Attualità

Elezioni 2010, come andrà a finire?

di Eleonora Gitto [20 mar 2010]

votaQueste elezioni amministrative 2010 si stanno rivelando sempre più pasticciate e contorte. E’ accaduto di tutto. Liste escluse e poi riammesse, liste in attesa di giudizio e liste bocciate definitivamente. Talk show politici oscurati, decreti salva liste, polemiche accese fra governo e magistratura, intercettazioni, scandalo tangenti.

E poi ci sono i manifesti Pdl firmati Greenpeace, i manifesti che invitano a votare Gesù Cristo perché “è l’unica soluzione†, e chi più ne ha più ne metta. E’ di queste ore la notizia che la lista di Sgarbi è stata riammessa alle elezioni regionali del Lazio. Una volta rientrato in gara, però, chiede a viva voce il rinvio delle elezioni. “Non rinviare il voto è fascismo“, tuona mentre si appresta a presentare ricorso per far slittare il voto. La sua richiesta è appoggiata, ovviamente, dal Premier Berlusconi.

Ma non è tutto. Il Consiglio di Stato nelle prossime ore deciderà in merito al ricorso della riammissione della lista Pdl a causa del decreto “salva-listeâ€. Che cosa succederà a questo punto? Se la lista del Popolo della libertà dovesse essere riammessa, si potrebbe verificare: 1) si rinviano le elezioni attendendo che il decreto salva liste diventi legge a tutti gli effetti; 2) si vota regolarmente ma, in seguito, in caso di sconfitta del Pdl, la maggioranza di Governo potrebbe decidere di non trasformare il decreto salva-liste in legge e, quindi, sarebbero annullate retroattivamente tutte le elezioni svolte con gli effetti del decreto legge.

In tutto questo a Milano sono spuntati dei manifesti che invitano a non andare a votare. Non portano nessuna firma, non si sa di chi siano. In ogni caso, gli ideatori devono essere proprio convinti del loro appello se sono disposti a correre il rischio, nel caso fossero sorpresi, di incappare oltre che in una multa salata per affissione abusiva, anche nella sanzione ben più grave per stampa clandestina.

Chi come noi non rinuncerebbe mai a esercitare il proprio diritto al voto, considera questi manifesti oltre che strani, anche illegittimi. Indubbiamente, però, non si può nascondere che sia i manifesti di Greenpeace, sia quelli che annoverano fra i candidati Gesù,  sia quelli che invitano ad astenersi dal voto,  esprimono tutti un palese malessere diffuso.

Quelli sull’astensione però sono quelli che più preoccupano.  I dati su questo fenomeno parlano di un impressionante aumento progressivo in tutto il mondo del “partito degli astensionistiâ€.  E sembra destinato a crescere in questa tornata elettorale italiana. Gli ultimi sondaggi, infatti, informano che alla domanda “Alle prossime elezioni regionali, il primo partito sarà quello degli astensionisti?â€, quasi il 65% degli intervistati ha detto sì.

Un dato davvero preoccupante. L’astensione nega il senso civico. L’invito a non votare nega la democrazia. Sicuramente lo scoramento che attraversa la maggior parte degli italiani, per alcuni versi è comprensibile, e lo diventa ancora di più se tornano alla mente le ultime vicende elettorali. Comunque sia, alle urne bisogna andare. Non si può rinunciare al diritto-dovere di esprimere il proprio voto, per nessun motivo. Fosse anche, paradossalmente, per esercitare il proprio diritto al non-voto, se proprio dovesse essere impossibile riconoscersi in qualche schieramento.

