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Nuova Zelanda, Global gossip

di Alessandro Capece
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[11 mar 2010]
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bandiera_nuova_zelandaIl vescovo ausiliario di Auckland (Nuova Zelanda) ha scritto sul quotidiano di Christchurch, “The Sun”, che in una società democratica è sorprendente che si voglia impedire agli atei di esporre le proprie posizioni e che le religioni devono dimostrare la validità delle loro convinzioni senza pretendere che gli Stati proteggano i loro privilegi.

Un discorso così laico è reso possibile dal fatto che la Chiesa Anglicana è assai più avanzata di quella Cattolica. Ma il vero motivo che ha indotto il religioso a fare questa riflessione sta nella considerazione che le numerose etnie che compongono la società neozelandese si sono amalgamate in modo così perfetto che nessuna pretende di imporsi sulle altre, le guarda con rispetto e riconosce loro i suoi stessi diritti.

La piacevole conseguenza di questo stato di fatto è che sono sparite le tensioni, la società è diventata pienamente laica e democratica, il benessere si è ampiamente diffuso e il Paese, grazie al superamento dell’esigenza di invocare la protezione di qualche divinità e della paura del diverso, si sta avviando all’agnosticismo collettivo.

Un popolo che ama la Natura e lo Sport è capace di provvedere ampiamente a se stesso, in quanto non ha bisogno di entità immaginarie, come divinità alle quali rivolgersi per aiuto o nemici contro cui scagliarsi per dimostrare a se stesso di essere coraggioso e invincibile.

Questo desiderio irreprimibile di liberarsi di fantasmi del passato l’ho trovato espresso in una insegna, “Global Gossip”, che campeggiava in uno degli innumerevoli villaggi turistici che sorgono come funghi lungo le coste di questo Paese di cui non ho visto l’uguale.

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2 commenti
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  1. IL rispetto dell’altro indipendentemente dal suo credere o non credere è la cosa migliore per stare insieme in qualsiasi latitudine.

  2. Il rispetto degli altri a prescindere, Devil, è la base della laicità, della democrazia, del progresso e della civiltà.
    Qui ci sono arrivati ed io sono convinto che, volenti o nolenti, ci arriveremo tra poco anche in Italia, alla faccia dei preti, dei politicanti e dei liberisti.