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Pedofilia: la doppia morale

di Claudio Tanari
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[16 feb 2010]
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cleropedofiliaStrana cosa, la cronaca. Presenta a volte accostamenti rivelatori sullo stato dell’etica nel nostro paese che, si potrebbe affermare, propone instancabilmente la logica dei due pesi e delle due misure.

Prendete il caso delle ormai famigerate “maestre di Rignano”. Chiusa l’indagine sui presunti abusi sessuali alla scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio, il procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, e il pm Marco Mansi hanno firmato prima di Natale i 415 bis, gli avvisi che normalmente preludono alla richiesta del processo. Gli atti verranno consegnati nei prossimi giorni. Vale forse la pena ricordare il clima irrespirabile vissuto dalle maestre accusate di pedofilia, naturalmente nella più totale assenza di riscontri, alimentato da un processo sommario svoltosi perlopiù nelle strade del piccolo comune alle porte della capitale.

Poi prendete la faccenda dei preti pedofili. E’ di ieri la presa di posizione del cardinale Tarcisio Bertone, nell’omelia che ha aperto l’incontro dei vescovi della Conferenza Episcopale Irlandese: “Le prove più dure e umilianti per la Chiesa sono quelle che provengono dal suo interno, soprattutto quando vedono coinvolti alcuni suoi uomini in atti esecrabili. Ma dalla prova può venire il rinnovamento: a patto che il peccatore riconosca la propria colpa in piena verità“.

Anche in questo caso, la memoria dei fatti aiuta a commentarli. A questo scopo il Rapporto Murphy appare fondamentale. La Commissione omonima, istituita nel 2006 dal Governo dell’Eire per verificare come la Chiesa e le autorità statali avessero gestito le denunce di abusi sessuali sui minori commessi dagli ecclesiastici nella sola diocesi di Dublino, ha prodotto nel Dicembre 2009 settecentoventi pagine di testimonianze raccapriccianti. 320 vittime, racconti dell’orrore che coinvolgono 46 sacerdoti dal 1975 al 2004, costantemente e sistematicamente coperti dalle autorità ecclesiastiche, spostati di parrocchia in parrocchia, con l’unico intento di proteggere il buon nome e soprattutto i beni della Santa Sede. D’altronde la pedofilia clericale è ben nota alla Chiesa fin dai tempi delle Indulgenze di Leone X (1517), che assolvevano gli ecclesiastici dal “peccato contro natura con bambini” per la modica somma di “131 libbre e 15 soldi“…

Ma, ecco il confronto!
Mentre nella cattolicissima Irlanda e negli stessi Stati Uniti le vittime dei preti pedofili hanno messo la Chiesa in ginocchio, costringendo governi e Vaticano a fare pubblicamente i conti con il fenomeno, in Italia, invece, i fedeli scendono in piazza per difendere personaggi come don Roberto Berti, condannato nel 2008 dalla Congregazione per la dottrina della fede per molestie sessuali su cinque minorenni. In quel caso i bravi parrocchiani di Ginestra Fiorentina non solo non hanno creduto alle accuse ma hanno addirittura diffuso notizie infondate su una sua presunta assoluzione. Finché l’arcivescovo, Giuseppe Betori, ha fatto affiggere la sentenza di condanna nella bacheca parrocchiale.

Manifestazioni di solidarietà anche per Ruggero Conti, il parroco di Selva Candida presso Roma accusato di pedofilia, atti sessuali con minorenni e prostituzione aggravata tra il 1998 e il 2008. Per il pm, Francesco Scavo, gli adolescenti sarebbero stati indotti dal sacerdote (garante del programma per la famiglia dell’allora candidato Sindaco Gianni Alemanno…) a compiere o subire atti sessuali in cambio di denaro e capi di abbigliamento. Ma alla prima udienza del processo, nel luglio scorso, decine di giovani, indossando magliette con la scritta “don Ruggero, ti vogliamo bene” oltraggiavano le vittime mentre secondo le pie donne del paese, don Ruggero “E’ stato come un padre per i nostri figli”.

Gli stessi volti esagitati e fanatici di chi a Rignano promuove linciaggi – per fortuna “soltanto” mediatici – delle maestre.

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3 commenti
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  1. Non c’è da stupirsi. Quando si tratta del clero gli italiani sono tutti in ginocchio. D’altronde la chiesa ci fa il lavaggio del cervello fin da piccoli e se non hai un minimo di dignità e qualche neurone che ti funziona è difficile sfuggire e riuscire a vedere le cose come stanno.
    C’è anche da dire che quei pochi italiani che hanno avuto il coraggio di denunciare gli abusi subiti dai preti non hanno trovato la solidarietà trovata dalle vittime statunitensi o irlandesi, per cui qui da noi non potrebbe mai scoppiare uno “scandalo pedofilia”.
    L’unica cosa che mi sentirei di dire alle vittime è di emigrare in un paese laico.

  2. sono dei Maiali,ma questa parola non basta,loro sono peggio.

  3. Occorre colpirli nella cosa che tengono di più: il denaro. Risarcimenti milionari come negli USA!