Già, il non-voto. Che cosa succederebbe se tutti gli elettori esercitassero questo diritto? Questa è la domanda da cui muove il libro “Saggio sulla lucidità†del grande Josè Saramago. Nel libro si fa della fantapolitica. Saramago è un maestro nel descrivere posti e situazioni surreali. Ma i suoi avvertimenti sono perle di saggezza e molto lungimiranti. Il libro, che è il seguito dell’altro suo grande capolavoro “Cecitàâ€, parla di una città inventata in cui si sta svolgendo una tornata elettorale. Tre partiti si contendono il potere: destra (p.d.d.), centro (p.d.m.) e sinistra (p.d.s.). Una brutta giornata e, nelle prime ore, nessuno si reca alle urne. Appena le condizioni atmosferiche migliorano, fuori dai seggi si formano lunghe le code. Tutti sembrano essere animati dal grande desiderio di espletare l’inderogabile dovere civico. Il risultato elettorale, però, con grande sorpresa di tutti, è sconvolgente: oltre il 70% delle schede valide è un voto in bianco. Le elezioni non sono regolari e vanno rifatte. Il secondo scrutinio, tuttavia, è ancora più devastante del primo: l’83% sono schede bianche. Il potere è attonito, sconcertato, spiazzato. Il Governo (di destra) abbandona la capitale. È dichiarato lo stato d’assedio. Poi si mettono in campo tutte le macchinazioni e contromisure per attutire quel colpo brutale. Il meccanismo del voto, perno su cui si fonda la democrazia, era stato violato. Bisognava correre ai ripari e ristabilire la normalità. Dopo varie vicende, i cittadini alla fine si organizzano e mostrano di cavarsela lo stesso da soli.

L’avvertimento di Saramago è che in ogni democrazia la famosa “scheda bianca†ha un potere distruttivo enorme. Ed è questo il rischio che si corre se con lucidità si arriva collettivamente alla consapevolezza che il voto è un atto vuoto e inutile dal momento che, reiteratamente, chi lo esprime constata, con crescente amarezza, che non può in alcun modo influire sulla realtà. Una realtà che continua, nonostante tutto e a prescindere dal volere dei cittadini, a essere avvelenata da collusioni politico-affaristiche, pilotata da media asserviti al potere, regolata da leggi di mercato che fagocitano tutto, diritti umani compresi.

Come andrà a finire, dunque? Non lo sappiamo. Non sappiamo se ci sarà il rinvio del voto. Non sappiamo se le elezioni saranno successivamente inficiate. Non sappiamo nemmeno chi potrebbero essere i vinti e i vincitori. Ma questa è una domanda che al momento sembra inutile porsi. Piuttosto, alla luce di ciò che sta accadendo e degli umori di piazza, la domanda da porsi è: quanti elettori si recheranno alle urne?

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3 commenti
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  1. “Come andrà a finire, dunque? Non lo sappiamo.” Cara Eleonora, non scomodo le Profezie, che ci dicono molto chiaramente, purtroppo, come ci andrà a finire, ma la Storia: quando la democrazia arriva a questo stadio, non può che finire in una dittatura, passando per il colpo si stato, preceduto, spesso, dalla guerra civile. Chi, comunque, crede nella Democrazia (questa volta la scrivo con la maiuscola) non può che votare, far votare e tentare in tutti i modi di partecipare, localmente o nazionalmente, alla gestione della cosa pubblica, denunciando crimini, silenzi, connivenze e cooperando quando si tratta del bene comune. La Destra, che in questo momento storico è la responsabile principale della sfiducia dei cittadini verso le Istituzioni, dovrebbe avere il coraggio di rinunciare alla persona che ne ha alterato i connotati, trasformando il Governo e il governare in una pagliacciata.

  2. Concordo Aldo, il voto non si può disertare, soprettutto oggi…Ma sto in giro, sento gli umori e…mi viene lo sconforto…molti dicono che non andranno, tanti dicono che annulleranno la scheda ( non ti dico con quali frasi!!!), altri che decideranno alla fine…che dire??? penso che ancora una volta vincerà l’astensione e il voto clientelare…nessuno parla di Democrazia (anch’io con la maiuscola!), nè di coalizioni…e c’è altro che non è il caso di dire in pubblico…
    Un abbraccio solidale ;)

  3. [...] Per approfondire consulta articolo originale: Elezioni 2010, come andrà a finire? – Cronache Laiche [...]