Seguimi su Libero Mobile
   

Attualità   

(dis)Informazione da regime, una ‘lurida frode’

di Cecilia M. Calamani
Bookmark and Share

[3 mar 2010]
Print Friendly

berlusconi e augusto minzoliniInformazione: la trasmissione e ricezione di messaggi relativi a notizie o nozioni ritenute utili o addirittura indispensabili per l’individuo o la società”. Così recita il Dizionario della lingua italiana di Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli a proposito di uno dei termini cardine di ogni democrazia.

Chi non conosce un fatto non può crearsi un’opinione, mentre chi lo acquisisce ‘distorto’ avrà un’opinione condizionata dalla errata informazione che ha ricevuto.

Entrambi i casi si verificano quando l’informazione non è un diritto del cittadino e un dovere del servizio pubblico, ma un braccio del potere politico. La storia ci insegna, se ancora abbiamo memoria, cosa significhi solitamente tutto ciò. Il termine tecnico è dittatura: “Regime politico, palesemente o no, autoritario e totalitario” (ibidem).

Il ricorso all’abc della semantica, il dizionario, è dovuto. Le parole sono importanti, hanno dei significati, veicolano dei messaggi, devono essere utilizzate con precisione. Altrimenti, l’interlocutore rischia di fraintendere l’informazione che gli stiamo dando. O, per contro, di percepirla esattamente come vogliamo che faccia. In ugual modo, tacere una notizia “ritenuta utile o addirittura indispensabile per l’individuo o la società”, per il servizio di informazione pubblico, è un attentato alla democrazia.

Il nostro Governo, complice certa (dis)informazione, si sta macchiando di entrambe le colpe, in modo ancor più plateale di quanto abbia fatto finora.

Primo. Mette a tacere tutti i programmi di informazione e approfondimento del servizio pubblico invocando una par condicio pre elettorale che, per legge, andrebbe applicata solamente alle tribune politiche.  Questo significa che i cittadini non verranno informati, e non solo di ciò che riguarda il mondo politico. Un esempio: sono appena stati pubblicati i dati Istat relativi al 2009. Diminuzione del Pil (-5%), diminuzione delle entrate totali (-1,9%),  aumento della pressione  fiscale (+0,3%), aumento della disoccupazione (+1,3%). Un disastro.

Il servizio pubblico informerà gli italiani? No, perché le trasmissioni attualmente in palinsesto,  non soggette alla mannaia della censura, si occupano di intrattenimento e non di informazione. Fosse mai che, a un passo dalle elezioni, qualcuno possa incolpare il Governo per il modo balordo in cui ha gestito (e negato) la crisi finanziaria? Fosse mai che gli scandali tangenti-appalti-sesso che coinvolgono i nostri amministratori vengano sbattuti in faccia agli italiani a un mese dal voto? Sarebbe di cattivo gusto!

Una minoranza di italiani leggerà i giornali (quelli non controllati dal presidente del Consiglio) o  si informerà sul web, a tutti gli altri è negato sapere che l’Italia è a un passo dal baratro economico, che la Protezione civile è nel fango, che a L’Aquila la ‘ricostruzione’ è stata un’operazione di facciata, oltre a tutte le altre notizie già da tempo sotto il silenziatore Rai-Mediaset.

Secondo. Fornisce, attraverso la televisione pubblica, informazioni artatamente deviate. Prendiamo, a titolo di esempio, il modo in cui il Tg1 del 26 febbraio ha ‘informato’ gli italiani della prescrizione del processo a carico dell’avvocato Mills per corruzione in atti giudiziari.

Questo il titolo di testa della notizia: “Dopo l’assoluzione dell’avvocato Mills polemiche le opposizioni, la maggioranza dice <vittoria della giustizia>“. E questo l’incipit del servizio: “Il giorno dopo della sentenza di assoluzione, la politica si divide sul caso Mills”.

Anche qui, ai più resterà ciò che dice il servizio pubblico: l’avvocato Mills è stato assolto. Il che significa, visto che la Magistratura è sovrana, che Mills non era colpevole. Una mistificazione indegna di ogni giornalista.

Per fortuna, questa volta, è partita la protesta civile. Visto che i giornalisti, di cui il Tg di Minzolini infanga la dignità e la professionalità, tacciono, ci pensano i cittadini a rivolgersi a Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine dei giornalisti, e a Paolo Garimberti, presidente della Rai, con una lettera che verrà presentata in settimana. Nel testo, uno stralcio di articolo di Michele Serra ben sintetizza la gravità della situazione:

Per un giornalista manomettere la verità è un crimine, tal quale per un fornaio sputare nel pane che vende. Qui non si tratta di opinioni, di interpretazioni, di passione politica. E’ proprio una frode, una lurida frode che non descrive più l’aspra dialettica di un paese spaccato, descrive qualcosa di molto peggiore: l’impunità conclamata di chi mente con dolo, con metodo, con intenzione, sicuro di non doverne rispondere ad alcuno (all’Ordine dei giornalisti? è più realistico sperare che intervenga Batman)“.

Siamo gabbati da un Governo e dai suoi lacchè televisivi. Mistificano la realtà, ribaltandone la rappresentazione nella testa dei cittadini attraverso le parole. Serra ha ragione, è veramente una lurida frode.

Cecilia M. Calamani

Bookmark and Share


Tags: , , , , , , , , , , , ,

6 commenti
Lascia un commento »

  1. Minzolini come chiunque altro giornalista Rai che non vuole problemi, deve rispondere solo al Premier, non agli italiani da cui dipende. Sapendo questo, dovremmo tutti spegnere la tv.

  2. Particorarmente aggressivo, questo post. Non è un caso isolato di post al limite del “mò basta!” Ne stanno facendo di ogni… ci sarà un limite a tali nefandezze? Meno male che il tempo scorre…

    http://egida-fabio1.blogspot.com/2010/02/se-non-e-commedia-questa.html

  3. @Fabio, se il tempo scorre nel modo decritto dal tuo post, stiamo freschi! :-)
    Molto esilarante, devo dire, anche se spaventosamente vicino alla realtà….
    @Danx: già, spegnere la tv è l’unica soluzione. Il problema è spiegarlo proprio a quei teledipendenti che bevono ogni idiozia o deformazione prodotta da Rai e Mediaset…

  4. Ottimo articolo! ;) ….anch’io ho aderito alla lettera che verrà portata Venerdì alla Rai…ma credo che serva solo a fargli capire che la gente se ne accorge dei loro giochetti, ma questo non farà altro che aumentare la loro bravura nel dirle meglio…. a parer mio! -_-”

  5. la verità fa paura a questi uomini di m….,solo quando ci sono tanti servi a diaposizione si può mandare in malora un paese senza rivolte.Ho finito di vedere in una TV privata ” Orwell 1984″ e ho pensato che ci siamo molto vicino.Ho esagerato?

  6. Con questa feccia dobbiamo prendere le distanze, scendendo a protestare nelle piazze, tanti non se ne stanno accorgendo che sta riprendendo piede la dittatura fascista. riguarda la Rai non basta spegnere la TV, ma dobbiamo associarci per non pagare più il canone, visto che ci trasmettono tutte le notizie pilotate dalla politica.