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Bagnasco e l’indicazione di voto. Un appello contrapposto

di Eleonora Gitto
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[24 mar 2010]
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Appello: un voto a favore della laicità dello Stato, dei diritti civili e umani

orologeriaLa Chiesa, per bocca di Bagnasco, lancia il suo spot elettorale di fine campagna elettorale, schierandosi apertamente. Invoca a viva voce un voto contro l’aborto, che è l’equivalente di dire “votate il centrodestra”. Il nocciolo della questione è questo. Non servono le discussioni che da queste affermazioni sono scaturite. Si possono fare tutte le disquisizioni di questo mondo. Si possono dare mille spiegazioni delle esternazioni di Bagnasco. Si è detto di tutto: che la Chiesa deve fare il suo compito e portare avanti le sue tesi; che non era nell’intento di Bagnasco fare campagna elettorale; che in fondo la cancellazione della 194 da tempo è uno degli scopi che la Chiesa sta perseguendo con più accanimento; e così via. Ma tutto ciò non toglie che ancora una volta assistiamo a un tentativo, questa volta nemmeno celato, di condizionare il voto.

Nessuno mette in discussione che la Chiesa può e deve, in piena libertà, battersi per affermare quelli che essa ritiene principi sacri. Ma lo deve fare nei suoi spazi, nei suoi ambiti, con i suoi mezzi. Non lo può fare continuando a ingerire nelle questioni e competenze dello Stato. Ci sono ruoli e compiti precisi che devono essere rispettati. A nessuno è consentito di sconfinare nei territori altrui. Lo Stato deve occuparsi del governo e della tutela dei diritti di tutti, salvaguardando i principi di parità e democrazia. La Chiesa cattolica deve occuparsi del suo culto e delle anime dei suoi fedeli. Dal suo pulpito ogni prete può declamare ai suoi parrocchiani i motivi per cui secondo la Chiesa l’aborto deve essere osteggiato. Chi va in Chiesa è ben incline ad ascoltarli e a sposare le sue cause.

Ma il voto è uno strumento democratico con cui i cittadini tutti (cattolici, laici, democratici, atei, agnostici, protestanti, ecc.) di uno Stato decidono i futuri governanti, e con essi il loro futuro. I governanti, dal canto loro, dovrebbero essere consapevoli che la laicità dello Stato è l’unico baluardo che può difendere la vera democrazia. Fare l’occhiolino ammiccante a chi è portatore di interessi di parte, non rende giustizia alla democrazia, alla libertà e a quell’amore per il popolo tanto sbandierato ma al contempo tanto vilipeso.

Il voto, perciò,  non dovrebbe essere pilotato con mezzi  subdoli. Perché Bagnasco, ben conscio che da tempo immemore, i nostri governi di destra e di sinistra non muovono foglia che la CEI non voglia, parte alla carica e si schiera apertamente. E lo fa a pochi giorni dal voto,  guarda caso subito dopo il pessimo esito della manifestazione del Pdl. Quasi a dire: il centrodestra vacilla? Niente panico, arriva in soccorso la Chiesa con uno spot elettorale filodestra, recitato dal suo migliore interprete: Bagnasco.

Bersani ha detto che la Chiesa non è entrata a gamba tesa nella campagna elettorale. Cosa doveva fare per entrare a gamba tesa? Mettersi con i megafoni e dire votate la destra? Invitare a dare un voto contro l’aborto (la 194 è già legge nello stato italiano, e non dovrebbe essere messa in discussione da nessuno, invece è soggetta a continui attacchi, purtroppo), non significa forse caldeggiare apertamente il centro destra? E, francamente fa molto strano leggere che Bersani, leader del primo partito del centro sinistra, invece di invocare la laicità dello Stato e la tutela dei diritti dica in modo molto soft: ”Non penso che dai vescovi sia arrivato un appello elettorale. I vescovi hanno ribadito le loro posizioni, che vanno rispettate, anche se non sono condivise“. In altri Stati, anche in Europa, non consentono tante reiterate ingerenze negli affari che attengono alla gestione della res publica. Sono sempre vigili e attenti a non far varcare alla Chiesa i suoi confini.

Tra l’altro  Bagnasco è il primo ministro di uno Stato estero. E come si permette uno Stato estero  di mettere il naso negli affari politici italiani? Se il nostro fosse uno Stato serio ci sarebbe da aspettarsi che il suo Presidente della Repubblica intervenisse presso il capo dello Stato Vaticano, oppure come in ogni Stato democratico che si rispetti, il Governo italiano convocasse l’ambasciatore del Vaticano per chiedere spiegazioni. E, a dirla tutta, ci sarebbe piaciuto che questo fosse stato sottolineato e richiesto da chi rappresenta uno schieramento di centrosinistra, considerate le posizioni chiare e inequivocabili del centro destra su alcune questioni come la laicità dello Stato, i temi etici, l’aborto, la bioetica.

Non ci piace per nulla questa posizione di condiscendenza, quasi di sudditanza di tutte le forze politiche nei confronti della Chiesa. Che ci sia rispetto reciproco fra le parti è un fatto incontestabile, civile, e necessario. Ma la  sudditanza di una parte (guarda caso sempre la stessa), nei confronti dell’altra è foriera di cattivi presagi: un ritorno ad anni bui di un passato remoto e recente, che i veri laici e i sinceri democratici devono saper scongiurare.

Pertanto, giusto per par condicio, in contrapposizione all’invito di Bagnasco, al quale non si oppone nessuno ufficialmente, da queste pagine si lancia un appello: invitiamo tutti, a prescindere dall’appartenenza politica, a dare un voto giusto che vada nella direzione della tutela della laicità dello Stato e dei diritti umani e civili.

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