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	<title>Commenti a: Decreto &#8216;salva liste&#8217;, Stato di diritto addio</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 12:37:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Carlo Rossi</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/03/decreto-salva-liste-stato-di-diritto-addio/comment-page-1/#comment-22574</link>
		<dc:creator>Carlo Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 12:23:55 +0000</pubDate>
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		<description>Certo la Corte costituzionale potrà intervenire.
Ma sulla non retroattività va detto che si tratta di un limite non sempre invalicabile. Per esempio è stabilita dalla Costituzione in materia penale a favore del reo. Ma non si tratta di un principio generale.
Mi pare davvero che la soluzione migliore, appunto la più conforme al principio democratico, sia quella di lasciar decidere gli elettori, che certo puniranno i comportamenti peggiori.
Saluti.

Carlo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo la Corte costituzionale potrà intervenire.<br />
Ma sulla non retroattività va detto che si tratta di un limite non sempre invalicabile. Per esempio è stabilita dalla Costituzione in materia penale a favore del reo. Ma non si tratta di un principio generale.<br />
Mi pare davvero che la soluzione migliore, appunto la più conforme al principio democratico, sia quella di lasciar decidere gli elettori, che certo puniranno i comportamenti peggiori.<br />
Saluti.</p>
<p>Carlo</p>
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		<title>Di: Cecilia Calamani</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/03/decreto-salva-liste-stato-di-diritto-addio/comment-page-1/#comment-22556</link>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:53:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=3591#comment-22556</guid>
		<description>@Carlo
Sarà la Consulta a decidere se le argomentazioni di Napolitano sono convincenti, come tu affermi. 
Ci tengo però a sottolineare che il &#039;vuoto formalismo&#039; è un concetto relativo. Con la scusa del vuoto formalismo si possono stravolgere le leggi, addirittura in modo retroattivo, ad uso e consumo della maggioranza governativa che decide che una regola, piuttosto che un&#039;altra, sia solo &#039;forma&#039;.
Personalmente, comunque, fissare il termine massimo di presentazione delle liste non è &#039;vuoto formalismo&#039;, ma semplicemente &#039;regola&#039;. E le regole, vuote o piene, ci devono essere, che alla maggioranza faccia comodo o no. Come ho già scritto, la valutazione del merito  non deve intervenire nel diritto pubblico perchè è, anch&#039;essa, relativa.
Quanto al giudizio degli elettori, si profila un tasso di astensionismo tale che evincere dal risultato le preferenze degli italiani sarà quanto meno azzardato. Temo che verrà fuori un allarmante rifiuto di votare che, al di là di chi vincerà, darà la misura della percezione della politica (o meglio dei politici) in Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Carlo<br />
Sarà la Consulta a decidere se le argomentazioni di Napolitano sono convincenti, come tu affermi.<br />
Ci tengo però a sottolineare che il &#8216;vuoto formalismo&#8217; è un concetto relativo. Con la scusa del vuoto formalismo si possono stravolgere le leggi, addirittura in modo retroattivo, ad uso e consumo della maggioranza governativa che decide che una regola, piuttosto che un&#8217;altra, sia solo &#8216;forma&#8217;.<br />
Personalmente, comunque, fissare il termine massimo di presentazione delle liste non è &#8216;vuoto formalismo&#8217;, ma semplicemente &#8216;regola&#8217;. E le regole, vuote o piene, ci devono essere, che alla maggioranza faccia comodo o no. Come ho già scritto, la valutazione del merito  non deve intervenire nel diritto pubblico perchè è, anch&#8217;essa, relativa.<br />
Quanto al giudizio degli elettori, si profila un tasso di astensionismo tale che evincere dal risultato le preferenze degli italiani sarà quanto meno azzardato. Temo che verrà fuori un allarmante rifiuto di votare che, al di là di chi vincerà, darà la misura della percezione della politica (o meglio dei politici) in Italia.</p>
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		<title>Di: Carlo Rossi</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/03/decreto-salva-liste-stato-di-diritto-addio/comment-page-1/#comment-22514</link>
		<dc:creator>Carlo Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 00:33:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cronachelaiche.it/?p=3591#comment-22514</guid>
		<description>Ho trovato convincenti le argomentazioni esposte da Napolitano.
Del resto, in realtà,  gli ordinamenti giuridici con alle spalle una tradizione millenaria come il nostro di solito rigettano un vuoto formalismo privo di ragioni sostanziali.
Si tende a far emergere lo scopo delle regole.
Chi afferma il contrario di solito non ha una seria formazione giuridica. O lascia prevalere motivazioni extragiuridiche.
Le norme sulla presentazione delle liste tendono ad evitare soprattutto che il processo elettorale sia appesantito e fuorviato da liste non apprezzabilmente rappresentative.
La ratio delle norme resta certamente salva. 
Le norme cosiddette interpretative sono nel nostro ordinamento non infrequenti, mentre la non retroattività è limite insuperabile solo in alcune precise materie. 
Ma decisivo mi pare l&#039; argomento del &quot;male minore. Resta comunque prevalente l&#039; esigenza di non svuotare le elezioni di significato democratico.
Alla fine giudicano gli elettori. Il loro giudizio colpirà i comportamenti ritenuti più gravi.
Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato convincenti le argomentazioni esposte da Napolitano.<br />
Del resto, in realtà,  gli ordinamenti giuridici con alle spalle una tradizione millenaria come il nostro di solito rigettano un vuoto formalismo privo di ragioni sostanziali.<br />
Si tende a far emergere lo scopo delle regole.<br />
Chi afferma il contrario di solito non ha una seria formazione giuridica. O lascia prevalere motivazioni extragiuridiche.<br />
Le norme sulla presentazione delle liste tendono ad evitare soprattutto che il processo elettorale sia appesantito e fuorviato da liste non apprezzabilmente rappresentative.<br />
La ratio delle norme resta certamente salva.<br />
Le norme cosiddette interpretative sono nel nostro ordinamento non infrequenti, mentre la non retroattività è limite insuperabile solo in alcune precise materie.<br />
Ma decisivo mi pare l&#8217; argomento del &#8220;male minore. Resta comunque prevalente l&#8217; esigenza di non svuotare le elezioni di significato democratico.<br />
Alla fine giudicano gli elettori. Il loro giudizio colpirà i comportamenti ritenuti più gravi.<br />
Saluti.</p>
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