Autodeterminazione
Il diritto di non soffrire. Una legge per la terapia del dolore
di redazione [14 mar 2010]
Il dolore va curato come la malattia. Anche l’Italia si munisce di una legge che tutela e garantisce la terapia del dolore e l’accesso alle cure palliative, quelle cioè finalizzate al benessere dei malati terminali per i quali non esistono più terapie atte alla guarigione.
“Ogni paziente inguaribile è curabile: questo è il principio delle cure palliative. Le cure palliative sono destinate a soddisfare i bisogni del malato non guaribile e della sua famiglia, non tralasciando nulla di ciò che potrebbe provocare dolore fisico, psichico, spirituale. Ciò significa prevenire e contenere i sintomi tipici delle malattie irreversibili, ma anche garantire il miglior supporto psicologico, spirituale e sociale alla persona malata e alla sua famiglia” [da Wikipedia].
Il ddl approvato dalla Camera va a colmare, finalmente, un grosso vuoto legislativo italiano. Dopo circa dieci anni, ma alla fine anche il nostro Paese si è messo al passo con i Paesi nord europei e anglosassoni. Il fine della legge è di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze.
“La legge in esame – ha dichiarato Ministro della Salute Ferruccio Fazio – migliora la qualitĂ di vita di chi vive in una situazione di sofferenza fisica e sostiene le famiglie, che vivono quindi un dramma non paragonabile agli altri drammi.”
I malati terminali in Italia che ogni anno necessitano di cure palliative sono 250 mila, 160 mila sono oncologici e 90 mila con altre patologie: patologie cardiache, respiratorie, neurologiche e infettive.
La nuova norma prevede regole meno macchinose per l’accesso ai farmaci antidolore e maggiore attenzione alle strutture sul territorio. Inoltre prescrive che ogni ricoverato sia monitorato dai medici che lo hanno in cura anche sotto l’aspetto del dolore. Un obbligo che oggi esiste solo per i malati terminali e che ora si estende a tutti i pazienti, indipendentemente dalla patologia per la quale vengono ricoverati, con obbligo di annotare le osservazioni sulla cartella clinica. Per assicurare le cure palliative e le terapie del dolore, inserite nel piano sanitario nazionale come obbiettivo prioritario, è stato previsto il rafforzamento delle strutture sanitarie, sia ospedaliere che territoriali (hospice), nonché delle figure professionali che provvedono all’erogazione delle cure.
Con questo ddl si semplifica le prescrizione dei medicinali per il trattamento dei pazienti affetti da dolore: non sarà più necessario da parte del medico utilizzare un ricettario speciale ma il farmacista conserverà copia o fotocopia della ricetta.
L’Italia, oltre a recuperare il tempo perduto, con questa norma si inserisce anche tra i primi Paesi europei a garantire le cure palliative ai bambini. Questa legge, infatti, rappresenta una “svolta epocale” anche per gli undicimila bambini e adolescenti affetti da malattie inguaribili, in quanto viene sancita, una volta per tutte, la specificitĂ pediatrica nell’ambito della terapia del dolore.
Gli aspetti piĂą rilevanti del testo legislativo riguardano:
- Rilevazione del dolore all’interno della cartella clinica
Reti nazionali per le cure palliative e per la terapia del dolore
Semplificazione delle procedure di accesso ai medicinali impiegati nella terapia del dolore
Formazione del personale medico e sanitario

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approvo appieno questa decisione era l’ ora ke anke l’ italia facesse qualcosa di umano