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Attualità   

Sanremo, il principe e la dignità perduta

di Eleonora Gitto
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[21 feb 2010]
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principe20ranocchio1Cala il sipario sul Festival di Sanremo 2010. Ora si tirano le somme. I dati auditel, i paragoni con le precedenti edizioni, le canzoni, gli ospiti e i vincitori che, come è ormai conuetudine, non piacciono a nessuno.

E fra nuove polemiche e vecchi meccanismi, sarà l’argomento di discussione dei prossimi giorni. Poi tutto si placherà in attesa della prossima edizione. Ma diciamoci la verità: Sanremo non sarebbe Sanremo se non fosse accompagnato da tante polemiche. Non c’è che dire, è un fenomeno mediatico che non si può ignorare.

Ma leggendo i giornali stamattina, c’è una domanda che “sorge spontanea”:   che ci faceva il Principe  Emanuele Filiberto di Savoia a Sanremo? Da quanto è diventato un cantante? A dirla tutta, verrebbe da chiedersi cosa ci fa in Italia un Savoia. Ma questa è una domanda che non ha più senso farsi.

Si legge che insieme ai suoi compagni di viaggio, Emanuele Filiberto  era stato immediatamente eliminato, ma poi miracolosamente ripescato. Come dire: il Principe deve vincere per forza.

E’ stato fischiato? Non importa,  Pupo fa sapere che Berlusconi docet: più si viene fischiati e più si vince. L’orchestra ha protestato buttando gli spartiti in aria? Ma loro non contano. Contano i voti degli italiani. Ma è davvero così? Difficile credere (a giudicare dai commenti a caldo di questa mattina sui media e in rete) che gli italiani abbiano voluto davvero sul podio dei vincitori il Principe.

Piuttosto, se si ripercorrono le tappe che hanno permesso ai Savoia di rimettere piede sul suolo nazionale e si dà un’occhiata a chi ha voluto il rientro in Italia dei Savoia e alla società che ha curato il televoto a Sanremo (“la NeoNetwork, ed è stata inglobata dalla Magnolia, la società che realizza il talent show di Rai2 nonché “L’isola dei famosi”. Altro che conflitto d’interessi!”) è facile fare due più due. Il Principe doveva vincere a tutti i costi.

In tutto questo come si colloca la figura di un principe? Quando pensiamo alle persone blasonate, noi comuni mortali (per quanto non appartenga alla nostra cultura l’idea di un uomo che abbia un regno sul quale fare il bello e cattivo tempo, che abbia potere assoluto  e ricchezze infinite),  in una visione fiabesca, lo vediamo come una persona dignitosa, rigorosa, impettita e super partes.

Un principe che sgambetta in Tv, e che si fa fischiare a Sanremo, per soldi o per fama di notorietà non ha importanza,  di dignitoso ha ben poco.  Se questo “principe” Emanuele Filiberto fosse uscito dalla penna di un sapiente vignettista, avrebbe la sua dignità e farebbe sorridere. Ma non lo è. Il Principe è reale.  Allora fa davvero un po’ pena.

A questo punto non resta che dire grazie a chi ha voluto il ritorno dei Savoia in Italia. Loro lo hanno fatto per fare un piacere ai Savoia, in barba alla nostra storia.

Hanno legiferato, parlato e discusso per anni per riportare i vecchi regnati, probabilmente con l’intento di dargli ancora un ruolo. Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco, perché nel tentativo di favorirli, anche a Sanremo,  hanno dato  a tutti quanti noi l’opportunità  di vederli nella loro vera veste.

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