AttualitĂ 

13 Marzo: resistenza e progetto

di Claudio Tanari [14 mar 2010]

160903865-bae828b4-9c8a-431c-8faf-b4acacfb40daNel pomeriggio di ieri tutta l’opposizione al Governo Berlusconi è scesa in piazza. La Procura di Trani (e il Ministro Alfano) ci avevano del resto fornito alla vigilia una nuova, ottima ragione per farlo. Oggi Scalfari parla di Mc Carthy, Di Pietro ha parlato di Gelli, il Direttore Generale della Rai Masi di Zimbabwe.

La gente che gremiva Piazza del Popolo pensa che il mostruoso coacervo etico, politico e addirittura antropologico che ci sta di fronte dopo quasi vent’anni di berlusconismo sia un ibrido risultante proprio da quelle tre componenti: l’ossessione per i “comunisti”, il progetto di destrutturazione della democrazia e l’arbitrio elevato a sistema. Di fronte a questo piano piduista ormai conclamato, qual è lo stato di salute dell’opposizione? Non delle migliaia di cittadini (come li ha chiamati salutandoli Emma Bonino): loro stanno, malgrado un certo forse salutare desencanto, bene.

manifestazioneParlo del ceto politico che dovrebbe costituire la sponda istituzionale del popolo viola, degli elettori di centrosinistra, degli italiani perbene. Qui la risposta è meno decisa. A giudicare dagli interventi dal palco romano c’è la consapevolezza, da parte dei leader, di un salto di qualità che metta da parte i fantasmi della vecchia Unione (col loro carico di egotismi e narcisismi) in direzione di un impegno da Cln (la suggestione di Di Pietro), all’altezza dell’”allarme rosso” (come lo ha definito nel suo discorso accorato Riccardo Iacona) che incombe ormai sulle istituzioni e sulle libertà fondamentali in tutta la sua evidenza.

Bersani ha auspicato che il fronte democratico non resti prigioniero dell’antiberlusconismo rinunciando alla proposta di un’idea di Italia futura, pur nella consapevolezza che l’agenda illiberale del premier impone comunque la resistenza.

manifestazione2Ecco, è proprio questo il punto di debolezza che ci è sembrato di cogliere: continua a mancare il disegno complessivo, la carta dei valori condivisa di un’opposizione a questa destra indecorosa (ma che – non dimentichiamolo – è riuscita in questi anni ad interpretare l’indifferenza etica di molti nostri concittadini) capace di sconfiggerla.

Continuando a gridare sacrosanti “no”, ma offrendo il progetto convincente di un’architettura alternativa. Buon lavoro a tutti.

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  1. I politici di sinistra hanno la voce troppo flebile,non riescono a comportarsi diversamente dalla destra.Una sinistra che si rispetti dovrebbe avere il coraggio di andare controccorrente,stare dalla parte dei cittadini;scuola per tutti vuol dire niente religione nelle scuole,invece ci ritroviamo la religione che dĂ  a chi frequenta i crediri formativi e discrimina gli altri che non trovano nemmeno l’ora alternativa perchè per quella i soldi non ci sono ,i nostri ragazzi ormai devono pagare un contributo alla scuola pubblica perchè è al verde grazie ai tagli(che avevano fatto pure loro,certamente questi hanno calcato ancora la mano) e se prima era facoltativo ora è obbligatorio,siamo al paradosso che le scuole private pagate dalle famiglie hanno dallo stato anche i soldi pubblici e chi deve per necessitĂ  (che poi sarebbe un diritto)frequentare la scuola pubblica se la deve pagare e col rischio di restarci sotto visto lo stato di degrado in cui versa. La nostra costituzione salvaguarda i nostri diritti tutti e sulla scuola è abbastanza chiara se ne era gia’ reso conto Piero Calamandrei della brutta piega che si delineava per la scuola pubblica e 11 febbraio del 1950 durante il III congresso dell’associazione a difesa della scuola nazionale pronunciò un discorso che sarebbe ora che almeno a sinistra se lo rileggessero,io l’ò letto nel libro di Margherita Hack “libera scienza in libero stato”ed è di una attualitĂ  incredibile perchè l’avanzata della chiesa è stata inesorabile e stati certi che non si fermeranno visto che nessuno li ferma,anzi fanno a chi si piega di piĂą davanti a questi corvi neri che sono la morte dello stato.Fino a che la chiesa non sarĂ  messa fuori dal nostro stato andremo sempre indietro.Per non parlare di crocifissi da espellere dalle pubbliche istituzioni, ipocrisia e bigottismo la fanno da padrone,nessuno è dalla nostra parte, le loro convinzioni se le devono sorbire tutti e questo segno di non rispettare gli altri sarĂ  buon motivo per restare a cas alle prossime elezioni,Per tornare a votare voglio vedere un programma dove mi vengono assicurati tutti i diritti,dal lavoro allo studio,dalla salute alla scuola,alla libertĂ  di scenta di fine vita,voglio vivere in uno stato libero dalle religioni imposte da chi mi dovrebbe difendere.