improrogabili conticini da firmare urgentemente, il marchese, assonnato e svogliato, firma anche il calendario. Il suo sottoposto glielo fa notare e il marchese risponde: «Embé, paga pure questo! Che m’emporta?»

Scherzi a parte, e senza voler entrare nel merito delle competenze istituzionali, i normali cittadini si domandano inevitabilmente se sia proprio vero che il Capo dello Stato non possa far altro che firmare. Se è così, infatti, la sua firma non garantisce la costituzionalità del provvedimento in questione, ma si limita a ratificarlo; se invece la sua firma garantisce la costituzionalità dello stesso, allora non può essere vero che egli debba firmare ogni provvedimento che gli viene sottoposto.

Di Pietro, da solo, chiede l’impeachment, mentre l’opposizione si indigna e si straccia le vesti per il decreto in sé, facendo salvo, però, il Presidente della Repubblica che lo ha firmato.
A far quadrare il cerchio, quindi, ci ha pensato il presidente della Camera Gianfranco Fini. Il più laico rappresentante dello schieramento di centro-destra è anche l’autore del nuovo dogma laico. In risposta alla posizione di Di Pietro, infatti, si è così espresso: «La posizione dell’onorevole Di Pietro è francamente incomprensibile e comunque inaccettabile, perché evidentemente non sa o finge di non sapere che il capo dello Stato, quando firma un decreto, lo fa unicamente se quel decreto ha i requisiti necessari ai fini di costituzionalità».

Ipse dixit, pertanto, e chi si azzarda a muovere critiche o ad avanzare perplessità, è tacciato di eresia. Se il Presidente della Repubblica ha firmato, l’intera Italia, con tutti suoi 60 milioni di abitanti, può dormire sonni tranquilli. Il Capo dello Stato è infallibile nell’esercizio delle sue funzioni; i decreti firmati, di qualunque natura essi siano, e qualunque nuovo privilegio sanciscano, divengono, ipso facto, giusti e costituzionali. A noi, che non abbiamo più neanche il diritto di esprimere dei dubbi al riguardo, non resta che augurarci: e così sia.

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