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Attualità   

A Roma il primo distributore ‘scolastico’ di profilattici

di Cecilia M. Calamani
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[11 mar 2010]
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preservativo-300x228Il liceo scientifico di Roma Keplero ospiterà, a partire da venerdì 12 marzo, macchinette per la distribuzione automatica di profilattici. I distributori saranno installati nei bagni maschili e femminili e dispenseranno i preservativi a prezzi ‘studenteschi’: due euro per una confezione da tre, meno della metà del prezzo di farmacia.

Parte così, nella prima scuola italiana, un’iniziativa che ha preso piede dalla mozione approvata nel giugno scorso dalla Provincia di Roma e sostenuta in tutta Italia dalla comunità di studenti ScuolaZoo.com. Ma è il Consiglio di Istituto del liceo che ha deciso autonomamente, e senza finanziamenti provinciali, di installare i distributori. Contemporaneamente alla installazione, è previsto un seminario tenuto dalla Lega italiana per la lotta all’Aids che illustrerà ai ragazzi i comportamenti sessualmente corretti per evitare il rischio di contagio.

Al di là del plauso degli studenti, contenti di risparmiare e di evitare l’imbarazzo dell’acquisto in farmacia, è importante sottolineare che questa iniziativa mette in prima linea la scuola nell’affrontare l’educazione dei ragazzi a una sessualità sicura e responsabile.

Ma, puntuale come solo quando si parla di sesso la Chiesa sa essere, arriva l’anatema cattolico per bocca del cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che conferma il suo “No alla banalizzazione della sessualità”, in linea con quanto già affermato nel giugno scorso, quando la Provincia di Roma approvò la delibera. Ma d’altronde, è bene ricordare che fu proprio Benedetto XVI a esortare i popoli africani, colpiti in maggior modo dalla diffusione dell’Aids, a non usare i preservativi “che, anzi, aumentano i problemi“. Cosa aspettarsi quindi da una istituzione, la Chiesa, che condanna apertamente a morte intere generazioni vietando loro di utilizzare l’unico mezzo ad oggi scientificamente riconosciuto per limitare la diffusione  del virus?

E mentre la Chiesa parla di ‘scorciatoie’ e di ‘seria preoccupazione delle famiglie cattoliche per l’educazione dei loro figli’, Vincenzo Gentile, presidente della Sia (Societá italiana di andrologia), sottolinea che il sesso senza protezione, soprattutto tra i giovanissimi, non è solo un problema di prevenzione dell’Aids o di rischio di gravidanze indesiderate: “In media la prima volta in Italia è a 16 anni, ma c’è chi inizia a scoprire il sesso anche a 12-13. Inoltre le malattie sessualmente trasmissibili sono in aumento, specie fra i giovanissimi. Nel nostro Paese si verificano 1 milione 200 mila uretriti l’anno, infezioni come la gonorrea sono in crescita anche fra gli adolescenti, e il papillomavirus, insieme a clamidia e micoplasma, minaccia la salute di ragazzi e ragazze. I rapporti non protetti sono inoltre un rischio anche per la fertilitá futura”.

Quale luogo migliore se non la scuola per affrontare con serietà e competenza scientifica il problema di una corretta educazione sessuale degli adolescenti e per incentivare, attraverso prezzi abbordabili per i ragazzi, l’uso dell’unico sitema che può proteggere la loro salute?

Cecilia M. Calamani

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4 commenti
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  1. Ma è necessaria questa urgenza di comprare i profilatticia a scuola?
    Come se si potessero usare subito nel bagno dell’Istituto.
    La scuola ha il compito di educare, ben vengano tutte le informazioni su aids, sesso ecc. ecc.
    Ma cosa c’entra le vendita dei profilattici, quando è possibile comprarli in farmacia, nei supermercati, nei distributori automatici.
    E’ sicuramente fuori luogo.
    francesco zaffuto http://www.lacrisi2009.com

  2. @Francesco
    Io non credo affatto che sia fuori luogo, per vari motivi. La vergogna degli adolescenti di comprarli in farmacia, il costo veramente proibitivo che spesso non possono permettersi, il fatto di averli tutti i giorni a portata di mano (che dovrebbe diminuire la percentuale di rapporti non protetti per pigrizia, costo, dimenticanza).
    Infine, la diffusione – anche visiva – del profilattico che acquista così un valore di ‘normalità’ e non di ‘vergogna’. Qualcosa che deve accompagnare l’adolescente nelle sue esperienze. Quanto all’uso nei bagni dell’istituto, non credo che la loro distribuzione lo incrementi.
    L’unico modo per evitare tutti i rischi del sesso non protetto è la diffusione del solo mezzo che li previene soprattutto tra i giovani che, per incoscienza, immaturità, superficialità, sono i più portati a dimenticarlo.

  3. Ha ragione Francesco,ha espresso benissimo il mio pensiero.E’ importante stare vicino ai giovani,lasciarli vivere le loro esperienze senza colpevolizzarli,non facciamo i bacchettoni.

  4. Va bene il preservativo,basta che i nostri ragazzi pensino pure a studiare! Eppure- chissà perchè- dando uno sguardo alla (in)voluzione della scuola italiana negli ultimi lustri, mi chiedo sempre più se la nostra scuola non sia ( sempre più) la scuola del…preservativo!